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Questo argomento contiene 81 risposte, ha 9 partecipanti, ed è stato aggiornato da Avatar Carlo A 1 settimana, 2 giorni fa.

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  • #11804
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    EnricoR
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    Grazie mille Massimo ! A dire il vero ero tentato di iniziare con la parabolizzazione, pensando appunto che essendo il bordo una zona maggiormente interessata dalla lavorazione (come anche il centro) forse questo bordo rialzato non mi avrebbe creato più di tanti problemi….però prima di improvvisare cose strane ho preferito chiedere… :wacko:

    Per quanto riguarda i graffi, purtroppo, sono vere e proprie cicatrici e lì rimarranno, se volessi toglierle dovrei per forza tornare agli abrasivi in quanto sono troppo profonde, impensabile eliminarle con il cerio… :negative:

    Bene dai, proviamo a iniziare questa nuova sfida !! (non vedevo l’ ora) :yahoo: :yahoo:
    Inizio con utensile sotto, specchio sopra, corse a W portando il centro dello specchio fino ad 1/8 dal bordo dell’ utensile cercando di non esercitare pressioni strane….
    Vi aggiorno sui disastri che riuscirò a fare :good:

    #11818
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    EnricoR
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    :bye: Dunque, questa settimana ho iniziato le prove di parabolizzazione, ho eseguito tre sessioni da un’ ora e mezzo circa cad.
    Sensazioni a freddo… le seccate arrivano molto prima e in più noto spesso una variazione di attrito, specie verso la fine della corsa sul debordo ad 1/8 del diametro (vi torna ?) :scratch:
    Dopo la prima sessione di lavoro il Ronchi mostrava già un leggero approfondimento del centro mentre sulla periferia continuava a persistere il bordo rialzato. Ho quindi deciso, negli spostamenti a W, di provare a concentrare maggiormente le corse sul centro (lavorando sempre con specchio sopra) notando un leggero miglioramento dalle frange verso il bordo.
    Sto cercando di fare delle sessioni brevi e controllare spesso in maniera visiva con il Ronchi l’ andamento della forma.
    Questa la situazione ad oggi (immagine in intrafocale):

    Sto anche cercando di prendere confidenza con il Foucault, ho eseguito due test di prova usando una maschera creata tramite il programma CouderMask

    Test dopo le prime corse a W “normali”

    Test ad oggi dopo le corse a W maggiormente concentrate al centro :

    Questi sono test di prova, giusto per prendere confidenza con il setup del Foucault, mi sto organizzando per far tagliare al laser su cartoncino una maschera a 5 zone con le misure ottimali fornite dal programma “Foucault test Analysis”, impostato con il criterio di Texerau, che prende in esame anche il centro dello specchio, a differenza di quello che ho ottenuto con CouderMask che elimina la parte adombrata dal secondario.

    Preciso che in entrambe i casi, le misure con il Foucault, sono state fatte il giorno dopo la lavorazione e mediate da 4 misure, due all’ andata e due al ritorno

    Nei prossimi giorni proseguirò sempre con corse a W più concentrate al centro per vedere se riesco ad abbattere il bordo che mi sembra rimanere alto…. :scratch:
    Ditemi voi se le valutazioni sono corrette o devo cambiare strategia :wacko:

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    #11820
    Massimo Marconi
    Massimo Marconi
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    Bene, le valutazioni sono corrette, occhio però al centro specchio che tende a rimanere sferico, quindi un po’ “piatto” rispetto alla parabola teorica.
    Nel Ronchi in intra, la parte centrale di una parabola è quella con la linea più “larga” , perchè più vicina al ROC, in questo caso invece la linea centrale è meno estesa della zona successiva e rimane uniforme come nella sfera con ROC costante
    Il Ronchi va infatti usato in combinazione con il Foucault. Il primo per l’andamento generale della superficie, il secondo per la misura in alcuni punti.
    Il foucault esegue una interpolazione di questi punti rilevati, ma così facendo potrebbero sfuggire alcuni difetti locali.
    In questo caso, oltre al bordo leggermente rialzato, ( ma è veramente una piccola cosa risolvibile con corse a w con specchio sotto ) si nota una zona centrale ancora “alta”, non raggiunta dalla lavorazione allo stesso modo del resto dello specchio che invece sta assumendo la classica forma parabolica.
    per rendersi conto della corretta forma della figura con il Ronchi è’ utile confrontare l’immagine ottenuta con una simulazione al software ( opzione disponibile anche in Foucault Test Analysis )
    E’ vero che quella zona dello specchio andrà coperta dal secondario, ma è comunque preferibile cercare di ottenere la forma più regolare possibile, proprio perchè il Foucault con maschera di Couder non esamina tutti i punti sulla curva, più è regolare la curva sul Ronchi, più è alta la probabilità che i punti non rilevati dal Foucault siano entro i limiti di tolleranza.

    #11826
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    Giulio Tiberini
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    Ciao Enrico
    Il test di Foucault vedrai che come dicono, amplifica di un fattore 600 mila quel che si vede col Ronchi, perchè ti da i valori dei difetti in eccesso ed in difetto direttamente in nanometri.
    Come mi pare di capire da quanto scrivi, sai già, che per uno specchio “entry level” Lambda/4, che è la soglia minima di qualità già buona perchè limitata dalla sola diffrazione…(ma un lambda/10 è molto visibilmente migliore nei dettagli resi) le tolleranze di parabolizzazione si traducono ad un errore di scostamento massimo dalla perfetta parabola teorica presa come riferimento costruttivo, che potrai leggere sui grafici del test di Foucault pari a soli 68,75 nanometri, alias milionesimi di millimetro. Il che rende implicito che il test di Foucault ti fornisce indicazioni utili solo se le stesse precise misure delle finestre della maschera di Couder vengono rigorosamente riportate le settaggio del software di sua valutazione, e se si lavora secondo il metodo della generazione dei solidi di rivoluzione, che con poche semplici regole fanno intervenire la elisione statistica degli errori positivi e nagativi.

