Lavorazione primario 300mm f/6

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Questo argomento contiene 150 risposte, ha 5 partecipanti, ed è stato aggiornato da  Giulio Tiberini 1 mese, 3 settimane fa.

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  • #10475
    Massimo Marconi
    Massimo Marconi
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    Si esatto, con corse più lunghe riusciresti a lavorare meglio la zona esterna, ma solo fino ad un certo momento e cioè, fino a quando l’utensile mantiene lo stesso “difetto”.
    Nel momento in cui l’utensile cambierà di nuovo forma ( perchè forzato a lavorare maggiormente la propria zona centrale ) allora anche le corse lunghe non saranno più efficaci per raggiungere la sfera, ma comparirà una nuova anomalia in funzione della nuova forma dell’utensile. Quindi si ritornerà a dover affrontare il problema dell’adattamento.

    Da tener presente che in realtà il difetto è di piccola entità, l’adattamento è tutto sommato molto vicino a quello ottimale, al punto che la differenza di contatto tra le zone potrebbe essere spiegata anche da una pressione anomala in alcuni punti, dovuta per esempio alla posizione delle mani durante le corse, oppure ad una temperatura non uniforme che si sviluppa durante le corse sull’utensile/specchio.

    Sicuramente lo spessore di soli 3 mm non aiuta in questo senso, quindi rifare l’utensile è una buona idea.

    #10476
    Stefanosky
    Stefanosky
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    Bene, procederò cosi. La pressione, se presente, va esercitata con i pollici nella zona centrale giusto? Utilizzando palmi e dita per il solo vai e vieni dello specchio. Potrebbe essere stata un’eccessiva pressione sui bordi una concausa?

    #10477
    Massimo Marconi
    Massimo Marconi
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    Mah… difficile dirlo, l’unico dato certo è quello evidenziato dal Ronchi e cioè, una zona maggiormente lavorata rispetto alle altre con le corse 1/3D, questo indica un contatto non uniforme. Le concause potrebbero essere tutte ed il contrario di tutte, per questo secondo me è importante imparare a conoscere ed ottimizzare il proprio setup prima di procedere all’applicazione di tecniche specifiche.

    Trovare la causa che in questo momento impedisce di raggiungere la sfera è più istruttivo di una parabolizzazione eseguita senza alcun problema… ma ci tengo a ripeterlo, il lavoro è stato fatto benissimo fino a questo punto, stiamo parlando di difetti veramente di lieve entità che costituiscono la normalità nelle lavorazioni ottiche manuali, sarebbe stato più anomalo e fortuito il contrario, raggiungere cioè la sfera senza alcun problema di lavorazione.

    Stessa cosa succederà per la parabola, perciò ogni grattavetro prima o poi si rende conto che l’essenza della lavorazione è proprio questa, trovare le cause delle anomalie di lavorazione e agire di conseguenza trovando ogni volta la soluzione più adatta, visto che ogni lavorazione è una storia a sè, diversa dalle precedenti.

    #10479

    Giulio Tiberini
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    Ciao ragazzi.
    Stefano vedo che il tuo lavoro procede bene nonostante il non drammatico ritardo nella estensione dello sferoide fino al bordo specchio.

    Concordo con i suggerimenti di Massimo, e leggendoti credo che l’unico suggerimento che aggiungo (se giá non segui), riguarda l’evitare qualsiasi pressione che non sia il peso delle sole mani disposte a ore 3 e ore 9, sul diametro “neutro” che sta a circa il 70% del vetro che hai in mano.

    Questo perchè una pur leggera pressione (peggio se centrale), su corse 1/3D (che giá lavorano poco), tende a favorire l’abbassamento ove essa è esercitata, più che favorire la unificazione dei diversi raggi di curvatura presenti di specchio e utensile (ottenuto anche solo visualmente. quando scompare la famosa bolla d’aria intrappolata nei due vetri).

