Costruire un Cassegrain

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Questo argomento contiene 148 risposte, ha 6 partecipanti, ed è stato aggiornato da Massimo Marconi Massimo Marconi 1 mese, 3 settimane fa.

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    BARTolomei Mirco
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    Ciao Luca,
    Il gesso che ho usato io me lo aveva gentilmente regalato, il tecnico di laboratorio del mio dentista, e non ti saprei dire di che marca era.
    Però nel paese vicino al mio c’è un rivenditore di gessi ceramici, che vende anche gessi per odontotecnici. La tipologia che vendono loro è la: PRESTIA DUR n°1 della Siniat, un sacco da 25 Kg costa più o meno 10-15€, come ordine di grandezza.
    L’ho già consigliata anche ad altri amici, che poi mi hanno detto essersi trovati molto bene. Per cui se te ne devo consigliare una, ti direi quella. Poi penso che anche altri tipi possano andar bene.
    Ciao e a presto :bye:
    Mirco

    #11745
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    geminimac
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    Il gesso che ho usato io me lo aveva gentilmente regalato, il tecnico di laboratorio del mio dentista, e non ti saprei dire di che marca era.

    Purtroppo avevo già fatto l’ordine quando mi hai risposto quindi se non dovesse andare bene quello che ho preso userò il tuo. ;-)

    Allora ho provato a rifare il Ronchi per escludere il dubbio che ci fosse astigmatismo.

    ronchi new

    ronchi new2

    Comunque basta un minimo di spostamento nel fascio di luce per ritrovarsi un immagine completamente fuori test, in futuro provvederò a farmi qualcosa di più preciso.
    Avevo anche provato il test usando un laser…non ci sono riuscito :-( .
    Devo anche dire che i test presentati precedentemente non erano tanto attendibili visto che io prelevavo l’immagine proiettata sul muro alla distanza di 1-1,5 metri dal reticolo.
    Appena ho il gesso disponibile(prox. settimana) procedo a rifare l’utensile cosi vediamo se resta stabile l’adattamento, e provo qualche sessione di lucidatura come mi aveva consigliato Massimo per cancellare i difetti riscontrati.

    A quanto prima. :bye:

    Grazie

    Luca

    #11746
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    BARTolomei Mirco
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    Ciao Luca,
    :”Devo anche dire che i test presentati precedentemente non erano tanto attendibili visto che io prelevavo l’immagine proiettata sul muro alla distanza di 1-1,5 metri dal reticolo.” aaaaaa ecco ora capisco perché le immagini del test risultavano stranamente ovali :scratch:
    Dall’ultima immagine il bordo sembra molto più ribattuto di quanto sembrasse nelle immagini precedenti. Che tipo di corse stai utilizzando? Usi un debordo di 1/6 del diametro parte per parte o usi un debordo di 1/3 del diametro parte per parte? te lo chiedo perchè sembra tu stia usando delle corse troppo lunghe.
    Resta sempre valido il consiglio di procedere prima con la nuova realizzazione del supporto e vedere come lavora, poi faremo delle altre considerazioni.
    Ciao Luca
    Buon lavoro :good:

    #11747
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    geminimac
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    Usi un debordo di 1/6 del diametro parte per parte o usi un debordo di 1/3 del diametro parte per parte?

    Dunque ho usato la classica corsa 1/3 di diametro COC.
    Però considera che l’utensile non è un pieno diametro, è circa 35/36 cm di diametro rispetto al vetro che è 41 cm, non so se in questo caso vale comunque la stessa regola. :scratch:
    Al limite appena mi rimetto all’opera provo ad eseguire delle corse che arrivano solo a sfiorare il bordo specchio senza uscire fuori di quei 3/4 cm :unsure:

    Grazie :bye:

    #11748
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    Giulio Tiberini
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    Secondo me i problemi che incontri sono in gran parte legati all’uso della temperatura non uniforme nella lavorazione:

    Altre cose da ricordare sono l’adattamento dell’utensile può ben essere fatto anche a tiepido per velocizzare un poco l’acquisizione della forma dello specchio, ma poi in lavorazione dovrà solo essere l’attrito a uniformare la temperatura di tutto quel che usi.

    Occorre inoltre sempre tagliare via le sporgenze della pece dal disco dell’utensile. Certe rigature anutensile e specchio vengono dalle loro briciole incontrollate.

    Non bisogna poi pesare con le mani sull’utensile altrimenti lo schiacciamento produce una precoce occlusione dei canali, ed anche sporgenza di quadrotti oltre la circonferenza utensile.
    un utensile deve durare fino alla fine della parabolizzazione, perchè rifarlo cambia il modo di lavorare, quando le tolleranze finali sono diventate di pochi milionesimi di mm

    Una pece giudicabile empiricamente giusta, rilascia il profumo di conifera dopo circa mezz’ora di lavoro, e richiede la riapertura delle scalanalature con la punta di un saldatore a stagno, solo dopo diverse ore di lavoro.

