Macchine automatiche, perchè sono fatte tutte cosi?

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Questo argomento contiene 21 risposte, ha 4 partecipanti, ed è stato aggiornato da  Giulio Tiberini 3 mesi, 2 settimane fa.

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  • #10824

    Giulio Tiberini
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    Giuseppe confidavo nel fatto che saresti intervenuto, visto che hai sperimentato positivamente e con ottimo risultato pratico sia la costruzione che l’uso di una macchina.

    Domanda: La passata ad imitazione della cordale fatta in manuale, sei riuscito ad applicarla anche con la tua macchina?

    Ok per l’aggiustamento della sfera di scarsa qualità prodotta dalla passata cordale, utilizzando le corse 1/3D c.o.c. Questo direi che è un obbligo tecnico sempre presente.
    (Solo nel caso di lavoro manuale con un disco utensile in vetro, si può fare a meno dello sferometro perchè si è sicuri di aver prodotto la buona sfera alla scomparsa della bolla d’aria sempre presente nell’umido fra i vetri che hanno raggio di curvatura diverso).

    Sull’uso degli abrasivi di carborundum molto fini, sempre disagevoli per faticosi impastamenti che potrebbero portare a pericolosi grippaggi, devo dire che fin dalla prima esperienza di difficoltà, che si presenta già solo nello spargimento (anche dallo “spargisale” ne viene giù sempre troppo e concentrato in piccoli mucchietti), che di movimento causa forte attrito, ho voluto sperimentare di fermarmi alla grama 800, passando subito alla pece e ossido di cerio (o zirconio).

    L’esperienza è stata positiva perchè già dopo 45 minuti di lavoro di lucidatura manuale, lo specchio da 250mm presentava già una fascia lucida di 5 o 6 centimetri di larghezza a cavallo del 70% diametro, che rifletteva fedelmente la trama a fini quadretti della plafoniera neon sopra di me.
    Ovviamente quel grado di lucido è solo iniziale, ma è significativo della efficienza dell’ossido di cerio o di zirconio provati, e del vantaggio di non usare abrasivi vetro su vetro di grane finissime, pagando lo scotto però di un solo leggermente maggiore tempo di lucidatura necessario.

    Con le macchine, che grazie ai loro numero di giri (40 o 50 al minuto) ottengono ugualmente una buona efficienza, vedo che non viene utilizzato il carborundum ma è preferito il bianco corindone molto diluito in acqua da sembrare molto lattiginosa, con l’uso di uno spruzzino.

    Seguirò il tuo suggerimento per quanto riguarda la installazione di POLSIM sempre interessante.

    Ho visto su un suo filmato che nche Gordon spiega come fa la parabolizzazione a mano sul piano rotante che gira molto lentamente.

    Grazie Giuseppe per il tuo autorevole intervento. :good:

    #10828

    Giulio Tiberini
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    Dimenticavo che (sto perdendo colpi!!) anche EnricoR, aveva costruito un interessante piano rotante con inverter (come piace a me), descritto con immagini quì

