4 dischi calcio sodico 200mm arrivati

home Forum Lavorazione Specchio Parabolico 4 dischi calcio sodico 200mm arrivati

Questo argomento contiene 28 risposte, ha 3 partecipanti, ed è stato aggiornato da  beta.capricorni 6 giorni, 17 ore fa.

Stai vedendo 15 articoli - dal 1 a 15 (di 29 totali)
  • Autore
    Articoli
  • #11015

    beta.capricorni
    Utente
    • Messaggi 32
    • Offline

    Ciao a tutti,
    un cliente che produce barattoli di vetro mi ha regalato 4 dischi di calciosodico standard da 200mm spessore 19mm. Ora partendo dal presupposto che io sono manualmente una pippa (non è del tutto cosi, in fondo sono odontotecnico) ho straguardato i due video con traduzione sia di Dobson (me lo guardo 1 volta a sera) che quello del 200 f6 ma alcune cose non mi sono chiare. Innanzitutto, è vantaggioso avere due dischi uguali per la lavorazione? Per quanto riguarda la postazione di lavoro è proprio necessario ruotare intorno o basta solo ruotare lo specchio/utensile come fa Dobson? Dove posso trovare un bel tutorial sul tipo di passate da fare? Intendo una specie di manuale senza saltellare in vari post. Per quanto riguarda la focale pensavo di farlo 1300mm quindi f6.5. Ovviamente non ho modo di effettuare ronchi, focault o simili…..

    Andrea

    #11016

    Giulio Tiberini
    Autore
    • Messaggi 447
    • Offline

    Oooooh EVVIVA!
    Vedo che avresti intenzione di farti un 200F6.5 che è l’ideale per cominciare.

    Se poi hai “stra-guardato” il filmato francese del 200F6 https://www.grattavetro.it/tutorial-video-costruzione-di-uno-specchio-parabolico-200f6/ (che a mio avviso è molto più verosimile di quello troppo semplicistico di John Dobson)…

    Ed inoltre se non sei persona che desidera inventarsi una sua via sperimentale, ma preferisce raggiungere la meta con la maggiore sicurezza possibile, seguendo quindi il percorso “canonico” di chi quella secolare strada l’ha già percorsa conoscendone le tappe…

    Ed infine se hai in mano il testo del Texereau scaricato da qui: http://www.astrosurf.com/texereau/chapitre.htm
    ..almeno nei 4 capitoli definiti come tali solo dalla suddivisione dei documenti pdf in cui è stato scomposto il libro scaricabile gratuitamente, e che sono): ….introduzione; capitolo 1; capitolo 2 , capitolo 2 bis comprendente tutti i capitoli del libro fino alla parabolizzazione…

    Allora sei nelle condizioni di iniziare il lavoro avendo ben oltre il 90% di possibilità di portarlo gloriosamente a termine. Visto che in surplus qui in Grattavetro troverai parallelamente al tuo lavoro, anche il nostro aiuto.

    Venendo ai tuoi dubbi, dove domandi:
    1) “è vantaggioso avere due dischi uguali per la lavorazione”?

    E’ vantaggioso, perchè ad esempio John Dobson nel suo filmato, realizza uno specchio “circa” 400F6 lavorandolo con un utensile sub-diametro: Utensile che per sua natura non “gratta” uniformemente tutta la superficie, e quindi ad un principiante produce sicuri errori zonali che inficiano la qualità dello specchio. Errori che non possono fisicamente intervenire se usi due dischi di uguale diametro.

    2) “Per quanto riguarda la postazione di lavoro è proprio necessario ruotare intorno o basta solo ruotare lo specchio/utensile come fa Dobson”?

    Basta anche solo ruotare lo specchio e l’utensile, ed è questione di gusti, di pulizia del pavimento e di postura anti-fastidio cervicale: Nel mio caso utilizzo un fusto ex olio minerale con coperchio di legno, che mi permette di lavorare da in piedi, con una postura eretta naturale che non stuzzica la colonna cervicale, e con un piano di lavoro abbastanza ampio da permettere una ottima pulizia. Il libro del Texereau ha delle immagini a pagina 28 sui vari tipi di tavolo di lavoro).

