Parabolizzazzione primario newton 405 f5

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Questo argomento contiene 47 risposte, ha 3 partecipanti, ed è stato aggiornato da Avatar BARTolomei Mirco 3 anni fa.

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    BARTolomei Mirco
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    Ciao a tutti, in questo periodo ho ripreso in mano uno specchio che ho lavorato qualche tempo fa per cercare di migliorarlo. La forma finale non era male, ma era presente un leggero bordo ribattuto che mi ha portato poi a rovinare ancora di più la forma quando ho cercato di eliminarlo.

    Quindi per prima cosa sono dovuto ritornare alla sfera, anche se per far ciò ho voluto provare a fare esperienza con la lavorazione a macchina, con discutibilissimi risultati.

    https://www.grattavetro.it/wp-content/uploads/2015/02/sequenza-Ronchi-1200×485.bmp

    Tutti questi errori sono stati dovuti una volta per patina non perfettamente adattata, una volta per patina troppo dura, una volta per troppo peso localizzato al centro dell’utensile, una volta per errato tipo di set up della macchina, ecc…ma almeno ho maturato un pò di esperienza…

    Poiché in fine non riuscivo a generare una buona superficie sferica sono passato alla tradizionale lavorazione a mano con utensile a pieno diametro e corse 1/3 COC.

    Finalmente dopo numerose ore di lavoro sono riuscito a far scomparire quasi del tutto gli erroracci che avevo generato durante la lavorazione a macchina realizzando una discreta sfera.

    Anche se dalla seconda e dalla terza foto non sembra (penso che la lente della fotocamera fosse sporca) la qualità della superficie era molto bella, uniforme e priva di rugosità e questo lo si vedeva molto bene durante il test di Foucault.

    A questo punto, dopo aver migliorato ulteriormente la sfera ero pronto a passare alla parabolizzazzione.

    #5713
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    BARTolomei Mirco
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    Prima di iniziare con la parabolizzazzione però mi sono dedicato a rifare il tester necessario per eseguire i test ottici, in quanto con il tempo, quello che avevo era divenuto più instabile ed erano sorti dei giochi tra i componenti che pregiudicavano l’attendibilità dei dati raccolti.

    Ed ecco cosa ho costruito.

    Per prima cosa ho reso più stabile i movimenti utilizzando dei carrelli scorrevoli che si usano per i cassetti dei mobili e ho poi sostituito le bare filettate per muovere avanti e indietro il carrello con delle barre M6 passo 1 mm (molto più comode delle M10 passo 1,5 di prima).

    Ho aggiunto diverse possibilità di regolazione per rendere più comodo il settaggio del dispositivo durante il test, come l’aver allungato l’estensione massima di corsa longitudinale del carrello (110 mm. Utili per l’Hartmann test) , il movimento laterale del carrello, il movimento su-giù e destra sinistra della sorgente luminosa.

    Modificato la parte relativa alla sorgente luminosa, anteponendo alla luce una ruota girevole con 4 finestre circolari su cui sono stati montati: una fenditura, una lama singola, un foro stenoscopico. Questo per poter passare da un tipo di illuminazione all’atra senza fatica e consentendomi di passare da un tipo di test all’altro con facilità.

    Inserito un supporto regolabile in altezza su cui montare la fotocamera o la webcam per realizzare le foto del ronchi o del test di Hartmann.

    #5714
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    BARTolomei Mirco
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    PARABOLIZZAZZIONE

    Per questa fase dispongo di un utensile a pieno diametro e uno a sub-diametro al 50% con bordo modificato a stella.

    Sono partito alternando un paio di seccate utilizzando il sub-diametro (tecnica classica a W per il sub-diametro) a un paio di seccate con il pieno diametro (sempre classiche W del pieno diametro) arrivando in pochissimo tempo (meno del previsto) al risultato che ora vi mostro e dal quale ora devo partire per correggere gli errori che si sono formati. Quindi graditissimi i consigli…

    Ho eseguito sia il test di Foucault che il test di Hartmann e i risultati che ora vi posto derivano proprio dai dati di quest’ultimo che ultimamente ho cominciato ad apprezzare molto di più che il Foucault, durante il quale trovo sempre un pò di difficoltà ad interpretare il corretto punto di fuoco dell’ultima zona più esterna, essendo questa di circa 20 mm di larghezza radiale e che io valuto da circa 4 metri di distanza, nonché il classico problema del trovare il preciso punto di fuoco della zona centrale.

