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  • in risposta a: Macchine automatiche, perchè sono fatte tutte cosi? #10831
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    GiM
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    Ciao Giulio
    Per rispondere alla tua domanda sulla passata cordale fatta con la macchina a imitazione della passata manuale posso dirti che si è assolutamente fattibile naturalmente con le ovvie differenze.
    Se ti vai a rivedere il seguente filmato https://youtu.be/9jsZ8Nw2jCM e lo blocchi a 50 secondi dall’inizio in modo che si veda il braccio oscillante praticamente nella sua interezza potrai notare i seguenti particolari:
    1) Il braccio mediante l’allentamento di alcune viti si può allungare o accorciare
    2) Il perno che agisce sull’utensile o sullo specchio può a sua volta essere spostato e fissato in un punto qualunque del braccio oscillante e ciò permette di fissare il perno in modo che specchio e utensile siano perfettamente sovrapponibili ottenendo passate CoC oppure disassati a piacere fino ad ottenere una passata dove il centro dello specchio arriva volendo quasi alla periferia dell’utensile e li viene fatto oscillare come nella cordale effettuata in manuale. Naturalmente bisogna regolare l’eccentrico che lo fa oscillare in modo che il centro dello specchio non superi mai il bordo dell’utensile.
    3) Infine sulla sinistra all’inizio dell’asta potrai notare un galletto che fatto girare manualmente mentre il tutto è in funzione permette variazioni di qualche centimetro della lunghezza dell’asta oscillante. Ho pensato che ciò può essere utile in fase di lucidatura o di parabolizzazione imitando almeno in parte la presenza di un secondo eccentrico come nelle Zeiss.
    La differenza sostanziale rispetto ad una lavorazione manuale consiste nel fatto la passata risulta leggermente arcuata e che utensile e specchio sono sempre in rotazione reciproca, come ben spigato anche nel sito da te menzionato. Posso garantire che nelle passate cordali non fa alcuna differenza e nelle altre come ad esempio quelle di 1/3 CoC qualcosina cambia ma se si regolano bene velocità di rotazione (molto bassa) e di oscillazione, si ottengono movimenti molto simili a quelli manuali, in ogni caso POLSIM risulta molto utile. Per avere rotazioni molto basse (posso arrivare a far compiere un giro completo del piatto in 4 o anche 5 secondi) hai ragione tu nel dire che è assolutamente necessaria una riduzione meccanica altrimenti la coppia risulterebbe troppo bassa e la rotazione si arresterebbe in continuazione o addirittura non partirebbe neppure. Quanto agli abrasivi io li uso già disciolti in acqua pronti all’uso come una crema molto densa e li spruzzo sul pezzo da boccettine munite di beccuccio che agito vigorosamente prima dell’uso. E’ una cosa che trovo molto comoda.
    Quanto alle grane tu ti limiti ad arrivare alla 800 prima della lucidatura. A me piace spingermi più in la e spesso esagero rovinando il tutto con delle brutte righe. Figurati che sono arrivato ad usare anche l’ossido di cerio o di alluminio per il gusto di vedere il risultato finale sulla superficie.
    Quando passo alla lucidatura solitamente ottengo una superficie abbastanza riflettente da permettere un controllo con Ronchi già dopo una ventina di minuti. Per la lucidatura completa invece passano decine di ore. A tal proposito posso dirvi che anche l’ossido di alluminio funziona molto bene dando una superficie molto lucida, non saprei dirvi se migliore o peggiore di una lucidata fatta con il molto più costoso ossido di cerio.
    Solitamente porto a buon punto la lucidatura con l’ossido di alluminio per poi terminare con l’ossido di cerio.
    Un saluto a tutti. :bye:

    in risposta a: Macchine automatiche, perchè sono fatte tutte cosi? #10816
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    Ciao
    Dalla modesta esperienza che ho avuto modo di acquisire nella progettazione e realizzazione di macchine per la lavorazione degli specchi nonché nel loro utilizzo non posso che confermare quanto già detto in passato, cioè che si tratta di macchine utilissime nella fase di sgrossatura, dove alleviano grandemente il lavoro ed accorciano i tempi di lavorazione. In questa fase ho usato varie configurazioni ma la migliore mi è sembrata quella con lo specchio sopra l’utensile di uguale diametro sotto con passate simili alla “cordale” che si effettua in manuale. Si scava molto velocemente ma con una sfera di scarsa qualità. Raggiunto un giusto grado di profondità solitamente aggiustavo la sfera alternando passate di 1/3 CoC specchio sotto utensile sopra e viceversa utilizzando l’abrasivo più grosso e controllando con lo sferometro il risultato. Quindi sempre con le passate di 1/3 arrivavo abbastanza rapidamente (1 ora o poco più per grana con lo specchio da 200mm) fino alla grana 1000 o anche alla 1200 dove solitamente arrivavano i problemi dei graffi che mi costringevano innumerevoli volte a tornare alle grane più grosse. Poi credo aver capito che con le grane più sottili bisogna assolutamente evitare di lasciar asciugare troppo le due superfici. Quindi passavo alla lucidatura con patina di pece e ossido di alluminio o di cerio fino al raggiungimento della sfera. In tale fase è stato molto utile il programma POLSIM. A tal proposito suggerirei a Giulio di disattivare momentaneamente l’antivirus e scaricare il programma salvandolo eventualmente su pennetta USB. La parabolizzazione è l’unica fase dove usando la sola rotazione (molto lenta) del piano sono intervenuto manualmente.
    Come potete notare le configurazioni che ho usato nelle mie lavorazioni sono molto diverse da quelle suggerite da Gordon Waite. Con questo voglio dire che a mio avviso queste cambiano in funzione di ciò che si ha a disposizione. Io ho cercato di creare una macchina che potesse almeno a grandi linee riprodurre la lavorazione a mano, con possibilità di variare l’ampiezza ed il tipo di passata. Tempo addietro mi era anche venuta in mente l’idea di modificare questi parametri con dei motori passo passo controllati con arduino come appunto suggerito da uno di voi. Poi ho deciso di lasciar perdere. Con macchine tipo la mia gli errori sistematici sono molto limitati dai giochi meccanici che inevitabilmente si creano con costruzioni del genere fai da te. Quindi a meno che la macchina non sia lasciata lavorare per ore ed ore senza alcun cambio di setup vedo difficile che si presentino.
    Come ho già avuto modo dire tempo addietro quando ho descritto la costruzione di detta macchina, io amo il fai da te, amo le sfide e amo imparare anche dai miei errori. Mi ci son voluti alcuni mesetti di tempo ma alla fine ci son riuscito ed ora son ben contento di averla a disposizione. Detto questo voglio dirvi che la costruzione non è banale e per chi inizia la lavorazione di uno specchio gli consiglierei di dedicarsi a quello e lasciar perdere la macchina. Anzi per chi è alla prima costruzione consiglierei anche di lasciar perdere i progetti faraonici e di iniziare con un 200mm o al massimo un 300mm in configurazione Newton.
    Progetti tipo Cassegrain o simili oppure lavorazioni con diametri superiori ai 300mm sono difficili e spesso chi li intraprende senza alcuna esperienza precedente abbandona a metà dell’opera a causa delle difficoltà che prima o poi si presentano.
    Il mio consiglio è: iniziate con piccoli progetti e portateli a termine se poi vi rimane la voglia potete sempre dedicarvi a qualcosa di più grande e impegnativo.
    Quanto alle macchine non sono indispensabili, potete tranquillamente lavorare gli specchi a mano, ma se proprio ci tenete costruitene una che sia alla vostra portata e poi imparate ad usarla nel migliore dei modi.
    Il manuale d’uso in questi casi non è fornito in dotazione ed facile che dobbiate scriverlo voi.
    Giulio il sito da te indicato è molto interessante ed infatti su di esso ho letto parecchio quando ho deciso di realizzare la mia macchina che come avrai notato si somiglia parecchio alla Elgin Waineo li rappresentata. L’unica sostanziale differenza consiste nel fatto che il punto in cui è incernierata l’asta che collega il braccio oscillante con l’eccentrico io l’ho collegata con il perno che muove l’utensile o lo specchio a seconda dei casi, in modo da limitare lo sforzo del motore. Come avrete sicuramente intuito osservando l’ultima delle macchine rappresentate, ponendo un secondo motore con un eccentrico nel punto in cui è incernierato il braccio oscillante potrei trasformare la macchina in una Zeiss da molti considerata la migliore in questo campo almeno a livello amatoriale. Infatti se i due eccentrici ed il piano rotante sono mossi da tre motori diversi è praticamente impossibile che restino perfettamente sincroni fornendo quella casualità che impedisce la generazione di moti periodici tanto temuti, ma finora francamente non ne ho sentito la necessità.
    Un saluto a tutti :bye:

    in risposta a: Lavorazione primario 300mm f/6 #10514
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    Questa è la strada che ho utilizzato io.
    Il reticolo di Ronchi è la strada più veloce per apprezzare se la direzione intrapresa è quella giusta.
    Poi a mio avviso quando la parabola che ottieni ti produce figure di interferenza uguali o molto simili a quelle ottenure via software a varie distanze focali è meglio passare a Foucault.
    Con quest’ultimo sicuramente si apprezza meglio la bontà della parabola o i suoi errori.
    Seguo con molto interesse il tuo lavoro anche perchè con il mio 300 mm per motivi vari sono fermo ormai da mesi. B-)

    in risposta a: Lavorazione primario 300mm f/6 #10431
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    Ottimo! La zona centrale è sferica.
    Continua fino ad arrivare ad estenderla al bordo.
    Bel lavoro :yahoo:

    in risposta a: Lavorazione primario 300mm f/6 #10428
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    Hai i reticoli, usali!
    Con Ronchi puoi capire molto più facilmente che con Foucault se sei vicino o lontano dalla sfera.
    Usando i reticoli in posizione intrafocale o extrafocale se hai una sfera le linee appariranno perfettamente dritte.
    Se non lo sono la loro distorsione ti dirà quanto sei distante e in quali punti devi ritoccare.
    Quando avrai ottenuto la sfera potrai sempre usare Ronchi per avvicinarti alla parabola. Per valutare qualitativamente la bontà del lavoro fatto potrai far riferimento alle figure ideali che ti fornisce il programma Ronchi for windows 2.0 scaricabile da questo stesso sito.
    Il suo uso è piuttosto semplice.
    A quel punto ti consiglio di usare in contemporanea anche il metodo di Foucault che ti fornirà anche dei dei valori numerici sulla qualità della parabola :bye:

    in risposta a: Lavorazione primario 300mm f/6 #10417
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    Dimenticavo di dirti che in fase di stampa è meglio settare la stampante per farle tracciare le linee in orizzontale piuttosto che in verticale. Questo migliora la qualità della stampa.

    in risposta a: Lavorazione primario 300mm f/6 #10416
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    Non è necessario esportare il file in PDF. Devi semplicemente mandarlo in stampa cliccando sull’apposita icona presente in alto a sinistra della schermata. Se non hai disponibile una stampante metti il file del programma in una penna USB e portatelo dietro lanciandolo su un PC con annessa stampante. :good:
    Ciao

    in risposta a: Lavorazione primario 300mm f/6 #10413
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    Salve a tutti
    Intervengo nuovamente in questa discussione per segnalarvi che il reticolo può essere stampato mediante mediante il programma PrintaRonchi facilmente reperibile in rete:
    http://www.mirrorgrindingmachine.com/
    Con esso è facilissimo stabilire la spaziatura delle linee e la dimensione di stampa. Come già scritto in precedenza vi assicuro inoltre che la qualità di stampa è già più che accettabile anche con una inkjet di buona qualità per non parlare della qualità che si ottiene con una comunissima laser.
    Un saluto a tutti :good:

    in risposta a: Lavorazione primario 300mm f/6 #10349
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    Ciao
    Credo che la soluzione più semplice, più veloce e meno costosa per avere il reticolo resti comunque la stampa con una laser chiedendo il favore a qualcuno che la possiede. In alternativa potresti stamparlo con una getto di inchiostro in grado di stampare foto ad alta risoluzione, si ottengono reticoli di qualità inferiore ma pur sempre utilizzabili allo scopo. Ho avuto modo di stamparli in entrambe i modi sistemando poi un rettangolino di opportune dimensioni su un supporto per diapositive, i risultati ottenuti sono comunque soddisfacenti in entrambe i casi. E’ evidente che meno precisa è la stampa tanto meno nette appariranno le righe che appariranno sull’immagine del Ronchi, inducendo chi osserva a dubitare che lo specchio abbia una superficie rugosa, ma detta eventuale rugosità è meglio valutarla con la lama di Foucault. Detto questo credo ti converrebbe fare perlomeno un tentativo e valutare il risultato ottenuto.
    Un’ultima raccomandazione, i lucidi per la stampa con le laser e quelli per le stampanti a getto di inchiostro sono diversi ed incompatibili fra loro. Quelli per le inkjet hanno una delle due superfici leggermente rugose in modo da permettere l’assorbimento dell’inchiostro. Questi fogli usati sulle laser tendono a sciogliersi e ad incollarsi sul rullo di stampa (grosso guaio). :negative:
    Quelli per le laser hanno le superfici perfettamente lisce e se vengono usati sulle inkjet non assorbono l’inchiostro che andrebbe a spargersi rovinando la stampa, eventualmente perciò in cartoleria dovrai chiedere i lucidi appropriati. Per ottenere il disegno delle linee puoi utilizzare un apposito programmino (di cui ora mi sfugge il nome) scaricabile dalla rete e che ti permette di stampare il numero di linee per millimetro che preferisci. :good:

    in risposta a: Lavorazione primario 300mm f/6 #10341
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    I miei più vivi complimenti. :yahoo:
    Un utensile veramente bello a vedersi e son sicuro funzionale allo scopo :good:

    in risposta a: Lavorazione primario 300mm f/6 #10289
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    Ciao Stefano.
    Quello che si ottiene con una passata cordale come quella che appare dal video permette di approfondire molto velocemente il centro. Purtroppo però quel tipo di passata non fornisce certo una buona sfera. Se possiedi uno sferometro misura il raggio di curvatura al centro e vicino ai bordi. Ti accorgerai subito che al centro il raggio misurato è più corto che ai bordi. Spostarsi dalla periferia verso il centro via via che si raggiunge la freccia voluta avrebbe permesso di avere una sfera più regolare fin da subito. A mio avviso comunque per riportare tutto nei giusti binari basterà continuare a “grattare” con le passate canoniche di 1/3 CoC ricordandoti di scambiare spesso la posizione dell’utensile e dello specchio in modo da non superare la freccia voluta. Sconsigliatissimo, sempre secondo il mio modo di vedere, passare alle grane più fini prima che lo sferometro indichi una buona regolarità della superficie, allungheresti solamente i tempi di lavorazione. Tutto ciò dovrebbe permetterti anche di eliminare le irregolarità ai bordi.
    Un saluto a tutti

    in risposta a: Bank Leggero #10265
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    Molto bene. Sono proprio curioso di vedere come realizzerai il tutto e un domani chissà…. :bye:

    in risposta a: Bank Leggero #10245
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    Il focheggiatore che appare nella foto non l’ho fatto io ma è un pezzo di idraulica. Si tratta di uno di quei raccordi da piazzare sul foro di uscita che si pratica sui serbatoi in polietilene. La parte fissata sul legno del telescopio si fissa sulla parte esterna del serbatoio avvitandolo sul pezzo che funge da porta oculari che risulta posizionato all’interno con la filettatura che fuoriesce. L’unico pezzo stampato è il tubo nero con una sorta di flangia che riduce il diametro del pezzo grigio al valore canonico di 31,8mm degli oculari. Detto tubo scorre con una certa resistenza e ciò mi assicura di poterlo usare per focheggiare in maniera abbastanza grossolana mentre la messa a fuoco fine la faccio con la rotazione dei pezzi sfruttando la filettatura. Quest’ultima per renderla più precisa e più scorrevole l’ho rivestita con del nastro di teflon.
    Per quel che riguarda la tua domanda Giulio, posso dirti che fra coloro che usano le stampanti 3D il motto è: se lo puoi disegnare lo puoi anche stampare.
    Il primo vero problema è dunque riuscire a disegnare il pezzo con un CAD. Fatto ciò bisogna poi vedere se il grado di finitura del pezzo risulta compatibile con le proprie esigenze. Con la mia stampante, comprata in kit e da me assemblata ed anche parecchio modificata in alcune parti proprio per migliorarne le prestazioni, ho stampato tantissime cose, alcune riuscite molto bene altre che lasciavano desiderare. Ad esempio ho provato diverse volte a stampare la torre Eiffel e pur essendoci riuscito il grado di finitura non mi ha soddisfatto. Gli attacchi che fissano i tubi di alluminio del telescopio così come il supporto del cercatore invece li ho disegnati e stampati con grande soddisfazione in quanto hanno svolto il loro compito alla grande. Il problema del rammollimento è relativo in quanto basterà rifarli in ABS. Se siete interessati appena mi sarà possibile farò le foto dei pezzi per mostrarvi le soluzioni che ho adottato per la costruzione della struttura.
    Quanto ai costi posso dirvi che una bobina di filo da 1 kg in PLA o ABS costa tra i 25 e 30 euro, ma con 1 kg di materiale vi assicuro di pezzi se ne possono stampare davvero un bel po’, basta avere pazienza perché alcune stampe via assicuro possono richiedere anche decine di ore e probabilmente è per questo che i prezzi richiesti per la stampa sono alti anche se francamente non so neppure di che cifre stiamo parlando.