    3) “Dove posso trovare un bel tutorial sul tipo di passate da fare? Intendo una specie di manuale senza saltellare in vari post”?

    Un tutorial sul tipo di passate da fare (che io sappia) non esiste, se non guardando le varie fasi di lavorazione nel filmato francese. Ma trovi tutte le indicazioni sul libro del Texereau, perchè le passate per lavorare con utensile a pieno diametro sono solo 4 in tutto il lavoro compresa parabolizzazione, ed in genere hanno affetto complementare a seconda che le esegui con specchio sotto o con utensile sotto.
    Esse sono:
    PER TUTTO LO SCAVO DELLA FRECCIA grana 80: Passata CORDALE con qualche variante a 8 o a infinito. (capitolo 16 pag 30 del Texereau, con fig 18 A e B, pag 31
    (per fare un 200F6,5 serve raggiungere una profondità freccia 1,92mm; e parabolizzare di 0,7 micron; mentre
    per fare un 200F6 servirebbe raggiungere una profondità freccia di 2,08mm e parabolizzare di 0,9 micron)

    PER LA UNIFICAZIONE DELLA SFERA INIZIALE: Passata 1/3D c.o.c (cioè 1/3 diametro centro su centro).

    PER L’AFFINATURA DELLA SUPERFICE CON GRANE FINO ALLA 800: Passata come sopra 1/3D c.o.c.

    PER LA LUCIDATURA CON LA PECE E OSSIDO DI CERIO: Passata come sopra 1/3D c.o.c.

    PER LA PARABOLIZZAZIONE: Correzioni con passate 1/4D c.o.c. Oppure passata a W con larghezza della W variabile per scavare di più o di meno nelle zone da correggere, oppure 1/3D per tornare verso la sfera.

    4) “Per quanto riguarda la focale pensavo di farlo 1300mm quindi f6.5. Ovviamente non ho modo di effettuare ronchi, focault o simili”.

    Terminata la lucidatura, se non avrai realizzato una sfera perfetta, ma come succede più spesso, avrai uno sferoide già un poco svasato verso la patabola, potrai mettere lo specchio così com’è, non alluminato, nella struttura del telescopio destinatario, per vedere come si presenta la vista via via degli oggetti luminosi, come la Luna o Giove, o il più impegnativo Saturno con oculare da circa 9mm)…

    Così vedrai sicuramente la tua visione ti suggerità/costringerà a costruirti un semplice tester di Foucault, come il mio che è esattamente identico a quello disegnato a pagina 59 del Texereau (capitolo 30 del libro ma ben compreso nel capitolo 2 bis della porzione pdf scaricabile), per verificare progressivamente col reticolo di Ronchi, o con Foucault, quali correzioni applicare per ottenere il massimo della qualità che desidererai, prima di mandare all’alluminatura uno specchio di qualità sicuramente superiore a quella commerciale.

    • Questa risposta è stata modificata 2 settimane, 3 giorni fa da  Giulio Tiberini.
    • Questa risposta è stata modificata 2 settimane, 3 giorni fa da  Giulio Tiberini.
    #11019

    beta.capricorni
    Utente
    • Messaggi 32
    • Offline

    Ciao Giulio,
    Come sempre grazie dell’email risposte.
    Per quanto riguarda il testo di Texereau ho qualche problema con l’inglese ma ci provo! Per passate 1/3 c.o.c (centro su centro) intendi i classici passaggi a W? Giusto?
    Quindi il movimento rimane lo stesso dalla sbozzatura alla lucidatura?

    #11020

    Giulio Tiberini
    Autore
    • Messaggi 447
    • Offline

    Forse sei fortunato Andrea perchè il testo del Texereau è in francese.

    Si, la passata 1/3 c.o.c rimane la stessa dalla fine della sbozzatura fatta con quella di tipo cordale, fino alla fine della lucidatura fatta con la pece.

