Lavorazione primario 300mm f/6

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Questo argomento contiene 133 risposte, ha 5 partecipanti, ed è stato aggiornato da Stefanosky Stefanosky 2 giorni, 1 ora fa.

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  • #10209
    Stefanosky
    Stefanosky
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    Partiamo con la creazione di un primario da 300mm di diametro con focale f/6.
    Utilizzerò questo thread per progressi, consigli, soluzione errori ecc quindi sentitevi liberi di criticare, consigliare, aiutare e intervenire quando e come ritenete opportuno.
    Il blank in questione è un borofloat33 prodotto da Schott e ha uno spessore di 25mm. Come si evince dal nome commerciale questo è un vetro borosilicato che rispetto al classico calciosodico altera in maniera inferiore le proprie dimensioni al variare della temperatura e ciò dovrebbe consentirmi, durante la parabolizzazione, di poter effettuare misure e correzioni senza dover attendere i tempi biblici del calciosodico.
    IMG_20170720_110804

    Per raggiungere una focale di 1800mm ho necessità di ottenere una freccia di 3,125mm.
    Seguendo un interessante articolo di Dave Grennan, passatomi da Giulio, ho provato a creare un utensile costituito da un disco diamantato da 115mm per cercare di ottenere una sbozzatura più rapida. Tuttavia questa strada per me, almeno al momento, non ha funzionato generando solo righe isolate sulla superficie del blank, cosi ho deciso di accantonarla temporaneamente e andare di classico utensile ceramico a pieno diametro.
    Metto comunque le foto dell’utensile da me creato:
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    L’utensile a pieno diametro che ho creato è composto da gesso dentale di tipo IV e da quadrati di gress porcellanato affogati nella colata. Ho dimenticato di fissare i pezzi con della colla stick e quindi si sono un pò spostati ma credo possa andare bene comunque. Ho poi effettuato una sorta di canalizzazione con il Dremel.
    IMG_20170730_152020

    A questo punto ho poi ben smussato il bordo dello specchio e dell’utensile, smussando gli angoli vivi della ceramica per evitare di sbeccare il blank.
    Ora passerò alla cordale con grana 80 ma voglio prima controllare che il back dell’utensile sia decentemente piano.

    #10223
    Stefanosky
    Stefanosky
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    Le passate cordali iniziano a dare i loro frutti, l’utensile lavora bene e il centro dello specchio inizia lentamente a scendere. Se posso trovare un difetto all’utensile fatto in questa maniera riguarda il maggior consumo di carborundum che, lavorando a faccia in su, tende inevitabilmente a disperdersi in parte nelle canalizzazioni.
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    Gratterò ancora qualche ora dopodiché inizierò con le misurazioni della freccia per valutare i progressi.

    #10224
    Massimo Marconi
    Massimo Marconi
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    Bravo Stefano, un ottimo inizio ! Secondo me per questo lavoro l’utensile a pieno diametro è stata la scelta migliore. :good: Per limitare la dispersione ( ed aumentare l’efficacia ) dell’abrasivo puoi ridurre la quantità di acqua, che comunque ne andrebbe messa pochissima. Se invece già usi l’abrasivo quasi “a secco”, non avere timore di esagerare con la pressione. Quando senti un rumore “terribile” di raschiamento allora significa che stai scavando bene !

    #10228

    GiM
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    Ciao Stefano
    A mio avviso l’utensile avresti potuto lasciarlo senza le scanalature almeno fino all’utilizzo della grana 400.
    Infatti con le grane più grosse devi giusto scavare senza preoccuparti più di tanto di creare graffi sulla superficie. Ho utilizzato un utensile simile annegando nel gesso dei pezzi di vetro con uno spessore di 20 mm e per lo scavo è andata benissimo. A partire dalla grana 400 a mio avviso è bene che la parte in gesso non vada direttamente a contatto con lo specchio in quanto seppure in linea di principio più tenero del vetro può comunque creare delle micro rigature (forse a causa del fatto che se la pulizia non è perfetta quando si cambia abrasivo qualche grano potrebbe restare incastrato nel gesso?) abbastanza noiose che ti costringerebbero a tornare indietro alla grana precedente. Inoltre conviene smerigliare perfettamente i bordi di ciascuna piastrella per evitare che si stacchino delle micro scaglie che sarebbero deleterie.
    Comunque nel complesso l’utensile che hai fatto sembra ben costruito, a mio avviso senza dubbio migliore del disco diamantato che se anche avesse funzionato velocemente per raggiungere la freccia voluta, ti avrebbe comunque costretto a costruire un utensile adattato allo scavo fatto per poter poi proseguire con le grane più fini.
    In ogni caso sappi che seguo con interesse il tuo lavoro, anche perché personalmente sono al momento impossibilitato a proseguire la lavorazione del mio 300 mm. Nel mio garage attualmente non si sta troppo bene e per darvi un’idea del perché allego una foto……. B-)

