REALIZZAZIONE DI UNO SPECCHIO PARABOLICO 410 mm f/4.5 – PARABOLIZZAZIONE
Dopo aver portato lo specchio alla sfera, è arrivato il momento della parabolizzazione, che per molti aspetti è forse la fase più delicata di tutto il processo.
Dopo aver portato lo specchio alla sfera, è arrivato il momento della parabolizzazione, che per molti aspetti è forse la fase più delicata di tutto il processo.
La lavorazione dello specchio è stata eseguita con una macchina di tipo mirror-o-matic, caratterizzata da un piano rotante e da un braccio oscillante sul quale è fissato l’utensile.
In questi capitoli descriverò le fasi che mi ha portato alla realizzazione di uno specchio parabolico da 410 mm f/4.5, concentrandomi innanzitutto sulle fasi che mi hanno portato a realizzare una buona superfice sferica
A proseguimento del precedente articolo (Raffreddamento specchio telescopio) riporto i risultati di alcune simulazioni fluidodinamiche condotte su un volume di controllo pari a quello contenuto all’interno del box del primario.
La fase successiva a quella di progettazione e determinazione dell’opportuna posizione dei vari setti lungo il cammino ottico, consiste nella realizzazione vera e propria degli elementi schermanti. Quanto detta fino ad ora, risulta particolarmente facile da applicare al proprio telescopio, se lo studio per il posizionamento dei setti è stato fatto in una fase di
POSIZIONAMENTO DEI SETTI Setti nel tubo principale: Una volta stabilita la lunghezza del tubo, si può iniziare a determinare dove dovranno essere collocati i setti interni, per riuscire a bloccare la luce off-axis entrante nel telescopio, e riflessa o diffusa dalle superfici interne, prima che questa posso arrivare sullo specchio primario o sul piano focale.
Uno degli aspetti su cui si può intervenire per incrementare le prestazioni di un telescopio, è quello legato al fenomeno indesiderato della luce diffusa, dovuto alla riflessione della radiazione che proviene da sorgenti esterne da parte delle superfici che precedono il rivelatore del telescopio (o dell’oculare), che sono caratterizzate da una certa rugosità superficiale (da
La questione materiale da adottare per la costruzione di uno specchio per telescopio è alquanto affascinante. Se si parte da un’ipotetica domanda iniziale (di cui non conosciamo a priori la soluzione) che è: se si deve costruire uno specchio per un telescopio, di che materiale è più conveniente farlo? La risposta più ovvia e scontata che
Per ottenere delle buone frange di interferenza, per il controllo delle superfici ottiche, tramite il cosiddetto “test plate”, è necessario disporre di un’ apparecchiatura che consenta di illuminare uniformemente, con una luce monocromatica, i due vetri sotto esame e di reindirizzare l’immagine risultante verso l’apparecchio di acquisizione o verso l’osservatore. Il dispositivo in se è
Collimare un collimatore laser
Una delle attività che ogni astrofilo dovrebbe eseguire sul proprio telescopio, per poter usufruire di uno strumento performante, è la collimazione delle ottiche. Per far ciò esistono diverse tecniche, che sfruttano dispositivi vari, come un porta rullini forato o un collimatore Cheshire o un autocollimator o tramite lo Star Test, oppure utilizzando un collimatore laser.
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