Utensile per sbozzatura, pieno diametro o inferiore?

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Questo argomento contiene 17 risposte, ha 3 partecipanti, ed è stato aggiornato da Stefanosky Stefanosky 2 mesi, 3 settimane fa.

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  • #10177
    Stefanosky
    Stefanosky
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    Mi è arrivato il gesso extraduro per fare gli utensili che mi serviranno. Dovrei iniziare con il primo utensile, quello per la sbozzatura, ma ho letto in giro che per questa fase quasi tutti utilizzano un diametro inferiore perchè “più efficace” e successivamente, una volta raggiunta la curva voluta, creano gli utensili a pieno diametro da utilizzare per tutte le altre fasi. Voi cosa consigliate in merito? Al momento non ho ancora deciso cosa utilizzerò per fare l’utensile, se ceramica, mosaico di vetro, dadi o altro ma mi chiedevo se un diametro minore velocizza veramente il lavoro di sbozzatura e se ha controindicazioni a cui prestare attenzione. Insomma, sono tutto orecchie.

    #10178

    Giulio Tiberini
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    Secondo un mio attento esame fatto da qualche tempo, i due migliori spunti di lavorazione da meditare per scavare manualmente la freccia iniziale, sono questi:

    Nel documento di cui al primo link, Mel Bartel descrive l’uso degli utensili in disco metallico “Ring tools”, ed afferma che con tale utensile costituito ad esempio da una flangia in ghisa o acciaio per tubazioni da acquedotto, di diametro pari a metà quello dello specchio, da utilizzare con interposizione del solito carborundum…( e secondo me, vedendo la immagine, trovo che forse il carborundum sia messo in quantità eccessiva, con alta probabilità di scarso rendimento per autodistruzione) si dimezza il tempo di lavoro che si farebbe col carborundum a umido rispetto all’utensile con le piastrelline di gres…Ecco il primo link:

    http://bbastrodesigns.com/JoyOfMirrorMaking/RoughGrinding.html

    Mentre il metodo descritto dal seguente link, prevede l’uso si un utensile sempre subdiametro, che sulla superficie di lavoro porta fissato un disco diamantato per il taglio del calcestruzzo. Taglio che notoriamente è effettuato col disco ruotante ad alta velocità su smerigliatrici angolari portatili.
    Questo metodo se attuato sul vetro e a secco è assai periocoloso per la polvere “airborne” inalabile, comportante il rischio di silicosi.

    Ovviamente il diamante asporterebbe il vetro con la massima efficienza possibile in natura, e il diametro dimezzato conserverebbe la propria intrinseca efficienza citata da Mel Bartel, col vantaggio che col diamante non c’è bisogno di altro abrasivo. E conoscendo la tecnologia galvanica di fissaggio al supporto metatallico dei granellini di diamante precedentemente cromati, sono convinto che non ci siano controindicazioni ad utilizzare un tale disco ancorato ad un utensile di quelsiasi materiale UTILIZZANDOLO IN MODO MANUALE, AD UMIDO oppure anche per IMMERSIONE.

    io avevo letto e meditato su questi due gia datati documenti, riproponendomi di provare “la prossima volta”…(che però per motivi contingenti non è ancora arrivata).

    https://docmia.com/d/633634

    #10180
    Stefanosky
    Stefanosky
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    Ma quindi scusa, il secondo metodo come fa a funzionare? (non mi apre il link, dopo provo da casa). I dischi hanno la parte diamantata solo sul bordo… Il primo metodo con la flangia lo avevo visto ma non mi ispira molto… Con un utensile sub diametro come cambierebbe la tipologia di passata per la fase di sbozzatura?

    #10182

    Giulio Tiberini
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    Se non riesci a scaricarti quel pdf, mandami un messaggio in redazione che te lo mando io.

    I dischi diamantati per taglio laterizi hanno la diamantatura sia sul bordo che su fronte e retro del disco, disposta su una corona circolare larga 5mm e in rilievo di 1mm sulla lamiera del disco (l’ho misurata ora sul mio diosco diametro 115mm).