    Sull’acqua calda in lucidatura occorre tenere presente che un suo uso localizzato solleva le molecole di vetro. Ed è quello che rende l’utensile scorrevole senza attrito, visto che si troverebbe a poggiare solo su una frazione della superficie (lo fa notare anche John Dobson nel suo filmato).

    L’acqua calda quindi può essere un espediente utile per abradere di più nella zona “scaldata”, ma alla lunga è pericolsa perchè cambia artificiosamente la forma dello specchio con temperature diverse, anche se ovviamente di pochissimo per la scarsa asportazione che produce l’ossido usato, ma le tolleranze sono dello stesso ordine di grandezza.

    In lucidatura a mano è consigliato usare l’ossido di cerio non aggiungere la polvere perchè se ne infroduce una quantità in modo assolutamente irregolare, cambiando la superficie di contatto e rovinando in un sol colpo l’adattamento.
    E’ meglio spennellarlo allo stato cremoso, di tanto in tanto sull’utensile o sullo specchio, diluito in un contenitore col rapporto di un cucchiaio da cucina raso di ossido, con due o al massimo tre cucchiai d’acqua.
    In teoria sarebbe quasi inutile aggiungere ossido di cerio durante la lavorazione, perchè quello che lavora è solo quello che ci sta incrostato sulla superficie dei quadretti di pece. Il resto viene perso per dilavamento senza lavorare.

    “Tirando” a lungo una seccata confidando nel normale attrito, si arriva ad avere molta resistenza al movimento, profumo di conifera e fischi, che indicano essere giunto il momento di evitare di indurre inavvertita pressione sull’utensile. Si separano quindi i dischi, si puliscono con un colpo di spugna le superfici, si pennella l’ossido, e si riparte con una nuova seccata.

    Questo è quello che ricordo essere più determinante nell’andamento del lavoro di lucidatura.

    Quanto al gesso per l’utensile, l’amico quì iscritto Andrea “Beta Capricorni”, che ha molta esperienza in materia, mi suggeriva in questo stesso Forum (ma non sono riuscito a trovare la discussione, perchè non so come fare la ricerca) di non usare gessi molto duri da colare direttamente sullo spoecchio, perchè raggiungono una temperatura di indurimento proporzionalmente elevata alla durezza finale, che quindi supera di ben qualche decina i 100 gradi, con pericolo di rottura dello specchio.

    Esiste invece un tipo di gesso adatto ad una certa applicazione odontotecnica specifica (…che si trova in quella discussione che vorrei ritrovare) che è ben più duro rispetto al gesso normale, ma ha una temperatura di indurimento inferiore ai 100 gradi.
    (SE riusciste a trovare quel post, vi ringrazio se me lo suggerirete)
    :bye: Giulio

    #11751
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    geminimac
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    Ciao Giulio,

    Tutti questi dettagli sono molto interessanti, sono variabili che sicuramente sperimenterò non appena ho disponibile un utensile ben adattato e stabile.
    A proposito credi si possano recuperare i tasselli dell’utensile precedente che tra l’altro sono anche in parte adattati?
    Non so se è una cosa fattibile, magari provando a staccarli in qualche modo. :unsure:
    Altrimenti dovrò rifare tutto :negative:

    Il gesso che ormai ho ordinato viene definito come extraduro….sicuramente raggiungerà temperature elevate, ho provato a chiedere al rivenditore ma non ha saputo dirmi esattamente che temperatura raggiunge in asciugatura, perciò per non rischiare la rottura del vetro userò un calco della curva del vetro fatta in cemento che avevo da parte. :yes:

    A presto :bye:

    Grazie mille :good:

    #11752
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    BARTolomei Mirco
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    Ciao Luca,
    Ah ok ora si può più facilmente spiegare quel difetto strano a 3/4 del raggio. L’ utensile deve essere a pieno diametro, non così più piccolo dello specchio.
    Devi assolutamente fare anche l’utensile di 41 cm, altrimenti la superficie dello specchio non viene lavorata in maniera uniforme!
    Poi Dovrai lavorare con corse 1/3 COC (ovvero corse di 13.6 cm) equivalenti a un debordo parte per parte di 6.8 cm.

    Si esatto, concordo con Giulio, stai molto attento alla temperatura che raggiunge la miscela acqua-gesso, durante la reazione chimica che porta al suo indurimento. Purtroppo l’effetto di un repentino innalzamento della temperatura, l’ho sperimentato durante una delle mie realizzazioni, e non è stato affatto piacevole: :cry:

    https://www.grattavetro.it/forums/topic/primario-420mm-foca/page/2/#post-9845

    In quell’occasione avevo messo un foglio di pellicola alluminata (quella da alimenti) sulla superficie dello specchio, ma ovviamente l’alluminio essendo un buon conduttore ha trasferito efficacemente il calore dal gesso allo specchio, rompendolo.
    Per minimizzare le probabilità di rottura, mettici qualcosa che non sia un buon conduttore, tipo della carta forno, o meglio 4-5-6-8 stati di carta forno. Oppure può andar bene anche come hai pensato di fare tu, facendoti un calco in cemento e usare quello. :good:
    Ciao
    A presto
    Mirco

