Primario Cassegrain RC 300

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Questo argomento contiene 143 risposte, ha 6 partecipanti, ed è stato aggiornato da  Giulio Tiberini 2 anni, 11 mesi fa.

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  • #5404
    Massimo Marconi
    Massimo Marconi
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    Aggiornamento:

    20 seccate con la grana 220 sono state sufficienti per eliminare i residui della 120. Con questa grana ho cercato di ritardare la seccata aggiungendo piccole quantità d’acqua ogni due-tre minuti, fino a portare la durata della lavorazione anche oltre i 15 minuti. Ne è venuta fuori una buona superficie omogenea che sta facilitando il lavoro anche alla grana 320, la quale dopo le prime 6 seccate ( con sistema analogo di seccata ritardata ) sembra già ad un buon punto, la percentuale dei craterini residui della 220 mi sembra molto bassa.

    Con questa grana la superficie inizia ad avere, oltre ad una forma prossima alla sfera, una smerigliatura abbastanza fine da permettere, con lo specchio bagnato e una luce led, una più agevole misura del raggio di curvatura il quale è fermo a 1540 mm , con un errore di lettura/misura ( o “messa a fuoco” che dir si voglia ) che non credo superi i 2-3 mm in più o in meno, chiaramente andando avanti le misure diventeranno sempre più precise.

    Domani giornata libera dedicata al grattamento, conto di archiviare anche la 320 :bye:

    #5405

    Giulio Tiberini
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    E’ un lavoro molto interessante.
    Penso che sarà molto istruttivo a fine lavoro, redigere una tabellina specchietto riassuntivo per grane tempi ecc; che in fondo, e nonostante internet, sono dati diversamente non reperibili ma in grado di dare una idea abbastanza precisa a chi si accinge ad affrontare quel nuovo lavoro.

    #5406
    Massimo Marconi
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    SI, l’idea è quella e sto aggiornando costantemente la tabella con tutti i dati rilevanti, ma anche quella di unire questa tabella con l’analoga che potrebbe essere estrapolata dai tuoi “diari di realizzazione” ma anche dai “diari di bordo” di deabis, di Mirco e di tutti i grattavetro che vorranno partecipare.
    In questo modo si potrebbe creare con il tempo una tabella generale con che riassuma i dati relativi ad esperienze/lavorazioni/tecniche diverse in funzione anche del tipo di vetro, diametri dello specchio ecc… insomma sarebbe una bella banca dati !

    #5428
    Massimo Marconi
    Massimo Marconi
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    Archiviata la 320, ho anche completato la smerigliatura con la 500, un totale di 20 seccate prolungate utilizzando pochissimo abrasivo, circa mezzo cucchiaino da caffè.

    Questo è lo specchio allo stato attuale:

    Insisto sempre sulla rifinitura del bordo perché è la principale causa di righe e crateri indesiderati, con un po’ di pazienza si riesce ad averne ragione con una semplice cote, poi gli abrasivi fini, in assenza di scheggiature, fanno il resto:

    Questa è la superficie vista attraverso un oculare da cercatore ( scarsissimo ) e webcam mettendo in controluce il vetro con la plafoniera sul soffitto , questo spiega la bruttissima ed improponibile luce beige che si vede sullo sfondo :wacko:

    lo smusso ha una estensione variabile dai 2.3 ai 2.8 mm , in quanto in alcune zone ho dovuto insistere più di altre per eliminare alcune schegge ereditate dalle grane superiori, la superficie concava è ovviamente quella “beige” :wacko:

    A breve si parte con la 800, ultima fermata prima del Cerox, poi inizieranno i dolori ! :yahoo:

    #5432

    Giulio Tiberini
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    Bel lavoro (e smusso bellissimo e definitivo)!

    #5443

    BARTolomei Mirco
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    Concordo, proprio bello quel bordo, sembra fatto a macchina… :good:

    #5509
    Massimo Marconi
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    Completata la smerigliatura fine con 20 seccate a grana 800, la superficie mi piace, posso fermarmi qui…

    Domani ho un appuntamento con il waterjet per forare il vetro… :yahoo: domandina :scratch: :
    Quanto grande va fatto il foro ? :unsure:
    Voglio dire, partendo dal fatto che i limiti minimo e massimo del foro praticabile sono dati dal CPL di progetto e dall’ingombro del paraluce secondario i quali, nel mio caso, hanno valori rispettivamente di 45 mm ( cono del cpl all’altezza dello specchio ) e 135 mm, cosa conviene fare ?:
    1- cercare di praticare un foro il più piccolo possibile, compatibilmente con il progetto, per mantenere una maggiore integrità e resistenza meccanica del blocco di vetro.
    2- aumentare le dimensioni del foro, sempre entro i suddetti limiti, in modo da lavorare e correggere quasi esclusivamente la superficie utile.

    a me viene da pensare che: “in medio stat virtus”! (o anche: “Medio tutissimus ibis” ) :bye:

    #5510

    Giulio Tiberini
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    Premetto la mia assoluta inesperienza non avendo mai percorso quella strada. Posso quindi solo sbirciare il lavoro di altri.
    Considerando che il foro comunque rimane coperto dall’ostruzione data dal secondario ma maggiorata al diametro del pezzo di tubo paraluce che scende dal suo bordo fino a sfiorare il cono proveniente dal primario, e guardando sul libro di Lecleire (*) le quote costruttive del Cassegrain Coudè 300F12, vedo che il cono di luce arriva al secondario con un diametro di 79.33mm, e viene quindi scelto un secondario diametro 95mm intubato in un paraluce diametro 105 mm lungo 80mm (tale è la distanza che scendendo dal secondario incontra il cono in arrivo).