    Inoltre tieni conto che il cerchio nero centrale di alcune maschere di Couder non indica l’ombra del secondario ma la presenza di un foro a centro specchio. L’uso di una maschera così ti costringerebbe scomodamente ad avere una zona in più, e quella centrale molto più ampia, che costringe il software a restringere di più le zone periferiche dello specchio dove c’è la tolleranza più ristretta (come si vede dalla “tromba” delle ampiezze delle tolleranze rappresentata dallo spazio presente fra le due linee nere curve a padiglione di tromba, del diagramma Millies Lacroix in uscita dal software di valutazione del test di Foucault).

    Tieni conto poi che non è necessario spendere per far tagliare al laser una maschera di Couder, perchè basta realizzarla in cartoncino bristol, tagliata a mano con un economicissimo bisturi usa e getta, acquistabile in farmacia.

    Infine, normalmente in quel diagramma millies-la Croix, (salvo settaggi particolari dello stesso tester e del software, per cui vado a memoria e non vorrei sbagliare), per mia esoperienza, la linea curva dell’andamento del profilo dello specchio (che si sviluppa all’interno della “Tromba” delle tolleranze), rappresenta le pendenze delle zone misurate sulla parabola in lavorazione: Quindi quando una zona misurata dai tiraggi di Foucauit ha un raggio di curvatura più piccolo del desiderato, la pendenza del grafico è a salire. Nel senso pure pratico che a semplice “colpo d’occhio”, si vede che si tratta di una zona “alta” e quindi “grattabile” per allargarne il raggio.

    Viceversa, quando una zona è già troppo grattata, presenta un raggio di curvatura più grande di quello desiderato, e la pendenza del grafico è intuitivamente a scendere verso il basso, per cui il punto più basso del grafico rappresenta una zona già troppo abbattuta, e non più grattabile… se non abbassando tutto il resto della superficie con un normale ritorno verso la sfera.

    Mentre una perfetta forma parabolica dello specchio con lambda elevatissimo si presenta quando la curva dell’andamento dello specchio in lavorazione, è in effetti una linea retta che passa lungo l’asse di mezzeria della “tromba” di tolleranze del grafico.

    Ina linea curva che rimanga comunque da cina a fondo tutta all’interno della tromba del grafico Millies la Croix, significa che tutte le zone misurate dello specchio, fanno convergere i loro raggi riflessi, all’interno della tacca di diffrazione, col massimo della qualità ottica.
    Va da sè che essendo il test di Foucault praticato su un diametro dello specchio, occorre che lo specchio sia lavorato con cura, come un solido di rivoluzione. Cosa che è possibile con minor difficoltà utilizzando utensili a pieno diametro e regolando la conduzione manuale del lavoro secondo quelle dette regole per la elisione statistica degli errori positivi e nagativi.

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    #11831
    Massimo Marconi
    Massimo Marconi
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    Viceversa, quando una zona è già troppo grattata, presenta un raggio di curvatura più grande di quello desiderato, e la pendenza del grafico è intuitivamente a scendere verso il basso, per cui il punto più basso del grafico rappresenta una zona già troppo abbattuta, e non più grattabile… se non abbassando tutto il resto della superficie con un normale ritorno verso la sfera.

    Infatti, la zona centrale è meno “scavata” del necessario, per cui le zone periferiche in relazione al centro risultano “fuori tromba”.
    Teniamo presente che il software in questione, posiziona in modo automatico il valore della prima zona centrale all’interno della tromba, eseguendo una traslazione dell’intera curva.
    Infatti nell’immagine del grafico M-L si può vedere come lo “zero” non sia al centro del grafico stesso, ma spostato verso l’alto.
    In teoria( in un grafico con errore max entro il lambda ) nessuno ci vieta di prendere come riferimento all’interno della tromba una qualunque zona, posizionarla al centro della tromba e lavorare le altre zone di conseguenza. La differenza sarà unicamente nell’aver aumentato o diminuito di qualche centesimo di mm la focale per il calcolo dei valori.
    Perciò nel momento in cui il centro avrà la giusta profondità, che al momento manca, anche le altre zone avranno un diverso posizionamento nel grafico, perchè vengono modificati i valori relativi tra i vari punti rispetto al centro, anche se il valore assoluto del raggio di curvatura delle zone esterne rimane lo stesso.

    #11832
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    Giulio Tiberini
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    Concordo.
    Il mio scopo…(da “grillo parlante”) con chi si avvicina al test di Foucault, è solo quello di mettere in giusta evidenza la sua straordinaria potenza, subordinata però alle rigide regole di installazione ed attuazione del test, nel tentativo di rendere più assimilabile ad esempio, il concetto di pendenza di una zona, che a prima vista ha significato contro-intuitivo: Tipo un raggio troppo lungo che nei grafici compare come una curva o retta che scende (e pertanto non è direttamente recuperabile avendo forse già gratttato troppo, se non provando a cambiare zona di sovrapposizione con la parabola di riferimento, oppure grattando tutto il resto) Oppure viceversa troppo corto, quando la linea o curva sale (ed è per definizione grattabile).

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    #11836
    Avatar
    Carlo A
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