    Per passata 1/3D c.o.c (center over center, cioè centro su centro) si intende un movimento va e vieni diametrale del vetro che hai in mano, sempre centrato sul vetro che sta sul banco, e tale che nel tuo avanti e indietro, debordi in totale di 1/3 del diametro.
    Ad esempio: Per lo specchio diametro 200mm il debordo totale è (200*1/3)= 66mm, cioè 33mm spingendo il centro del vetro che hai in mano di 33mm oltre il centro del vetro che sta sul banco, ed idem tirandolo inietro, suparerai verso di te il centro del vetro sul banco di 33mm, con una corsa complessiva che è di 66mm.

    In genere bisogna vigilare con le passate 1/3D c.o.c, di non debordare nel senso destra-sinistra, più di uno o due centimetri, (quindi lavorando manualmente occorre pensare a un debordo laterale uguale a zero, perchè comunque un poco si deborda sempre ugualmente).
    SE si esagera nel debordare lateralmente, non si ottiene più uno sferoide, ma si supera addirittura la forma parabolica, e bisogna poi fare un sacco di lavoro per tornare a quella sfera che poteva già essere prodotta prima, badando a contenere quel debordo laterale.

    Ovviamente nel fare quei movimenti avanti indietro per tutti i tipi di passate, occorre sempre muoversi cammninando attorno al tavolo a piccoli passi in un senso, e contemporaneamente ad ogni andata e ritorno del vetro che si ha in mano, lo si deve ruotare di una frazione di giro nel senso opposto.
    Il che, col tavolo tondo e alto, è un movimento del corpo continuo e automatico che personalmente prediligo rispetto a quello che occore fare utilizzando un tavolo che non permette di camminarci attorno.

    Con un tavolo da lavoro, o una panca alla John Dobson, che non permette di camminarci attorno, occorre complicarsi un poco la vita contando un certo numero di va e vieni, e poi ricordarsi di girare il vetro che sta sul banco di un angolo equivalente a quello che sarebbe stato un passo attorno al tavolo, e girare il vetro che si ha in mano in senso contrario….e meno posa un vetro per muoverne un altro, e meno si rischia un incidente di rottura.

    I rischi del posare e prendere in mano dei vetri per così tante volte, ci sono, perchè per realizzare un 200F6 mediamente ci vorranno circa centomila corse avanti indietro che durano un secondo, (Io ne ho impiegate 77 mila per realizzare il mio 250F5, che acquistai già sbozzato alla freccia definitiva).

    In tutto poi, quelle centomila passate avanti e indietro da un secondo di durata, fanno solo 28 ore di lavoro ginnico totale. Ma il posare un vetro per girare l’altro una volta (ad esempio) ogni 10 corse avanti indietro, vorrebbe dire fare diecimila movimenti “posa – gira – prendi” che non si fanno se invece si cammina attorno al tavolo.

    Per quanto riguarda invece le passate a W, esse non conservano la perpendicolarità dei centri dei due vetri, ma descrivono uno spostamento di uno di essi nel senso destra-sinistra o viceversa, a disegnare una ipotetica W, e pertanto sono usate quasi solo in parabolizzazione.
    —————————————-
    Fra i nostri articoli ne trovi due sulla passata cordale / scavo della freccia:

    Generazione della profondità e costruzione della focale.

    La passata cordale e l’istinto sensoriale.

    e uno sulla passata 1/3D c.o.c:

    Analisi della passata 1/3D c.o.c. (Tutto quello che c’è da sapere per chi non si ferma al “vai e vieni”)

    :bye:

    • Questa risposta è stata modificata 2 settimane, 3 giorni fa da  Giulio Tiberini.
    #11022

    Giulio Tiberini
    Autore
    • Messaggi 447
    • Offline

    …Ho dimenticato di ricordarti :cry: che prima di iniziare a grattare bisogna fare uno smusso da circa 3mm o più , sui 4 bordi dei vetri

    #11023

    beta.capricorni
    Utente
    • Messaggi 32
    • Offline

    ciao Giulio,
    scusa se rispondo solo ora ma sono parecchio incasinato nei weekend! dunque ricapitolando….. se il testo è in francese peggio ancora! Almeno un po’ di inglese l’ho fatto! per quanto riguarda le passate 1/3 C.o.c. se ben ho capito sono un semplice avanti ed indietro in modo da far lavorare centro su cetro appunto, specchio e utensile in modo da scavare almeno un 95% di freccia con la grana piu grossa (immagino la 80) senza debordare troppo lateralmente. I dischi sono bisellati con il bordo arrotondato di 2/3mm starò attento che durante la lavorazione non vada perso ed in caso lo rinnoverò. I 4 dischi sono proprio belli….. mi spiace sacrificarne anche solo uno, leggevo che è possibile crearsi un utensile in gesso odontoiatrico e bulloni, è valido anche nella fase di creazione della freccia o solo per lavorazioni successive?