    Nonostante ciò i risultati dei due test sono concordanti (come deve essere dopo tutto), anche se l’entità (in nanometri) degli errori sono leggermente diversi. Quindi personalmente sono più propenso a prendere come buoni i risultati dell’hartmann essendo questo test meno soggetto ad interpretazioni soggettive.

    ed ecco il risultato delle analisi:

    e da questa foto del foucault si può intravvedere come la qualità della superficie sia abbastanza buona senza evidenti segni dovuti a rugosità (quelle macchioline scure che vedete sono sporco presente sull’ottica della fotocamera).

    Della collinetta centrale per ora non mi preoccupo più di tanto essendo, almeno in linea di principio, abbastanza facile da correggere.
    Per ora mi voglio concentrare sul correggere sia il bordo rialzato, sia soprattutto la zona intermedia rialzata.
    Avete qualche consiglio? per correggere la zono intermedia vorrei utilizzare un sub-diametro. Può andare bene il sub da 50% che già ho o è meglio farne uno più piccolo? se si di quanto? stesso vale per il bordo rialzato…

    Ciao e grazie a tutti… :bye:

    #5727
    Massimo Marconi
    Massimo Marconi
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    Ciao Mirco, bello e molto interessante questo report, completo di particolari ed immagini come piacciono a me :yahoo:
    Complimenti anche per l’upgrade del tester, meriterebbe un bel progettino in articolo dedicato :whistle:
    Non mi sento di darti consigli perchè sono sicuro che farai la cosa giusta nel modo giusto, anzi, quello che farai sarà per me motivo di studio e verifiche, d’altra parte non è certo la tua prima parabola… quello che posso dire è che mi sembra che sei su di una buona strada che promette buonissimi risultati, come è giusto che sia visto che la precedente l’hai voluta rifare per migliorare ulteriormente.
    Seguirò perciò con interesse ogni sviluppo e… in bocca al lupo :bye:

    #5728
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    Giulio Tiberini
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    Ha fatto bene a fare il tester di dimensioni non piccole. Ne guadagna anche la stabilità (Il mio tester che non è grandissimo ma zavorrato con 2 kg d’acciaio, lo appoggio comunque su un secondo asse di base da 50x50cm stabile e “brandeggiabile” con comodità nl setup iniziale).

    Io dopo esperimenti meccanici (e zavorra), ho azzerato i giochi del primo montaggio installando il binario come tubetto metallico rivestente la solita barra filettata M6, con pattini striscianti in teflon. Mentre per la vite di manovra del carrello longitudinale ho la vite/perno del micrometro che spinge direttamente il carrello tenuto sempre a contatto da un robusto e corto elastico.

    Quanto ai ritocchi, non è facile dare consigli essendo molto personali. Tuttavia penso che io mi guarderei dal correggere le tre gobbe singolarmente col sub diametro (visto il mio alto grado di inesperienza in quel lavoro) . Vedrei meglio in un primo momento di “togliere” almeno una quarantina, o anche 50 o più… nanometri a tutte le tre sopraelevazioni, sicuramente con l’uso dell’utensile a pieno diametro senza nessuna pressione.(Ovviamente cominciando a fare solo due o tre giri di tavolo, per vedere di quanto “scendo” unitariamente, e regolarmi sui tempi di lavoro e la precisione dell’abbassamento generale).

    Questo perchè per la fase successiva, molto probabilmente questa “medicazione” col pieno diametro mi lascerebbe un campo “uniformemente basso”, e perciò ideale, o almeno molto più agevole da correggere localmente col sub-diametro, il quale è sicuramente tanto più efficace e meno pericoloso, quanto più limitato è il suo raggio d’azione e spessore da togliere.
    In altre parole il sub diametro usato per piccole zone è molto meglio dell’unico alternativo metodo del diametro intero con sovrappressioni localizzate…..anche perchè dal piccolo sub diametro puoi ottenere scorciatoie per lambda a due cifre impossibili o difficilissimi da ottenere col pieno diametro.

    Complimenti comunque per i risultati e il “management”!

    #5738
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    BARTolomei Mirco
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    grazie mille ad entrambi… :good:
    Massimo ho visto che hai appena pubblicato un bellissimo articolo sui sub-diametri il quale mi sarà sicuramente utile.
    Secondo te comunque che tipo di passate utilizzeresti in questo caso specifico?
    mi farebbe piacere avere un tuo consiglio, visto che dei sub-diametri ne sai sicuramente più di me…
    Giulio: si sono un po combattuto tra l’usare il pieno diametro o il sub, anche se vorrei finalmente imparare una volta per tutte ad usare bene questi sub-diametri… :-)

    #5739
    Massimo Marconi
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    Avevo risposto “di la”, non mi ero accorto che c’era una domanda anche “di qua” :-)

    https://www.grattavetro.it/correzioni-della-curvatura-con-sub-diametro/

    Aggiungo solamente che è di fondamentale importanza, anche più delle dimensioni da utilizzare, la scelta dei punti ( cioè della corona circolare) dove far passare il centro dell’utensile: all’esterno di tale corona/circonferenza la curvatura risulterà incrementata, all’interno diminuirà. Sembra banale, ma una scelta non corretta altera in modo significativo i risultati attesi e ci restituirà un difetto aggiunto al difetto esistente.