    https://postimg.org/image/6ueikkhu1/

    #10229
    Stefanosky
    Stefanosky
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    Grazie Massimo, ho iniziato a prenderci un po’ la mano e ho visto che basta attendere che i canali siano un po’ saturi e usare poca acqua per avere il miglior rendimento. Gim, le scanalature le ho fatte da subito perché in un paio di articoli dicevano di farle per evitare che specchio e utensile si incollassero o che lo sfregamento diventasse troppo “psstoso”. Sinceramente non ho l’esperienza per valutare la cosa da un punto di vista tecnico. Il gesso al momento sembra bello sigillato, nel senso che quando pulisco l’utensile con lo spazzolino non rimane traccia dei granelli. Molto probabilmente bisogna solo stare attenti a che non siano presenti buchetti o fessure sulla superficie e in caso sigillarle, ma è un problema che tratterò più avanti… Uno dei tanti che incontrerò.
    Al momento ho lavorato un paio d’ore e come freccia sono arrivato a 1,09mm quindi sono a -2,04mm dal target.
    Comunque in nessun articolo avevo letto quanto sia faticoso il lavoro del grattavetro! D’estate poi è devastante :wacko: Sto lavorando a 30 e passa gradi, a petto nudo e con una fascia sulla fronte, sembro karate kid B-)
    Con questo caldo lavorare la pece immagino sia molto complicato senza un locale climatizzato. Ma tanto da quando sarò a quel punto sarà già più fresco :whistle:

    #10233

    Giulio Tiberini
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    :yahoo: Sono veramente molto contento di leggere i vostri scambi di commenti sulle vostre personali esperienze e pensieri, perchè è questa la vera utilità istruttiva di un Forum incastonato in un blog specifico !!
    Sono esposte e soggette a commento COSE VERE, frutto della priopria conoscenza.

    Concordo col pensiero di GIM e col tuo Stefanosky, e sottolineo che la vera fatica è noto essere proprio quella dello scavo dela curva.

    Una volta raggiunta la freccia desiderata, si prosegue il lavoro applicando le molto meno atletiche corse 1/3 Diametro c.o.c, che non necessitano di esercitare pressione(*), e sono pochissimo efficienti nello scavo, ma che portano a generare e a mantenere la desiderata sfera a profondità di freccia desiderata, estendendola fino al bordo dello specchio durante tutta la fase di affinatura della superficie, con le grane abrasive via via più fini.

    (*) Ricordando il noto fatto che con le corse 1/3 D c.o.c, si hanno tre possibili azioni:
    1) Con lo specchio in mano e l’utensile sul banco si approfondisce il centro dello specchio lasciando intonsa la superficie da 0,7 D al bordo; mentre viceversa:
    2) Con l’utensile in mano e lo specchio sul banco si lavora solo il bordo lasciando intatto il centro.
    3) Alternando le due posizioni si guida, si “pilota”, corregge, e mantiene costante la freccia e sfera desiderata.

    Una certa pressione può essere esercitata solo nei casi 1) e 2) per recuperare reciprocamente alla sfera una freccia scarsa (cone l’azione 1), oppure una freccia eccessiva (con l’azione 2). mentre il mantenimento di una freccia raggiunta non richiede pressione ma solo trascinamento (e pazienza) per generare la desiderata sfera… tanto più esente la pressione ed accurato il trascinamento applicato attraverso il bordo del vetro movimentato, con il progredire delle grane fini…(Infatti applicando pressione si corre il rischio di fare “game over”, svasando troppo o troppo presto la sfera in parabola o peggio in iperbole, e di dover lavorare a lungo di corse 1/3D c.o.c senza pressione per riprendere la sfera iniziale).

    D’estate la pece nera #55 e #64 ..se ne va da sola “per i fatti suoi”, come si vede nell’utensile della immagine postata da GIM.

    #10239
    Stefanosky
    Stefanosky
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    Gratta gratta ho capito che, nel mio caso, la procedura più redditizia è bagnare leggermente l’utensile e distribuire l’abrasivo sulla sua fascia più esterna. Sul vetro nulla, ne acqua ne abrasivo… In questo modo il carborundum utilizzato va a lavorare esclusivamente nella zona di interesse lungo tutta la circonferenza di lavoro mentre distribuendo l’abrasivo sul vetro questo veniva per lo più disperso nel primo quarto di giro rendendo meno efficace il resto del lavoro.
    Se nel frattempo l’abrasivo lungo la circonferenza dell’utensile si asciuga un pò troppo basta una spruzzatina d’acqua leggera e si riparte.
    La freccia ora misura 1,84mm mancando quindi 1,28mm dal target teorico, in realtà scenderò qualcosina di più per poter poi lavorare prevalentemente con l’utensile sopra in modo da utilizzare meno abrasivo… continuiamo. :good:

    IMG_20170803_133012

    #10240

    Giulio Tiberini
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    Prendo nota dell’interessante suggerimento :good: ..Complimenti!!

