Auto-costruzione di specchio e telescopio Ø400mm F6 con video Tutorial di John Dobson (parlato in italiano)

John Dobson (1915-2014), è noto in tutto il mondo astronomico per la sua opera “missionaria” nei confronti della divulgazione della osservazione astronomica del cielo, preso come irresistibile stimolo per la diffusione (in “classi di lavoro”) della costruzione del più semplice telescopio esistente, tutto in legno e cartone, che essendo un suo grandioso progetto, porta il nome di TELESCOPIO DOBSON

Il tutorial qui indicato consiste nel filmato del 1992 della durata di 84 minuti, succeduto ad un più antico VHS, al quale  mi sono permesso di aggiungere una traccia audio italiana con la voce narrante di una hostess in “sintesi vocale”, che traduce, e in certi casi riassume il senso delle spiegazioni “a braccio” di John.

Lo scopo, per un documento di simile importanza, è di renderne utile la visione da parte di interessati italiani, che rimangono esclusi da conoscenze importanti a causa della nostra lingua “di nicchia”, che dalla fine dell’impero romano è parlata solo da noi  “4 gatti”, appartenenti alla inezia di un centoquarantesimo della popolazione mondiale.

John conosceva molto bene l’ottica e le sue rigorose regole scientifiche, ed anche le tolleranze di pochi nanometri necessarie per la realizzazione di un obiettivo a specchio Newton “perfetto”.

Ma la sua genialità e successo stanno nell’aver studiato e introdotto delle tecniche costruttive intelligenti e di semplicità ridotta all’osso, al fine di raggiungere quello scopo scientifico e di diffusione della costruzione di un telescopio non perfetto ma buono almeno per la osservazione visuale, senza aver bisogno di scrivere una sola formula, e sempre parlando in modo semplice, e direi “agricolo”(*), con soluzioni che fanno talvolta fare “un salto sulla sedia” a chi è abituato ad altro tipo di tecnologie, o di test ottici, o timori precauzionali.

É semplice ma incisivo ad esempio:

  • Quando (ti fa fare un salto sulla sedia  perchè) pianta i due chiodini sulla panca usando lo specchio primario grezzo come martello.
  • Quando descrive l’ordine di grandezza delle tolleranze di qualità ottica senza citare micron o nanometri, ma semplicemente dicendo che esse sono espresse da un numero pari a  “circa un millesimo (dello spessore) della “Saran Wrap”… (…che sono diventato matto a capire cosa potesse essere la Saran Wrap, per scoprire poi che si tratta della pellicola di polietilene americana, equivalente alla italiana “Domopac” ).
  • Quando indica una quantità di abrasivo da utilizzare in carborundum grana 60 in ogni seccata di sbozzatura, pari a circa “4 volte il sale per le uova strapazzate”
  • Quando indica la profondità della freccia di scavo della concavità dello specchio come circa pari allo spessore di “Un nichelino”, cioè una moneta da un centesimo di dollaro.
  • Quando utilizza acqua calda per spalmate l’abrasivo di lucidatura …( e questa è una alzata di ingegno che interessa anche i Grattavetro più tecnologici)… usata in fase di correzione dello specchio per “far sollevare“ il vetro per dilatazione locale, diminuendo il rischio di incorrere nel difetto n°1 temibile e nocivo del “bordo ribattuto” dello specchio, per la notevole perdita che esso genera nel contrasto della immagine disperdendo parte della luce captata.
  • Quando non utilizza nè il test di Ronchi né il Foucault, ed esegue i test ottici “a occhio”, in visione radente, o facendo solamente uso dello star test con la “stella artificiale” fornita dalla riflessione del Sole su un isolatore di una linea di alta tensione.

Oggi la “evoluzione della specie” e la semplificazione della trasportabilità hanno contagiato anche la costruzione dei telescopi dobson “prima maniera”, che sono passati dalla forma originale a tubo di John, alla forma a traliccio tipo Obsession, e alla più recente  forma ultra-leggera. Tutte però con soluzioni tecnologiche un po’ più sofisticate.