    Il cono di luce riflesso dal secondario va poi ad incidere sul primario per un diametro di 24.17mm mentre il foro viene praticato diametro 45.

    Nel progetto del libro che prevede anche la costruzione di una lama di chiusura, il terziario ha sempre diametro 95mm ed il suo supporto passa comodamente nel foro da 45mm.

    *) Il progetto completo descrive la completa fabbricazione e controllo delle quattro ottiche: primario – secondario – terziario piano – lama di chiusura; oltre che nel progetto meccanico di tutto il telescopio.

    Disegnino chiarificatore:
    http://s9.postimg.org/o34aazedr/Cassegrai_Coud_300_F12.jpg

    #5511
    Massimo Marconi
    Massimo Marconi
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    Grazie Giulio, dallo schema mi sembra di capire che la scelta sia quella di mantenere le dimensioni del foro piuttosto contenute.
    Il mio progetto è più “aperto” e come dicevo il cono del cpl dai calcoli è di quasi 50 mm ( sul piano focale è di 32 mm ). Questo è il mio schema anche se è rappresentata la sola riflessione geometrica senza considerare il cpl. pensavo quindi di fare un foro di 70 mm, anche per avere margine per inserire il canotto sul quale avvitare il paraluce centrale del primario.

    a proposito,piccola parentesi meccanica, secondo te il gruppo paraluce-canotto deve essere solidale con lo specchio e quindi con i movimenti di collimazione o deve essere indipendente e fissata alla base di appoggio della cella e quindi solidale al gruppo del focheggiatore ? :scratch:

    #5512

    Giulio Tiberini
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    Non saprei. Ma per semplicità, “a naso”, credo che il tubo paraluce lo fisserei al primario, lasciando separato e libero il cannotto del focheggiatore retrostante….Beninteso, ignorando eventuali conseguenze negative :unsure:

    #5517
    Massimo Marconi
    Massimo Marconi
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    Taglio eseguito, ora al centro dello specchio c’è un bel foro da 70 mm !

    C’è voluto più tempo per calibrare la macchina al centro dello specchio, che per eseguire il taglio.
    Questo il video del taglio con waterjet:

    Una esecuzione perfetta, permettetemi di ringraziare i ragazzi della ditta Calestrini di Sangiustino e Maurizio in particolare, il quale si è gentilmente offerto di eseguire il taglio supervisionando il setup della macchina, con impostazione della pressione dell’acqua, velocità del taglio, ecc.. anche loro erano interessati all’esito di questa lavorazione dato che il primario di un Cassegrain non l’avevano mai forato… :bye:

    #5520

    Giulio Tiberini
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    BELLISSIMO E INTERESSANTISSIMO..ed anche velocissimo!
    Due domande spontanee mi “salgono” d’enblèe:
    1) Il taglio che inizia da (sembra) il centro, si crea il foro iniziale di passaggio autonomamente? (dallo scarso ribollire iniziale, sembra così)
    2) L’acqua contiene abrasivi o è “liscia”?

    A occhio sembra che la pista del taglio abbia eroso una larghezza di forse 2mm o giù di lì; Conti di rimettere il “tappo” al suo posto fissandolo per la lavorazione seguente con la solita colata di colla ottica a base di pece, ; Oppure pensi di lavorare lo specchio col foro presente?

    Sarebbe interessante scoprire se dal taglio sono emerse tensioni prima insesistenti. (vedi articolo di Pierre Strock
    http://strock.pi.r2.3.14159.free.fr/Ast/Art/Tension.html

    Comunque ripeto: Molto interessante!

    #5522

    Giulio Tiberini
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    Dinìmenticavo che l’analsi delle tensioni che richiede due lenti polarizzate, è possibile “smontando” un paio di occhiali Usa…(“e riutilizza!”) pagati 4 euro col biglietto del cinema tridimesionale.
    Ma per esperienza personale devo dire che molte tensioni interne caratterizzanti ad esempio i vetri “temprati” laterali delle auto, o certe strutture di costruzioni di vetro tipo coperture aeroporuali e simili, sono già ben visibili solo indossando occhiali da sole polarizzati.

    I tre vantaggi delle “lenti” polarizzate da cinema 3D, è che sono Piane; Trasparenti e Senza colorazioni.

    #5524
    Massimo Marconi
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    1- Esatto, il foro è stato creato autonomamente al centro. Questa scelta è stata fatta perché, dopo aver fatto una prova su di un altro vetro similare, hanno visto che il foro iniziale risulta più esteso di 1 mm rispetto al resto del taglio ed è anche il momento “più critico” per la stabilità del vetro ( così mi hanno detto )

    2- l’acqua non contiene abrasivi, è semplicemente “sparata” a pressione ( non ho idea di quale sia il valore ). Mi dicevano che il vetro è più difficile da tagliare rispetto ai metalli in quanto una eccessiva pressione iniziale lo potrebbe crepare o spaccare letteralmente :wacko:

    Giustissimo, complimenti per la misura visiva, la pista è di poco inferiore ai due mm. Due millimetri è infatti la misura minima di foratura che garantiscono.

    A proposito del tappo, non saprei, pensavo di chiederlo a te :-)

    per le tensioni interne, ora proverò a leggere ( tradurre ) l’articolo con l’aiuto di Google.

    #5526

    BARTolomei Mirco
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    Non avevo mai visto neanche io una waterjet in azione…e non pensavo avesse una tale velocità di taglio visto che sta tagliando una lastra di 20 mm di spessore !!! :wacko:
    Come si presentava il bordo di taglio appena finita la lavorazione? c’erano scheggiette o cose simili? o era bello netto?

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