    La tipologia di passata è descritta nel testo dei link di Mel Bartel che ti ho inviato, dove c’è il titolo “ring tools”, e spiega ad usare quel tipo di utensile applicando ciclicamente 4 o 5 corse avanti indietro centrate sul diametro specchio con leggero debordo e con forte pressione, e poi la solita rotazione sia dell’utensile in mano, che di un passo dell’operatore attorno al tavolo in senso inverso.

    Usando però questo metodo perderesti la chance di vere l’utensile con la giusta convessità alla fine dello scavo della curva, e dovrai farne uno di gesso per proseguire ad uniformarne la sfericità con le passate 1/3D centro su centro.
    Te lo ricordo già ora che il gesso ad alta resistenza andrebbe precauzionalmente testato anticipatamente per scoprire a che temperatura sale la massa colata in fase di disseccamento, che le tabelle di marcia danno in cisrca 30 minuti.

    Spesso supera i 100 gradi e quindi non va colato sul primario che altrimenti si romperebbe.

    Io fui assistito dalla fortuna del principiante, quando utilizzai il gesso “per basi” GC Fujirock Base Stone, perchè dopo la sua colata lo levai da sopra lo specchio appena passato il tempo di presa indicato in 8 minuti, mentre l’indurimento totale era di 30 minuti, ma in quel lungo tempo la temperatura della massa colata sale a quel massimo probabilmente pericoloso che io per mia fortuna evitai.

    #10184

    Giulio Tiberini
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    Ho trovato il tuo indirizzo di posta in redazione, e ti ho mandato il pdf.
    Ciao – Giulio

    #10187
    Stefanosky
    Stefanosky
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    Ho controllato la mail ma non mi è ancora arrivato nulla Giulio :cry:
    Il gesso l’ho già provato e scalda ma non in maniera esagerata ma ho provato solo un etto (Avevo forse paura di finire i 25 kg?)
    Da quello che ho letto in alcuni articoli il trucco è proprio quello, cioè togliere lo stampo dal blank dopo i primi minuti utili affinchè sià sformabile ma che non abbia ancora iniziato a generare troppo calore. Comunque qualora partissi subito con un utensile in gesso a pieno diametro potrei tranquillamente usare qualsiasi superficie piana per la colata. Diverso se dovessi rifare degli utensili dopo aver generato la curvatura. Se deciderò di utilizzare uno strumento di sbozzatura come riportato negli articoli allora si, dovrò fare una prova per evitare brutte sorprese.
    Domani vorrei iniziare a fare qualcosa… ma cosa!?

    #10190

    Giulio Tiberini
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    Hai già il blank 300x25mm :heart: ; l’dea del progetto forse di un F6 :mail: ; la scorta di pazienza ;-) già accumulata per la bisogna; il tavolo da lavoro; il gesso .

    Al tuo stato attuale, sulla normale tabella di marcia, la prossima tappa sarebbe il decidere come fare l’utensile e farlo. Ed in seguito, per poter cominciare a fare “del rumore”, ti servirà avere a disposizione gli abrasivi.

    #10193

    Giulio Tiberini
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    Ah Dimenticavo: Ti chiedo scusa ma ho inviato per mio errore il file che ti ineteressava (di cui al link che ti blocca), ad un “altro Stefano” credendo che fosse il tuo indirizzo… :unsure: …Invece era di uno Stefano francese.. :wacko: . che gentilmente ha capito l’errore e mi ha pure ringraziato perchè l’ha trovato interessante :-)

    Se voi mandami un messaggio in redazione col tuo indirizzo che tengo fede alla promessa e te lo mando.

    #10194

    Giulio Tiberini
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    Ti ho poi inviato documento/diario pdf citato più sopra nell’altro mio post, sulla realizzazione di un 14″ con sgrossatura fatta a mano utilizzando un utensile la cui superficie di lavoro è la corona diamantata presente sui dischi diamantati per il taglio laterizi.