    Ciao a tutti

    #10831

    GiM
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    Ciao Giulio
    Per rispondere alla tua domanda sulla passata cordale fatta con la macchina a imitazione della passata manuale posso dirti che si è assolutamente fattibile naturalmente con le ovvie differenze.
    Se ti vai a rivedere il seguente filmato https://youtu.be/9jsZ8Nw2jCM e lo blocchi a 50 secondi dall’inizio in modo che si veda il braccio oscillante praticamente nella sua interezza potrai notare i seguenti particolari:
    1) Il braccio mediante l’allentamento di alcune viti si può allungare o accorciare
    2) Il perno che agisce sull’utensile o sullo specchio può a sua volta essere spostato e fissato in un punto qualunque del braccio oscillante e ciò permette di fissare il perno in modo che specchio e utensile siano perfettamente sovrapponibili ottenendo passate CoC oppure disassati a piacere fino ad ottenere una passata dove il centro dello specchio arriva volendo quasi alla periferia dell’utensile e li viene fatto oscillare come nella cordale effettuata in manuale. Naturalmente bisogna regolare l’eccentrico che lo fa oscillare in modo che il centro dello specchio non superi mai il bordo dell’utensile.
    3) Infine sulla sinistra all’inizio dell’asta potrai notare un galletto che fatto girare manualmente mentre il tutto è in funzione permette variazioni di qualche centimetro della lunghezza dell’asta oscillante. Ho pensato che ciò può essere utile in fase di lucidatura o di parabolizzazione imitando almeno in parte la presenza di un secondo eccentrico come nelle Zeiss.
    La differenza sostanziale rispetto ad una lavorazione manuale consiste nel fatto la passata risulta leggermente arcuata e che utensile e specchio sono sempre in rotazione reciproca, come ben spigato anche nel sito da te menzionato. Posso garantire che nelle passate cordali non fa alcuna differenza e nelle altre come ad esempio quelle di 1/3 CoC qualcosina cambia ma se si regolano bene velocità di rotazione (molto bassa) e di oscillazione, si ottengono movimenti molto simili a quelli manuali, in ogni caso POLSIM risulta molto utile. Per avere rotazioni molto basse (posso arrivare a far compiere un giro completo del piatto in 4 o anche 5 secondi) hai ragione tu nel dire che è assolutamente necessaria una riduzione meccanica altrimenti la coppia risulterebbe troppo bassa e la rotazione si arresterebbe in continuazione o addirittura non partirebbe neppure. Quanto agli abrasivi io li uso già disciolti in acqua pronti all’uso come una crema molto densa e li spruzzo sul pezzo da boccettine munite di beccuccio che agito vigorosamente prima dell’uso. E’ una cosa che trovo molto comoda.
    Quanto alle grane tu ti limiti ad arrivare alla 800 prima della lucidatura. A me piace spingermi più in la e spesso esagero rovinando il tutto con delle brutte righe. Figurati che sono arrivato ad usare anche l’ossido di cerio o di alluminio per il gusto di vedere il risultato finale sulla superficie.
    Quando passo alla lucidatura solitamente ottengo una superficie abbastanza riflettente da permettere un controllo con Ronchi già dopo una ventina di minuti. Per la lucidatura completa invece passano decine di ore. A tal proposito posso dirvi che anche l’ossido di alluminio funziona molto bene dando una superficie molto lucida, non saprei dirvi se migliore o peggiore di una lucidata fatta con il molto più costoso ossido di cerio.
    Solitamente porto a buon punto la lucidatura con l’ossido di alluminio per poi terminare con l’ossido di cerio.
    Un saluto a tutti. :bye:

    #10833

    Giulio Tiberini
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    Grazie delle informazioni Giuseppe.

    Si, vedo che l’ossido di alluminio per lucidatura pietre preziose (e vetro) costa un terzo dell’ossido di cerio (10 euro contro 30 per mezzo kg).

    L’ossido di alluminio è molto usato per la lavorazione a macchina che comincia dalla affinatura e prosegue con la lucidatura, essendo disponibile industrialmente in grane dalla 24 alla 1500.
    Ma ahimè è venduto in sacchi di parecchi kg, e a me pare che sia difficlissimo da reperire nelle basse quantità utili al grattavetro, salvo la grana più fine di lucidatura, che si trova facilmente.

    La durezza del corindone è 7 rispetto al 9 del carborundum (fatta 10 quella del diamante). Ma per la sua minore aggressività è preferibile (e consigliato anche nella lavorazione a mano). Il che però prolunga sensibilmente il lavoro a mano, ma non sensibilmente quello a macchina.

    #10836

    Fabrizio Dringoli
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    Siete tutti veramente in gamba e preparati,sono contento di essere entrato in questo forum,credo proprio che mi darete una bella mano.
    La mia cmq era solo un’idea,ma credo proprio che seguirò il consiglio di GiM,lasciar perdere per adesso la macchina e dedicarmi alla costruzione di un bel Dobson ma aimè ormai ho ordinato un paio di vetrini da 310…..non riesco a partire dal basso…. :-(

    #10840

    Giulio Tiberini
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    Un 300 non è una partenza “dal basso”, ma diciamo che è al limitare di una “altezza di sicurezza”.

    E’ impegnativo ma, se non hai velleità di inventarti nuove rischiose vie, l’arrivare alla meta descritto dettagliatamente nei tutorial e nei testi anche solo di questo blog, non richiede nuove esplorazioni, ed il buon risultato è solo questione di tempo, per correggere l’ottica nel migliore dei modi. E il tempo per un dilettante non è danaro.

    Ma forse il tempo non supererà nemmeno le 250 ore dirette di lavoro, senza però contare l’attesa per realizzare la ventina di test di Foucault che richiederebbero un giorno l’uno.. (stasera gratto e domani sera faccio il test, e gratto la correzione..e via così, fino alla parabolizzazione perfetta).

    Buon lavoro…e noi siamo quì apposta per aiutarti sulle vie classiche e ormai note. :yes:

    #10871

    Giulio Tiberini
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    A chi eventualmente può interessare, ho inserito al seguente link un articolo con breve tutorial video, sull’uso del software POLSIM per simulare lo scavo della curva sferica iniziale di uno specchio con una semplice tavola girevole e utensile in posizione decentrata fissa.

    Simulatore di (non solo) lucidatura specchi parabolici (Software POLSIM)

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