    #11754
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    geminimac
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    Purtroppo l’effetto di un repentino innalzamento della temperatura, l’ho sperimentato durante una delle mie realizzazioni, e non è stato affatto piacevole

    Brutta avventura, mi spiace tanto :wacko:
    Se mi succede a me mi uccido :wacko:

    Quindi devo rifare l’utensile in pece di 41 cm? :wacko:
    Se vado avanti con un utensile più piccolo del diametro non risolvo?
    Ero convinto che bastasse un sub-diametro per la lucidatura :unsure:

    A presto :good:

    #11756
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    Giulio Tiberini
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    Tu dici:
    “A proposito credi si possano recuperare i tasselli dell’utensile precedente che tra l’altro sono anche in parte adattati”?

    Si, li puoi recuperare tagliandoli intorno con un coltello caldo, se riesci a staccare i quadretti li puoi anche incollare sull’utensile che farai, scaldando il retro di ogni quadretto con una candela, e piazzandoli sull’utensile con una leggera pressione in piano (con ad esempio un tappo) in modo da non deformarli, o deformarli il meno possibile. In quel caso comunque l’adattamento li metterebbe in pari.

    Ottimo il passaggio del gesso sul cemento (altrimenti dovresti colare il gesso su uno specchio scaldatoa bagno maria in modo da ridurre la distanza di temperatura di indurimento del gesso, da quella dello specchio, che è comunque un rischio).

    #11757
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    BARTolomei Mirco
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    No no devi assolutamente usare un utensile da 41 cm, specialmente nella fase di lucidatura e fino al raggiungimento di una buona sfera.
    Anche la parte iniziale della parabolizzazione ti suggerisco di farla con il pieno diametro.
    I sub diametro necessitano di una notevole esperienza e pratica, per poterli gestire.
    Non ricordo più, che focale ha lo specchio?
    Ciao
    Mirco

    #11759
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    geminimac
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    Bene quindi mi pare di capire che devo rettificare tutto l’utensile alle nuove dimensioni.
    La cosa non rappresenta un problema visto che ancora devo fare la colata di gesso. :yes:

    Per quanto riguarda la focale io avevo scelto una F3, visto la domanda fatta ho dato un occhiata al raggio di curvatura, adesso mi ritrovo una misura equivalente a 230 cm.
    Se ho fatto bene i conti il mio raggio di curvatura dovrebbe essere 246 cm quindi sono fuori di 16 cm, la cosa può portare a dei problemi per il fine lavoro? ((410 mm X 3) x 2)
    Diversamente avevo pensato di adattare la nuova focale a tutto il progetto iniziale.
    E’ fattibile? :scratch:

    Un altro dubbio da cui sono assillato è sempre quel cavolo di astigmatismo.
    Vorrei fare un altro test diverso per scongiurare i dubbi che ho, alternative al Ronchi?
    Chiedo venia se sembro troppo logorroico ma considerata la mia misera esperienza nel campo non vorrei andare avanti con la lucidatura e poi ritrovarmi un problema del genere a fine lavoro. :-(

    Saluti. :bye:

    Luca

    #11760
    Massimo Marconi
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    Luca, ormai la focale ti rimane quella, per cambiarla bisognerebbe tornare agli abrasivi.
    Per il progetto che vuoi fare non cambia niente, basterà ricalcolare i parametri ottici e geometrici del sistema.
    Per il lavoro da fare invece cambia eccome ! Un F3 è molto difficile per chiunque, un F2.8 lo è ancora di più !
    Vedrai che appena finita la sfera il pieno diametro lo potrai mettere da parte perché non ti servirà più, a meno che non dovrai rifare la sfera.
    Ma… non doveva essere un F4? ricordo male ? :scratch:

    #11761
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    geminimac
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    Ma… non doveva essere un F4? ricordo male ? :scratch:

    Fin dall’inizio la focale scelta era una F3.

    È un traguardo più che ostico, è risaputo,ma ormai sono in ballo non posso tirarmi indietro. B-)

    Devo finire questo specchio!!

    Per tornare alla focale di partenza dovrei correggere circa 5 decimi di scavo.
    Se consideriamo il fatto che lo specchio potrebbe avere dell’astigmatismo dovrei comunque indietreggiare e tornare agli abrasivi.
    Cosa si fa in questi casi? :scratch:
    É più saggio tornare indietro o continuare sperando di finire il lavoro? :-(

    Ciao :bye:

    #11802
    Massimo Marconi
    Massimo Marconi
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    Cosa si fa in questi casi ? boh… :scratch:
    L’astigmatismo lo puoi verificare anche con il Ronchi, ruotando lo specchio in più posizioni e vedendo se le righe cambiano di orientamento.
    Per il resto non saprei… come dici tu ormai sei in ballo e conviene continuare a ballare :-)
    Vediamo se si riesce a costruire una buona sfera, casomai si potrà cambiare strategia…

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