    #10244

    GiM
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    Scusa Stefano ho una domanda da porti.
    Nel tuo ultimo intervento leggo che ti manca ancora più di 1mm di scavo par raggiungere la freccia desiderata, quindi suppongo che tu stia utilizzando del carborundum grana 60 o al più 120.
    Ora quello che non capisco è che nella foto che hai pubblicato, a meno che io non abbia le allucinazioni, si vede chiaramente il riflesso del righello che hai posto sul vetro in lavorazione, nonché la profondità dello scavo. Ora visto che io sono arrivato ad usare la grana 1200 che mi ha dato una satinatura finissima ma senza neanche l’ombra di un riflesso, mi spieghi come hai fatto? Cosa mi sfugge? :wacko:

    #10246
    Stefanosky
    Stefanosky
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    Beh il riflesso si vede perché lo specchio era leggermente bagnato, altrimenti la finitura sarebbe satinata non riflettente visto che sto usando grana 80… Quindi tutto nella norma :good:

    #10249

    BARTolomei Mirco
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    Ciao Stefano, :bye:
    molto bello il lavoro che stai portando avanti…seguo con interesse… :good:
    buon lavoro…

    #10283
    Stefanosky
    Stefanosky
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    Con le passate cordali ho raggiunto la freccia desiderata e da domani inizierò la fase di regolarizzazione della sfera utilizzando passate 1/3D CoC, passate che mi accompagneranno anche nelle successive fasi di lavorazione con abrasivi via via più fini.
    Con il Dremel nel frattempo ho rifatto le canalizzazioni lungo la fascia più esterna dell’utensile visto che le passate cordali ne avevano via via diminuito la profondità fino a cancellarli in parecchi punti. Questo fatto causava una peggior resa dell’abrasivo e una minor durata della “seccata” che “impastava” molto prima e costringeva a pulire sempre più spesso utensile e vetro. Riaperti i canali tutto è tornato a filare liscio :good:

    #10284

    BARTolomei Mirco
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    Ciao Stefano… :bye:
    Complimenti per i progressi… :good:
    si vede che ci hai preso la mano e che sei molto sicuro nel maneggiare l’utensile…mi rivedo proprio in questo video… :heart:
    Seguiró con interesse gli sviluppi futuri…buon lavoro…ciao

    #10286
    Stefanosky
    Stefanosky
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    Sto utilizzando le passate 1/3D ma mi sorge un dubbio… ho letto che alcuni partono con le cordali con uno scostamento laterale del 40% fino al 25% della freccia, poi al 30% fino al 50% della freccia, poi al 20% di scostamento fino al 75% della freccia e una volta giunti alla freccia desiderata partono con le 1/3D coc. Io, come voi, ho mantenuto la percentuale di scostamento sempre intorno al 40% fino al raggiungimento della freccia, solo dopo sono partito con le 1/3D. Ora mi trovo chiaramente con un bordo di circa 15mm non lavorato che dovrebbe piano piano assottigliarsi con le 1/3D. Che differenze ci sono tra queste due tecniche? Qualcuno le ha provate entrambe?
    Colgo l’occasione per esporvi anche un altro dubbio… Come potete vedere dalla foto le due zone evidenziate fin dall’inizio non sono praticamente mai state toccate a differenza delle altre zone del bordo che, anche se in minima parte, hanno risentito delle lavorazioni quel tanto da diventare satinate. Sicuro di un’omogenea lavorazione del vetro, a cosa può essere imputabile questa differenza? Specchio non perfettamente spianato in origine? Continuando a lavorarlo è una cosa che andrà a posto da se? Provando la freccia appoggiando la barra sulle parti segnate questa risulta essere minore di circa 1 decimo rispetto alla stessa misura fatta sulle altre due zone. Misura infatti 3.05 mm invece dei 3,15 dell’altra misurazione.
    IMG_20170808_181652

    #10289

    GiM
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    Ciao Stefano.
    Quello che si ottiene con una passata cordale come quella che appare dal video permette di approfondire molto velocemente il centro. Purtroppo però quel tipo di passata non fornisce certo una buona sfera. Se possiedi uno sferometro misura il raggio di curvatura al centro e vicino ai bordi. Ti accorgerai subito che al centro il raggio misurato è più corto che ai bordi. Spostarsi dalla periferia verso il centro via via che si raggiunge la freccia voluta avrebbe permesso di avere una sfera più regolare fin da subito. A mio avviso comunque per riportare tutto nei giusti binari basterà continuare a “grattare” con le passate canoniche di 1/3 CoC ricordandoti di scambiare spesso la posizione dell’utensile e dello specchio in modo da non superare la freccia voluta. Sconsigliatissimo, sempre secondo il mio modo di vedere, passare alle grane più fini prima che lo sferometro indichi una buona regolarità della superficie, allungheresti solamente i tempi di lavorazione. Tutto ciò dovrebbe permetterti anche di eliminare le irregolarità ai bordi.
    Un saluto a tutti

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