Test di durezza della pece

Questo post ha lo scopo di dare delle informazioni per tentare di rendere le cose più semplici quando si cerca di realizzare l’utensile in pece, necessario per la fase bi lucidatura e parabolizzazione.
Generalmente quando viene spiegato come fare l’impasto per l’utensile, difficilmente si trovano indicate delle percentuali precise per gli ingredienti, ma in genere si danno delle linee guida mooolto generiche e poi si dice di aggiustare il miscuglio in base all’ esperienza (cosa che generalmente manca, soprattutto se non si ha mai avuto la possibilità di avere in mano una pece ottica professionale, con cui farsi un’idea di riferimento).
Se si prova a cercare in internet i risultati dei test di durezza delle peci, che servono per valutarne la lavorabilità alle varie temperature, si trovano praticamente solo risultati riguardanti provini in Gugolz o peci ottiche professionali e nulla riguardante i vari mix di colofonia-cera api-olio lino ecc, che solitamente usiamo noi grattatori amatoriali qui in Italia (a causa della difficile reperibilità di quelle professionali)… Ecco che ho voluto fare dei test a dei campioni di mix di colofonia-olio di lino cotto in varie percentuali e mix di colofonia-cera novecento (dopo spiego cosa è) per avere dei dati più oggettivi possibili.

PROCEDURA E APPARATO DI MISURA UTILIZZATO :

La procedura di misurazione è consistita nell’ utilizzare un tester simile a quello suggerito nel sito di Stellafane (immagine 1) , per effettuare la misurazione della penetrazione di una punta conica in acciaio con angolo di apertura pari a 14° e avente la punta piatta di 1 mm di diametro, contro un campione di pece, quando è stato applicato un carico di 1 Kg per un periodo di 5 minuti.

stellafane tester pece

Immagine 1- Stellafane pitch tester

NOTE SUGLI STRUMENTI DI MISURA : 

Le temperature sono state misurate con un termometro digitale con sensibilità di ± 0.1 °C
Le misure di penetrazione sono state fatte con uno strumento con sensibilità di ± 0.05 mm. Per ogni campione sono state effettuate da un minimo di 2 a 6 misurazioni (a seconda di quanto incerti si presentavano i risultati), che sono state poi mediate per ottenere un dato più preciso. Quindi i risultati presentati sono il frutto di questa media.

I provini realizzati sono:

  • Mix di colofonia-olio lino cotto nelle percentuali 3%, 6%, 9%, 12%.
  • Mix di colofonia-cera novecento nelle percentuali 5%, 10%, 15% (quest’ultima poi abbandonata in quanto già alla prima misurazione si è dimostrata essere troppo molle).
cera novecento

Immagine 2 – Cera Novecento

Ho usato questa cera e non quella d’api pura in quanto nelle prime realizzazioni degli utensili, quando sono andato in cerca della cera in ferramenta, quella che sono riuscito a  reperire e che mi sembrava potesse andare bene è stata questa…che è formata per la maggior parte da cera d’api pura con piccole percentuali di altre cere il tutto miscelato con piccole quantità trementina…Nel futuro cercherò di ampliare l’analisi testando anche campioni fatti con colofonia-cera api pura.

Il grafico seguente mostra i risultati delle misurazioni effettuate…La prima nel suo insieme, la seconda impostando il valore massimo di 7 mm nell’ asse delle Y per “zoomare” nell’ area di maggior interesse…Da notare che sono presenti anche i dati riguardanti la pece Gugolz 64 e 55 che sono stati trovati in rete.

Dati grezzi test pece

Sono poi passato a fittare i risultati in modo da ottenere un modello matematico nelle due incognite %olio e Temperatura, per poter estendere i risultati a qualunque percentuale o temperatura desiderata. Ecco che è stato possibile realizzare questi altri 2 grafici, che vengono mostrati nella versione con valori di penetrazione fino a 7 mm.
Il primo nella versione Temperatura-Penetrazione (con le curve parametrizzate in funzione della % di olio lino) , il secondo in versione %-penetrazione (con le curve parametrizzate in funzione della temperatura di lavoro).