    #11024

    Giulio Tiberini
    Autore
    • Messaggi 447
    • Offline

    Il testo francese ha tanti disegni e schizzi molto ben fatti e con didascalie che “fanno vedere” i limiti delle varie corse.

    Hai descritto correttamente come si esegue la passata 1/3D c.o.c Però questa non si usa per lo scavo della freccia, ma solo in tutte le fasi che seguono il suo raggiungimento almeno fino al 98-99%, badando a non debordare lateralmente. (Fasi che sono: Unificazione delle curvature di utensile e specchio per formare la sfera iniziale; Affinatura della superficie con le grane via via più fini; Lucidatura con la pece).

    Per scavare la freccia fino al suo 99%, si usa invece la passata Cordale con qualche passata a “8” (o a infinito), Con la cordale si tiene lo specchio in mano con quella che sarà la faccia riflettente rivolta in giù, e si strofina il suo centro, contro l’utensile, lungo delle immaginarie sue corde di circonferenza, esercitando molta pressione con le mani.

    Ok per i biselli.

    Come vedrai nel filmato di cui al seguente link, nella lavorazione a macchina è utilizzato un utensile in gesso odontoiatrico con annegati dadi d’acciaio esagonali di dimesioni circa M12 (esagono da 19).

    Nella lavorazione a mano non vedrei controindicazioni, perchè nello scavo della freccia si tiene lo specchio in mano e lo si strofina fortemente contro l’utensile che è supportato in piano su tutta la sua superficie posteriore a contatto col tavolo di lavoro. Quindi l’utensile in gesso è sollecitato solo a compressione, come può dare il suo massimo di resistenza.

    Io ho realizzato un utensile in gesso odontoiatrico “nudo” (senza bulloni), solo per rifigurare (quindi col solo uso della pece) uno specchio da 300 mm, e non ho esperiuenza diretta nella sbozzatura a mano.

    Per la realizzazione di un utensile con dadi metallici, puoi guardare il seguente filmato di Gordon Waite dal minuto 6,32 in poi: “Making a steel grinding trool”.

    A commento del filmato posso dire che lo specchio grezzo che lavora Gordon è per un 500F3,3 e gli è stato fornito con la curvatura di freccia realizzata per rammollimento al forno del blank, adagiato sopra una sagoma che immagino metallica, lavorata con la curvatura sferica desiderata.

    Quindi la superficie così curvata non è più da scavare ma solo da unificare al raggio della sfera nelle locali diversità di raggio dovute al procedimento termico.

    Invece per realizzare l’utensile con dadi metallici copiando la curvatura del blank, è interessante notare che Gordon mette sullo specchio un foglio di plastica trasparente autoadesiva con la colla rivolta verso l’alto per tenere fermi i dadi metallici disposti in modo quasi random. Il resto è tutto intuitivo anche a chi non conosce l’inglese.

    Unica attenzione da non sottovalutare, è che il gesso odontoiatrico ha un’alta resistenza meccanica, ma nella colata inizia un riscaldamento proporzionale a tale resistenza che è fortemente esotermico, (forse anche 70°c …perchè non vi si resistono le mani nude a contatto).
    Riscaldamento che dura per tutti i 40 minuti di indurimento completo del gesso. E quel calore concentrato e abbastanza repentino costituise un grande pericolo di rottura, per uno specchio di vetro calciosodico normale (cioè non di pyrex o altro tipo di borosilicato, per sua natura resistente agli sbalzi termici).