    Occorre fare però attenzione che un tale lavoro eseguito “a secco” è assolutamente da evitare per non inalare polveri di vetro, anche perchè nella lavorazione manuale di sbozzatura iniziale di uno specchio che si compie con le solite semplici corse avanti e indietro dell’utensile spinto a mano, nulla vieta di esegiuirla a umido oppurre ad immersione in una bacinella.

    Ricordo di avere interpellato un fabbricante di dischi da taglio diamantati via chat on-line, chiedendo se un uso a umido di essi compromettesse la loro riutilizzabilità in sicurezza in un nuovo successivo uso a secco; E la risposta è stata che: Tutti i dischi a secco sono utilizzabili a umido; e che l’uso dell’acqua non ne compromette minimamente le caratteristiche, anzi il migliore raffreddamento ne aumenta efficienza e durata.

    #10198
    uraniborg
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    leggendo mi è balenata una idea e la giro qui senza riflettere molto,e se si usassero dei dischi da mola come utensile ?ne ho di industriali da 20, 25cm di diametro il materiale di chui son fatti
    non dovrebbero essere molto diversi dai nostri abrasivi che usiamo,peso e spessore ci sono con abbondante acqua potrebbero funzionare allo scopo

    #10199

    Giulio Tiberini
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    In linea di principio quei dischi agrasivi lavorerebbero, perchè sono fatti anch’essi con grane abrasive tenute assieme da collanti appositi.
    …Penso con questo che tu ti riferisca ai dischi cosiddetti da taglio (che sono piani) oppure ai dischi da sbavatura che sono detti a centro depresso (che hanno il foro situato appunto nella depressione centrale del disco).

    Penso che però quel genere di dischi abbia una granulometria molto più grossolana (bassa) della 80 che in genere è ottimale per il nostro lavoro di sbozzatura del vetro fino a diametri di 400 circa (..oltre qualcuno comincia con la 60).

    La grana dei dischi non è quasi mai scritta su di essi in modo esplicito, ma sotto forma di codice.
    Per esempio:
    I dischi fatti con abrasivo corindone (sesquiossido di alluminio) portano una A seguita dalla grana che di solito è 24…troppo grossolana. Mentre quelli in carborundum sono molto più rari ed avrebbero la sigla C36 per la grana più comune 36…sempre troppo grossolana.

    Troppo grossolana perchè lascia mediamente dei crateri di dimensione paragonabile, che per la grana 24 è 7 decimi di mm, contro i 2 decimi scarsi della grana 80. Il che vuol diree che per raggiungere una freccia di scavo di 3,12mm (per un 300F6)devi smettere di grattare quando ti trovi a più o meno (3.12-0.7mm= ) 2.5mm circa dalla freccia, altrimenti molte delle cavità lasciate dalla grana 24 sarebbero già più profonde di essa.

    Al limite quindi sarebbe meglio orientarsi verso la sperimentazione del disco diamantato, che ha una grana molto fine, diametro 230, costa meno di 20 euro e dura in eterno.

    #10200
    uraniborg
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    ok risposta esauriente grazie mille :bye:

    #10201
    Stefanosky
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    Vi do un’anteprima veloce dell’utensile che ho creato stamani… Ho incollato il disco diamantato da 115 mm a un tubo flangia to con la colla epossidica, dopodichè ho fatto una colata di gesso per irrobustire il disco evitando eventuali flessioni e per aumentare un pò il peso del tutto. Poi aprirò discussione specifica.

    postimage

    #10202

    Giulio Tiberini
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    Bello!!
    B-) Occhio che non devi superare gli 80 metri al secondo nel muoverlo…. :yahoo: :yahoo:

    #10203
    Stefanosky
    Stefanosky
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    Cercherò di tenere sotto controllo la mia potenza Giulio! :yahoo:

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