Ma la semplicità del progetto originale di John è rimasta sinonimo di “sintesi”; e la sintesi è “bellezza” di pensiero.

E questa bellezza si incontra in tutte le soluzioni che uniscono semplicità a efficienza. E quindi anche in tutte quelle espressioni che racchiudono il massimo significato in pochi e semplici tratti.

Sotto questo aspetto è molto bella una formula chimica o fisica…Oppure una poesia di Montale. Perchè ambedue in poche ermetiche lettere racchiudono enormi concetti.

E la bellezza del pensiero progettuale di John è stata quella di dimostrare che anche una cosa apparentemente difficile “si può fare…in un modo semplice”; e che una cosa dalla apparenza grezza in realtà funziona benissimo.

Bando alle chiacchere: La visione di questo tutorial porta vantaggio a tutti gli interessati perchè:

  • Un Grattavetro “alle prime armi” (non trascurando i problemi di movimentazione del telescopio) può capire che potrebbe pure farcela da solo a costruirsi un primissimo telescopio diametro 400mm F6, grattando un vetro diametro 400mm e spesso 25mm comprando il vetro di un oblò da demolizione di una nave;
  • Mentre un Grattavetro più tecnologico, che abbia già percorso quella strada alcune volte, può sicuramente imparare proficuamente ad usare l’acqua calda. Ma può anche rendersi conto che esiste una parallela possibilità di giungere ad un traguardo positivo seppure per solo uso visuale, pur lavorando in modo molto meno tecnico, senza fare uso di misurazioni impegnative che ti guidano nel tuo lavoro a raggiungere un molto impegnativo massimo, ma che col semplice metodo di John, anche se la misurazione ottica è rudimentale, è possibile che della qualità finale non sia poi distinguibile il degrado da parte di un occhio nudo principiante, fornendo comunque immagini mozzafiato forse fino a 500 ingrandimenti. Turbolenze dell’aria permettendo.

Indico quì i minuti in cui il filmato incontra i vari capitoli:

  • Titolo all’interno del filmato  —————————–Tempo di inizio
  • SBOZZATURA  CON SMERIGLIATURA GROSSOLANA – 5’30”
  • SMERIGLIATURA FINE – 19’38”
  • COLATA DELLA PECE SULL’UTENSILE – 22’59”
  • LUCIDATURA – 33’12”
  • ACQUISTO DEL TUBO E COSTRUZIONE DELLA MONTATURA – 43’44”
  • COSTRUZIONE DELLA PORTA DI CODA “TAIL GATE” (Cioè la CELLA DELLO SPECCHIO) – 51’47”
  • PORTAOCULARE E CROCIERA DI SUPPORTO SPECCHIO SECONDARIO (ed anche lo STAR TEST per la correzione della curva ottica) – 1h 04’49”
  • FIGURAZIONE E CORREZIONE DELLA CURVA – 1h 21’15”
  • METALLIZZAZIONE DELLO SPECCHIO – 1h 23’13”
  • STAR PARTY FINALE – 1h 25’51”
  • FINE 1h 28’07”

 

“TELESCOPE BUILDING” di John Dobson. Durata 84′ – CON VOCE NARRANTE ITALIANA 

(*) Definisco “misurazioni agricole” quelle ad esempio di un agricoltore divenuto macchinista di laminatoio, che mi descriveva i difetti impressi sul laminato senza bisogno del sistema metrico, indicandole come macchie grandi come un “chicco di grano”, e se maggiori, “di granoturco”; oppure ammaccature ovali grandi come una “vespa” o un “calabrone”, oppure ancora un rullo di laminatoio che (causa rottura dei cuscinetti) “girava come una patata”. Tutte misure universali e intuitive conosciute da tutti…Quasi come il sistema metrico.

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