    in risposta a: Lavorazione primario 300mm f/6 #10244
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    Scusa Stefano ho una domanda da porti.
    Nel tuo ultimo intervento leggo che ti manca ancora più di 1mm di scavo par raggiungere la freccia desiderata, quindi suppongo che tu stia utilizzando del carborundum grana 60 o al più 120.
    Ora quello che non capisco è che nella foto che hai pubblicato, a meno che io non abbia le allucinazioni, si vede chiaramente il riflesso del righello che hai posto sul vetro in lavorazione, nonché la profondità dello scavo. Ora visto che io sono arrivato ad usare la grana 1200 che mi ha dato una satinatura finissima ma senza neanche l’ombra di un riflesso, mi spieghi come hai fatto? Cosa mi sfugge? :wacko:

    in risposta a: Bank Leggero #10238
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    Concordo pienamente con Giulio.
    Quando si inizia una nuova avventura come la tua Marco, le paura di non riuscire e la sensazione di sentirsi impreparati sono più che normali. Gli imprevisti sono sempre dietro l’angolo ed il dubbio sul cosa e sul come fare sarà un tarlo che ti accompagnerà durante tutta questa avventura. Chi come noi si imbarca in simili imprese lo fa proprio per il gusto di riuscire a superare gli ostacoli che si presentano e per apprendere cose nuove, nonché per la soddisfazione di poter dire “questo l’ho fatto io” . Se fosse tutto facile probabilmente non prenderemmo neppure in considerazione un’impresa simile perché ci annoierebbe. Sarebbe di sicuro più semplice mettere mano al portafoglio e comprare tutto già pronto.
    Ricordati che alla fine il lavoro paga sempre, anche se in questo caso riempiendoti solo di soddisfazione.
    Giusto poi per farti capire a quali e quanti contrattempi vanno incontro quelli che come noi vogliono fare tutto da se, ma soprattutto per farci due risate allego alcune foto. :wacko: :-(

    https://s1.postimg.cc/t0k4rys3z/20170729_210519.jpg
    https://s1.postimg.cc/xzvjnqctr/20170729_210513.jpg

    Credo si noti bene il supporto del cercatore che per così dire non è esattamente in asse con la struttura del telescopio da 200mm. Quel pezzo come tanti altri della struttura del telescopio l’ho disegnato con un CAD e poi stampato con la stampante 3D che si vede sullo sfondo. Dopo aver assemblato il tutto ho portato il telescopio alla casa al mare per iniziare a dare uno sguardo al cielo. Ebbene le prime notti qualcosa sono riuscito a vedere ma nel giro di qualche giorno il sole ed il caldo incredibile che in questi giorni ci attanaglia hanno rammollito e deformato molti pezzi in plastica fra cui oltre al supporto del cercatore anche alcuni sostegni del secondario che ormai pende sbilenco. Dovrò quindi ristampare tutti i pezzi in ABS invece del PLA che inizia a rammollire a 60°C circa. Dagli errori si impara……. :good:

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