    Link al filmato:

    • Questa risposta è stata modificata 2 settimane, 1 giorno fa da  Giulio Tiberini.
    #11026

    beta.capricorni
    Utente
    • Messaggi 32
    • Offline

    Ciao Giulio,
    allora non ho capito nulla, mi rileggo tutto per evitare errori:
    passata cordale per scavare la freccia (per intenderci quella con il centro dello specchio che lavora sul bordo dell’utensile) con 5 movimenti vai-vieni, ruotando intorno al tavolo e girando l’utensile in senso opposto ad ogni gruppo di vai-vieni, per intenderci questa

    fino al raggiungimento del 95% della freccia

    Per quanto riguarda il gesso odontoiatrico userei quello di tipo extraduro (quello marrone per protesi fissa) ma da odontotecnico ti dico che non raggiunge i 70°, forse ti confondi con il rivestimento per la fusione dell’oro (li si superano tranquillamente). io però ho lo specchio piano, con freccia pari a 0 intendo, va bene per scavare la freccia o solo per rifinirla? a cosa servono i bulloni? Vero che eserciti il gesso per compressione ma il gesso occupa il gradino n.2 della scala di Moss.
    Scusa la confusione e le domande da totale neofita…..

    #11027

    Giulio Tiberini
    Autore
    • Messaggi 447
    • Offline

    Ma guarda che bel filmato di Stefano hai trovato! Non ne sapevo l’esistenza.
    Stefano è uno dei nostri del Forum, ed è un bravo grattavetro….ed ha fatto anche quel bellissimo utensile in gesso con annegate le pistrelline di gres!
    E bravo Stefano!

    Si, la passata cordale è quella.
    Il numero delle corse avanti indietro; come anche il passetto attorno al tavolo e la leggera rotazione dello specchio in mano, sono a cadenza libera. Nel senso che fai random come vuoi.

    Io per esempio mi trovo meglio a non contare, e distrarmi facendo un lavoro continuativo, cioè a piccoli passetti giro continuamente attorno al tavolo, ed altreattanto continuamente ad ogni va e vieni ruoto di un poco lo specchio in mano. Sei libero di scegliere quel che ti garba. L’importante è mantenere il random ed evitare ogni ripetizione simmetrica.

    Gesso: Io ho usato del “GC FUJIROCK EP gesso per monconi di classe 4” Questo riportava l’etichetta della confezione da 5kg.
    Era di coloree giallo (5kg 35,90 euro 4 anni fa), l-ho colato su un 300F6 da rifigurare, e mi è andata bene perchè non ho pensato al surriscaldamento e lo specchio in vetro normale da 30mm non si è rotto (tu magari sai che fosse un tipo di quelli che non si surricadano tanto)?

    Anche con lo specchio piano ancora da scavare dovresti andare bene col gesso, perchè l’utensile lavora solo a compressione contro il tavolo, e con la passata cortade si tiene sempre lo specchio in mano.

    Quindi lo sforzo che fai premendogli lo specchio contro, essendo l’utensile ben appoggiato col suo retro sul tavolo, non si rompe sicuramente.
    La paura c’è sempre, e ricordo che io alla fine ho fatto l’utensile spesso 5cm, che su un diametro 300 erano perfino esagerati.

    I bulloni o le piastrelline di gres sono la parte antiusura dell’utensile, perchè il vetro verrebbe subito abraso dal carborundum.
    Quindi un utensile armato di dadi d’acciaio o di gres ha la resistenza desiderata, anche se a contorno di quegli inserti di armatura c’è il gesso grado 2 Mohs.

    Quanto alla resistenza dell’ancoraggio degli inserti sulla superficie dell’utensile, gli inserti in dadi d’acciaio hanno uno spessore maggiore di quello delle piastrelline di gres, e un foro filettato che riempiendosi di gesso rende impossibile lo scollamento che potrebbe succedere alle piastrelline di gres incollate epoxi…(non saprei rispetto a quelle colate direttamente nel gesso.

    Quindi l’utensile con dadi d’acciaio sarebbe particolarmente più duraturo.

    Un consiglio è di non fermarsi al 95% allo scavo della freccia, ma di andare fino al 99%. Quella precauzione troppo “precauzionale”….fa spessissimamente ottenere ai neofiti uno specchio di focale più lunga del desiderato, anche se di poco).