    #5776
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    BARTolomei Mirco
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    Aggiornamento:

    In questi ultimi giorni mi sono dedicato alla ripetizione dei vari test per avere un’idea più precisa dell’effettiva forma della superficie, anche perché i risultati che ho postato in precedenza si riferivano a 1 solo test di Hartmann e 1 solo Foucault, per di più effettuati a poca distanza dal termine della lavorazione.
    Ecco che ho ripetuto più volte i test dopo aver lasciato “riposare” lo specchio per le consuete 24 ore.
    i risultati sono un po diversi da quelli precedenti (soprattutto per l’entità degli errori) più che per la forma in se degli stessi:

    Si può notare come sia il centro, sia il bordo, sia la zona intermedia rimangano comunque delle zone elevate, anche se in questo caso il centro e il bordo elevato derivano dal fatto che non sono ancora vicino alla parabola, avendo come curva che meglio interpola i risultati una conica di costante K=-0,84.

    Il profilo dell’errore della superficie l’ho importato dentro ad un foglio excel che simula il test di ronchi, il quale mi da in output quella che dovrebbe essere la forma delle bande d’ombra che dovrei vedere nel mio caso.

    P.S: scusate per la bruttezza delle immagini reali del Ronchi, ma la sorgente luminosa e la fenditura che ho usato in questo caso non sono proprio adatte per ottenere delle buone foto, ma è il miglior setup che per ora ho trovato per eseguire l’hartmann.

    Come si può vedere le immagini del simulatore e quelle reali sono concordanti, segno che l’interpretazione della forma della superficie è tutto sommato corretta.

    Alla luce di questi nuovi risultati prima di andare ad intervenire con le correzioni fini, penso che procederò ancora per qualche seccata con il pieno diametro o con il sub 50 % con corse a W per avvicinarmi un po di più alla conica di costante K=0,95.

    #5777
    Massimo Marconi
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    Secondo me sei molto vicino, anzi vicinissimo, io ci penserei prima di approfondire con le corse a W. quel difetto può essere facilmente eliminato con il sub 50%, e contemporaneamente aumenteresti la curvatura delle zone esterne portandole, se son in tolleranza, molto prossime.
    A quel punto basterebbe una “ritoccatina” alla zona centrale, sicuramente la meno problematica da affrontare.
    Tutto questo ovviamente se hai determinato quale sia stata la causa di quel solco nella zona mediana se dipende da patina, pressione o corse…

    #5779
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    BARTolomei Mirco
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    Con che tipo di passata sarebbe opportuno procedere secondo te quindi?
    il solco secondo me è ancora un residuo delle lavorazioni a macchina. Infatti proprio in quella zona passava maggiormente il bordo dell’utensile…
    Anche se era quasi del tutto scomparso durante l’avvicinamento alla sfera, un residuo era rimasto ed evidentemente me lo sono portato dietro fino ad ora…

    Il prossimo passo starà nel creare dei nuovi utensili in pece per adeguarli all’aumento delle temperature. E per la prima volta in assoluto anche io mi accingo a farli utilizzando la cera d’api pura e la trementina, sostanze che fino ad ora non ho mai utilizzato, quindi Massimo penderò spunto dai dati di tuoi passati post..

    per una temperatura di lavoro tra i 13-16 °C pensavo di utilizare:
    60 % pece greca
    40 % cera d’api
    10 ml olio lino/100g
    6 ml trementina/100g

    Quindi una via di mezzo tra le quantità descritte nell’articolo “patina invernale” (53-47 % pece-cera) adatta per una temperatura di lavoro tra i 12-14 °C e quelle che ho trovato su un vecchio post in cui si utilizzava delle percentuali pari a 66-33 per pece e cera per una temperatura di 16-18 °C…vediamo cosa ne viene fuori.. :good:

    #5783
    Massimo Marconi
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    Ecco quello che farei io:

    bisogna individuare i punti della circonferenza ” a cavallo” del cambio di curvatura, li ho indicati sul Ronchi ma analogamente si ricavano dal grafico a Tromba.

    su questa circonferenza scegliamo i punti A,B estremi della corsa del centro C, in modo che il sub copra tutta la parte periferica.
    Con questa passata,con leggera pressione al centro, sempre con movimento lento e costante intorno al tavolo, sono pronto a scommettere che in 10-12 giri di tavolo ( lenti ) hai eliminato gran parte del difetto.