    L’esercizio ad esclugere l’influenza del peso delle mani sul lavoro, è propedeutica al fatto che tu dovrai escluderlo totalmente in fase di parabolizzazione, in quel lavoro trascinando il vetro per il solo suo bordo

    Un’altra cosa che forse giá fai è di allungare un poco le corse avanti indietro 1/3D, ma senza oltrepassare il 1/2D.

    #10483

    Giulio Tiberini
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    Penso che lo scalino che separa la sfera centrale dal bordo sia di minima entità e non visibile con la classica bolla d’aria centrale, altrimenti non sarebbe sicuramente recuperabile con la pece, ma occorrerebbe tornare all’abrasione vetro con vetro.
    Purtroppo seppure di entità non visibile come potrebbe essere a fine lucidatura un solo micron, si tratterebbe comunque di un difetto mille volte più difficile da eliminare, per la grande quantità di tempo necessaria alla pece e ossido, che sono in grado di asportare solo pochi nanometri per sessione di lavoro.
    Ammetto che prediligendo il test di Foucault, non mi sono mai “fatto l’occhio” per poter giudicare neanche approssimativamente dal test di Ronchi quella entità, e non sapendo se sono molti nanometri o se sono pochi, mi è difficile scegliere il metodo da consigliare per far sparire lo scalino, ed anche di stimare la durata di applicazione di quel metodo per attendersi il buon risultato.

    John Dobson, per raggiungere il bordo con le grane finissime (ancora quindi senza l’uso della pece), suggerisce di bagnare la zona periferica dello specchio con le dita intinte in acqua tiepida, in modo da far “sollevare” il vetro per dilatazione locale, e velocizzare l’aspostazione localizzata….Chissà che lo stesso principio dell’uso dell’acqua calda in periferia specchio non ti possa aiutare anche con l’uso della pece. Se te la senti potresti sperimentarlo.

    Vedi per circa un minuto il filmato di cui al seguente link, a partire dal minuto 21 e 17 secondi, del video http://www.grattavetro.it/auto-costruzione-di-specchio-e-telescopio-o400mm-f6-con-video-tutorial-di-john-dobson-parlato-in-italiano/

    #10487
    Stefanosky
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    Avevo visto quel video Giulio, secondo me però diventa difficile riscaldare in maniera omogenea la corona. La mia poca esperienza non mi consente di sbilanciarmi però, così a sensazione, guardando alcuni mega difetti visibili nei Ronchi Test di altri grattatori che vengono comunque sistemati nella fase di lucidatura, spererei che il discostamento nel mio caso sia altrettanto recuperabile. Avrò un quadro della situazione più chiaro con il nuovo utensile, mettendo in pratica tutti i consigli ricevuti e l’esperienza fatta fin’ora. Se anche a quel punto la direzione non cambierà allora valuterò, dopo attimi di disperazione, altre strade :-)

    #10488
    Massimo Marconi
    Massimo Marconi
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    Se il reticolo utilizzato è intorno alle 10 linee/mm allora il difetto è veramente molto piccolo e recuperabile in tempi brevi, due o tre sessioni al massimo ( una volta trovata la causa ). Secondo me la differenza tra il settore “incriminato” e la sfera non supera il lambda.

    #10493
    Stefanosky
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    No Massimo, a dire il vero le immagini le ho fatte con il 125 lpi quindi attorno alle 5 linee/mm perchè con il 200lpi non vedevo bene la separazione tra le linee. Comunque stasera finisco di aprire i canali all’utensile nuovo, poi pressatura a caldo, ripressatura a freddo dopo un pò e si riparte. Incrociamo le dita!