    Non devi scusarti per le domande che fai. E molto meglio farle!.

    • Questa risposta è stata modificata 1 settimana, 5 giorni fa da  Giulio Tiberini.
    #11028

    beta.capricorni
    Utente
    • Messaggi 32
    • Offline

    Si certo, userei anche io gesso di tipo IV per monconi e protesi fissa, è il più duro. A memoria la temperatura raggiunta è tra i 45-55 gradi.pensavo di farlo spessore 30mm per un 20 cm, che dici? I dadi ne ho a bizzeffe da di M8, sono troppo piccoli?
    PS ho acquistato a 15 euro un bidone da olio da 200 litri…. altro piccolo passo….

    #11030

    Giulio Tiberini
    Autore
    • Messaggi 447
    • Offline

    I dadi M8 hanno esagono da 13 e vanno benissimo.
    Penso che 30 sia un buon spessore. La difficoltà sarà trovare una confezione così piccola per la quantità di gesso . Facendo il conto con il peso specifico 2,6 (se è giusto) mi verrebbero 2,5 kg di tuo fabbisogno.
    Anch’io in lavanderia ho un fusto ex olio minerale. Come zavorra ci ho messo 75 mattoni (circa 75kg), e mi serve per conser vare al suo interno “il materiale “….che fa disordine” :scratch: alla mia altra metà del cielo.

    • Questa risposta è stata modificata 1 settimana, 5 giorni fa da  Giulio Tiberini.
    #11032

    beta.capricorni
    Utente
    • Messaggi 32
    • Offline

    2,5kg per colare un disco 200 x 30? No con 2,5 kg ci colavo 100 impronte! Sono odontotecnico anche se non più praticante andrò nel mio vecchio laboratorio a prenderlo

    #11033

    Giulio Tiberini
    Autore
    • Messaggi 447
    • Offline

    Allora sei bell’e pronto! :yahoo: :good:

    #11034

    beta.capricorni
    Utente
    • Messaggi 32
    • Offline

    Mi mancano gli abrasivi che non so dove prendere e in che misure prendere

    #11035

    Giulio Tiberini
    Autore
    • Messaggi 447
    • Offline

    Leggi al seguente link l’articolo con la lista e i quantitativi che ho usato per il mio 250 (ad esclusione della grana 80), della quale te ne servirà penso meno di 1kg:

    Specchio Newton Ø250F5; Diario di realizzazione (1)

    e sulla granulometria degli abrasivi, da uno all’altro vedi:
    https://www.grattavetro.it/abrasivi-per-il-grattavetro/.

    Gli abrasivi io li acquisto sul web in sacchetti da 1kg da “gemmarum lapidator” nel cui sito scrivi nella casella di ricerca “carburo di silicio” e vai.

    Se a video mancasse una grana, chiedi la disponibilità per telefono o e-mail, perchè di solito ce l’hanno.

    Allo stesso modo potrai fare quando cercherai l’ossido di cerio (ne bastano meno di 250grammi).

    PENSIERINI:
    1) Purtroppo conoscere le quantità di carburo di silicio necessarie non può essere di utilità, perchè sono vendute in sacchetti da 1 kg, che è una quantità via via maggiore dell’uso che ne farai, specie con le grane fini (vedi le quantità usate per il mio 250 sull’articolo di cui sopra).

    2) La mia serie di abrasivi è finalizzata a dimezzare il diametro della grana dalla precedente alla successiva, in modo da ottimizzare il lavoro ed anche poter agevomente vedere con una lente, e poi col microscopio, la scomparsa dei crateri precedenti. (Se le grane sono poco differenti fra loro, anche l’apprezzare la scomparsa dei precedenti che indica il cambio della grana, diventa difficile).

    3) Scegliere una grana più fine ti fa lavorare di più ma dal punto di vista pratico va bene ugualmente;
    4) sceglierne una meno fine ti fa lavorare di meno ma poi lavorerai di più con quella dello step successivo.

    • Questa risposta è stata modificata 1 settimana, 5 giorni fa da  Giulio Tiberini.
Stai vedendo 15 articoli - dal 1 a 15 (di 29 totali)

Devi essere loggato per rispondere a questa discussione.