    E’ importante però avere ben chiaro cosa andiamo a fare:
    Apparentemente facciamo una cosa in contrasto con il grafico a tromba, cioè andiamo ad approfondire la periferia e di conseguenza ci “mangiamo” un po’ di profondità al centro ( che è già poco profondo di suo ).

    Perchè io farei questo ? per visualizzarlo dobbiamo fare una traslazione del grafico in questo senso: la linea spezzata che unisce i valori dei tiraggi all’interno della tromba di tolleranza, possiamo arbitrariamente spostarla in alto o in basso, senza cambiare il significato del grafico. Quello che facciamo non è altro che aumentare o diminuire di un piccolissimo valore la focale di riferimento.
    Se ad esempio, prendo tutta la curva dei valori e la traslo in alto fino a far cadere il punto della zona più estrema all’interno della zona in tolleranza, avrò che tutte le altre zone devono essere approfondite per entrare a loro volta nella zona a tromba.
    Equivale a dire che ” tengo per buono il bordo” e approfondisco tutte le altre zone, di quanto è presto detto:
    – la zona estrema periferica (7) di quasi niente
    – la zona successiva verso il centro (6) di ” un po’ di più”
    – la zona ancora seguente (5) ” ancora di più”
    – la zona (4) è esattamente dove passa il centro del sub-diametro, avrò il massimo approfondimento.
    Questo è esattamente quello che succederà alle zone periferiche con l’applicazione di questa passata.
    le restanti tre zone interne subiranno un po’ di prevedibile allungamento della focale, ma come dicevo prima, si sistemano alla fine, tanto sono le meno problematiche.

    Dopo questo intervento, il risultato nel ronchi dovrebbe apparire con una curva più uniforme e più inclinata in periferia, tranne al centro dove troveremo un po’ di prevedibile ritorno verso la sfera.

    Credo che in prossimità della parabola finale, come in questo caso, dove il bordo è buono ed il centro presenta alcuni difetti, sia meglio tenere come riferimento il bordo perchè è dove abbiamo meno tolleranza e un errore di lavorazione è più difficilmente recuperabile, è preferibile lavorare le zone interne perchè più ci avviciniamo al centro più abbiamo margine di manovra.
    non so se sono riuscito a rendere bene l’idea e soprattutto se sei d’accordo.

    per la miscela della patina credo anche io che vada bene come l’hai pensata.

    p.s. ho corretto i numeri, mi sono accorto ora che le zone in realtà sono 7…

    #5785
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    BARTolomei Mirco
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    Grazie mille Massimo, ti sei spiegato benissimo… :good:
    Si penso proprio che procederò in questa maniera. In effetti mi sembra la cosa migliore da fare… :-)

    #5787
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    Giulio Tiberini
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    Caspita! Rispostona istruttiva più di un articolo! :yes:

    #5789
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    BARTolomei Mirco
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    Rifatti gli utensili con una nuova colata di pece-cera d’api ecc…
    Sono un po perplesso visto che secondo la mia esperienza l’impasto che ho ottenuto, mi sembra un tantino troppo morbido (ma non vorrei sbagliarmi visto che è la prima volta che uso la cera d’api pura e la trementina).
    Per rendere l’idea, quando vado ad incidere la superficie con il cutter per generare i canali, la pece non si scaglia, sgretola ,come ad es si vede nei video di Gordon Waite, ma al contrario la lama affonda come se stessi incidendo la superficie di una candela…E’ normale o è troppo morbida?

    #5790
    Massimo Marconi
    Massimo Marconi
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    va bene così, quella che hai fatto è una patina morbida, se ricordi nell’articolo avevo evidenziato questo aspetto dicendo che i canali vanno fatti a freddo e con un cutter, proprio per questo motivo,
    Se è troppo morbida, o meglio, se la temperatura ambiente inizia ad essere troppo elevata per la patina, te ne accorgi perchè il movimento di va e vieni inizia ad essere “gommoso”, ma anche in quel caso la patina può ancora lavorare, è solo meno efficiente, ma non meno precisa.

    Nel mio caso la patina invernale inizia a mostrare questi segnali di gommosità a 17 gradi, oltre i 18 in pratica non lavora quasi più, ma anche in queste condizioni non genera rugosità, semplicemente ” non scava”…

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