    P.S. Ieri l’altro mi hanno dato un inutilizzato e impolverato Skywatcher 150/1200 montato su una EQ3 non motorizzata, ho smontato gli specchi che erano coperti da uno spesso strato di polvere, li ho messi in una bacinella con acqua distillata, detersivo neutro e cotone galleggiante a sfiorarne la superficie ed è venuto perfetto! rimontato e collimato ieri sera sono riuscito a vedere Andromeda (beh, a vedere un alone biancastro con un nucleo più luminoso), le Pleiadi e la luna. Se un 150 cosi scarso con un oculare solo (10mm) riesce comunque a dare qualche piccola soddisfazione, con il 300mm e un parco oculari degno penso proprio che ci passerò le ore! :yahoo:

    #10494

    Giulio Tiberini
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    Si. un 300 è veramente uno spettacolo!

    Hai fatto bene comunque a dotarti di un centoconquantino! Perchè “ricondizionato” nella sruttura, diventerebbe un dobsoncino “da zainetto”, che capita di poter usare in occasioni di passeggiate dove ci puoi arrivare solo a piedi…..E di solito si tratta di posti esclusivi e molto bui. :heart: :heart: dove giá a occhio nudo si vede M31.

    #10497
    Stefanosky
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    Qui inizio ad aver paura… mi pare vada peggiorando. Eppure utensile nuovo, pressatura di 2 ore con 25kg e poi ripressatura di 10 minuti ogni 45 minuti di lavoro. No pressione. Passate 1/3D leggermente abbondanti (1 o 2 cm) Un’ora e mezza di lavoro e mi ritrovo cosi.
    extra intra
    Non so che pesci prendere.

    #10498
    Stefanosky
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    Fermi tutti! Forse vedo la luce in fondo al tunnel… Ho invertito una mezz’ora i giochi, con utensile sopra e specchio sotto e sembrerebbe andare per il verso giusto. Alternerò Mot e Tot per un pò e vediamo come procede.

    extra intra

    #10499

    Giulio Tiberini
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    Molto bene. Bravo Stefano. Si vede a occhio che la superficie si sta uniformando.

    Infatti la regola base delle corse cosiddette normali (cioè della famiglia 1/3 D c..c. o poco più) dice proprio che con lo specchio sopra di approfondisce solo il centro fino al 70% del diametro; mentre scambiando posizione e mettendo lo specchio sotto, di approfondisce solo dal 70% diametro in poi verso il bordo.

    D’altronde è così che ci si giostra per raggiungere la sfera o per mantenerla costante. Mentre il privilegiare una piosizione rispetto all’altra serve proprio a correggere gli eccessi al bordo o al centro, per tornare alla uniformità della sfera.

    #10503
    Stefanosky
    Stefanosky
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    :good:
    Ora la cosa a cui devo stare attento è quella di non cascare nella trappola del TDE!

    #10504

    Giulio Tiberini
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    Vai tranquillo che quello viene solo quando si esagera con la lunghezza delle corse, quando c’è anche il rischio di far ondeggiare il vetro che sta sul banco spingendo quello che si ha in mano.

    Di solito quel rischio lo corri veramente solo quando sei in parabolizzazione, ed alla fine dello specchio magari sei costretto ad abbassare il bordo rialzato che prudenzialmente hai mantenuto (…tutti facciamo così per prcauzione). li si che basta un giro di tavolo col cerio per abbattere un poco il bordo.

    Vedrai che quando a sferoide ottenuto e lucidatura finita, inizierai la parabolizzazione, troverai la superficie molto alta (un centinaio di naometri o più) al centro ed al bordo, con il punto più basso che sta a quel famoso 70% del diametro.

    #10505

    Giulio Tiberini
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    Una cosa che succede, è di vedere un bordo ribattuto TDE nello star test, oppure come maggiore luce emanata dal bordo specchio, che in effetti è dato, (oppure amplificato) dalla presenza del normale smusso dello specchio.
    Lo smusso dello specchio è un disturbo per forza presente durante la lavorazione, ed anche negli specchi commerciali può farti diagnosticare un bordo ribatuto che non c’è. (Basterebbe annerire lo smusso dello specchio per far cessaare il disturbo, ma in fase di lavorazione si deve imparare a conviverci).

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