Dati colof-olio

Poi ho cercato una relazione tra i provini con olio e quelli con cera visto che tendevano a comportarsi in maniera simile…trovata questa relazione, è stato possibile generare altri due grafici come quelli sopra, però riferiti a percentuali di cera novecento in colofonia, che riporto di seguito:

Darti colof-cera

Da quanto indicato in vari siti dedicati, il range di penetrazione per un buon impasto di pece deve essere compreso tra 0.8 e 6 mm con una profondità di penetrazione ottimale indicato all’ incirca sui 2 mm. A 6 mm siamo verso impasti troppo morbidi, mentre verso lo 0.8 siamo su impasti troppo duri. Poi ovviamente ognuno decide in base alla propria esperienza e piacimento…

ALCUNE PRECISAZIONI :

  1. Purtroppo non essendo in possesso di campioni di pece Gugolz o simili da poter testare, i dati riguardanti questi ultimi che sono presenti nei grafici, sono stati trovati in rete…Per cui anche se le modalità di esecuzione del test sono state le stesse, quei risultati non sono stati ottenuti con il mio tester e quindi non è detto che i risultati siano proprio compatibili ( anche se penso che se non lo sono, non si discostino molto gli uni dagli altri)…
  2. Notare bene che i dati indicati sono validi all’ interno del range di temperature in cui sono stati fatti i test quindi sono attendibili dai 18.7 °C ai 26.3 °C, poco si può dire all’ infuori di questi valori…In futuro, cercherò di ampliare l’analisi anche per temperature inferiori ai 18.7 °C.
  3. Per cominciare a destreggiarsi tra questi dati, per prima cosa si potrebbe cercare una relazione tra i vari tipi di Gugolz e i mix testati. Analizzando i dati si può dire che la Gugolz64 tende a comportarsi come un miscuglio con il 9.5-10% di olio di lino cotto o come un mix con il 8.5-9 % di cera novecento…Mentre la Gugolz55 sembra comportarsi più come un mix con il 7 % olio lino cotto o come un mix con il 6.5% di cera novecento..(sempre indicativo per i motivi detti nel punti 1). N.B: Attenzione sul paragone della Gugolz64, perchè questa lavora bene a temperature al di sotto dei 18.7 °C, quindi un paragone migliore lo si potrà fare quando si avranno dati per temperature più basse.
  4. Come si diceva prima, l’impasto sarebbe da fare più con la cera che con l’olio perchè la cera ha mi ha fatto un’impressione migliore per quanto riguarda la pastosità del mix…poi ovviamente ogni uno potrà decidere in base alla propria esperienza maturata e al gusto personale…
  5. sopra si diceva che in vari siti viene indicata una profondità di penetrazione ottimale intorno ai 2 mm…a parer mio, quando ho provato con il test dell’unghia in campioni che presentano circa i 2mm di penetrazione, mi sono sembrati un po’ duri, quindi, suggerirei di rimanere sui 3-3,5 mm come valore ottimale…

CONSIDERAZIONI FINALI :

I provini con ilio di lino tendono sempre e comunque a mantenere un certo grado di “fragilità”, nel senso che anche nel provino con 12% di olio che è estremamente “molle” dove la punta scendeva molto, quando dovevo estrarla e la muovevo a destra e a sinistra si vedeva che si formavano delle cricche sull’impasto, anche in profondità. Quindi l’olio va benissimo per ammorbidire, ma non rende pastoso il mix.
Per quanto riguarda la cera invece devo dire mi ha fatto una buona impressione, riesce ad ammorbidire il mix rendendolo però anche pastoso e meno fragile.
Un buon compromesso sarebbe quello di usarli entrambi nel mix che si deve preparare magari in percentuali 50-50, propendendo un po’ più sulla cera se proprio dovete scegliere tra uno o l’altro…

Il lavoro svolto si presenta molto utile soprattutto per avere un’idea di massima abbastanza precisa delle quantità da utilizzare già in prima battuta….Voglio precisare che comunque è un lavoro fatto da me, senza nessuna pretesa di essere un lavoro con precisione da laboratorio, quindi va usato con le dovute attenzioni.

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