Costruire un Cassegrain

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Questo argomento contiene 97 risposte, ha 6 partecipanti, ed è stato aggiornato da  geminimac 2 mesi fa.

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  • #9406

    geminimac
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    Ecco i risultati raggiunti

    #9408

    Giulio Tiberini
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    Direi che in qualunque modo sei su una buonissima strada.
    Io parlo per me, e reputo che scavata la freccia e con una superficie che mi pare sicuramente buona, e comunque da rendere sferica, (più o meno come sarebbe avvenuto anche se tu l’avessi otenuta con le corse cordali e l’utensile a pieno diametro).
    Io vedrei una prosecuzione con un utensile a pieno diametro o quasi, che è l’unico metodo tecnico sperimentato e collaudato, che applicando le corse 1/3D centro su centro, (e non debordando sul destra-sinistra), garantisce la realizzazione della sfera quando a vista sia sparita la bolla d’aria fra i due vetri.
    E tutto questo senza bisogno di controlli che inizieranno solo da quel momento in poi.

    #9409
    Massimo Marconi
    Massimo Marconi
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    Bene Luca, mi sembra che stai facendo un buon lavoro ! :good:
    Sono d’accordo con Giulio, quella che ha consigliato è sicuramente la strada migliore per avvicinarsi ad una sfera accettabile in riferimento alle ristrettissime tolleranze ottiche.

    Per quanto riguarda la sorgente luminosa del tester di Ronchi, un semplicissimo led svolge egregiamente la sua funzione, l’importante è che abbia una fessura davanti la cui larghezza sia paragonabile allo spazio tra due linee del reticolo utilizzato per il test. Per un reticolo da 4 linee/mm ( 4 nere+4 trasparenti ) lo spazio tra due linee è di 0,125 mm.

    Conoscere con esattezza il numero delle linee/mm del proprio reticolo è molto importante nel caso in cui si voglia confrontare il proprio test con un software di simulazione.

    #9415

    geminimac
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    @Giulio/Massimo

    Grazie mille! :good:
    Faccio tesoro dei vostri consigli e proseguo il lavoro con l’utensile quasi a pieno diametro e corse 1/3 di diametro centro su centro…vediamo cosa succede tra qualche giorno!
    Se il buco centrale non è molto profondo in breve dovrei vedere già buoni risultati…

    A presto!

    :bye:

    #9425

    geminimac
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    Dopo alcune sessioni di lavoro pare il difetto stia pian piano scomparendo…
    Adesso è rimasta una piccolissima traccia vediamo se scompare del tutto durante la lucidatura :good:

    :bye:

    #9426
    Massimo Marconi
    Massimo Marconi
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    Luca, se stai avendo buoni risultati ed il difetto sta scomparendo, aspetta prima di passare alla lucidatura, anche perchè lavorando in lucidatura con pece ed ossido di cerio, ad ogni sessione gratterai una infinitesima quantità di vetro, grossomodo un centinaio di nanometri per seccata, ed eliminare completamente un difetto generato con gli abrasivi diventa molto lungo e laborioso.

    Segui con attenzione quello che dice Giulio:

    …garantisce la realizzazione della sfera quando a vista sia sparita la bolla d’aria fra i due vetri.
    E tutto questo senza bisogno di controlli che inizieranno solo da quel momento in poi.

    in pratica bisogna insistere fino a che la bolla d’aria centrale non sparisce, lasciando il posto a numerose bollicine sparse uniformemente tra i due vetri.

    immagine a piena risoluzione

    Nell’ immagine a sinistra, la bolla d’aria centrale, si è frantumata in tante piccole bolle , che stanno ad indicare che le due superfici sono molto prossime fra loro.
    nell’immagine a destra, le bolle si sono ulteriormente frammentate in bollicine ancora più piccole e più uniformemente sparse, il che sta a significare che i due vetri sono a contatto lungo tutta la superficie: Questo è il momento in cui si può e si deve passare alla lucidatura perché, come dice Giulio, quelle piccole bolle uniformemente distribuite ci dicono che siamo davanti a due buone sfere , senza bisogno di alcun test !

    Infatti, l’unica figura geometrica ( non piana ) che permette di mantenere sempre in contatto due superfici comunque le si muovano l’una sull’altra, è la sfera.

    L’assenza di bolle d’aria durante il movimento specchio/utensile è perciò possibile solo se le due superfici sono sferiche, senza bisogno di alcun test aggiuntivo.

    #9428

    geminimac
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    Quindi continuo fino a che non scompare del tutto… :good:
    La cosa che mi lascia perplesso è che se ci passi sopra la mano il difetto non lo si avverte per niente… :negative:
    Possibile che ci voglia così tanto a cancellarlo?Sto comunque usando la grana 150 che non è poi così fine!

    Grazie Massimo!

    :bye:

    #9565

    geminimac
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    Dopo ripetuti tentativi finalmente credo di aver cavato una sfera…forse anche una parabola!
    Dico forse perché non ne sono sicuro è solo una mia teoria da verificare, mi baso su quello che ho imparato in questi mesi di grattavetro, un po’ mi viene suggerito dalle misure che mi ritrovo, misure ottenute accidentalmente o per botta di c..o tentando di cancellare un difetto che persisteva nella zona centrale dello specchio, e un po’ per l’immagine della fonte di luce che vedo riflessa.
    Posizionandomi alla giusta distanza che più o meno coincide con il raggio di curvatura dello specchio mi ritrovo impressa la fonte di luce che abbraccia per intero tutta la superficie e la vedo senza zone distorte, in poche parole una lampada ingrandita…se mi allontano superando il raggio di curvatura la fonte si rimpicciolisce ma resta sempre costante in ogni punto della lente…
    Osservando la lente del piccolo telescopio che ho a casa succede la stessa cosa, l’immagine riflessa resta uguale in tutti i punti della lente, costante!
    Ho letto anche questo articolo che fa riferimento alla caustica di riflessione e bene o male confermerebbe anche quello che dico sull’immagine riflessa da una parabola e da una sfera, senza volerlo ho scavato la lente come indicato nel punto B.
    Dico un’eresia?!
    Il prossimo passo adesso è lucidarlo…mi metterò all’opera (salvo imprevisti) la settimana prossima…
    Devo principalmente ringraziare Giulio e Massimo che con il loro supporto e consiglio mi hanno dato le giuste dritte per arrivare alla meta!

    :bye:

    #9567
    Massimo Marconi
    Massimo Marconi
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    Bene dai… avanti con la lucidatura :good: la forma effettiva dello specchio potranno dirtela solo i test, le differenze tra parabola e sfera sono talmente piccole che non sono minimamente percettibili visivamente. Il fatto che si formi una immagine definita sul piano focale ( sul raggio di curvatura ) è un buon segno per una probabile sfera, ma da ora in avanti serviranno misure e valutazioni “nanometriche” che solo il Ronchi e Foucault potranno darti per levarti ogni dubbio. :good:

    #9570

    geminimac
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    :good:
    Mi devo organizzare per un possibile Ronchi/Foucault così testerò ammodo lo specchio… B-)

    :bye:

    #10658

    geminimac
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    Ciao ragazzi buon anno,

    sono diversi mesi che non aggiorno il 3D, tuttavia lo sviluppo della lente é andata avanti anche se un pò a rilento.
    La superficie dello specchio è stata lucidata con grana 800, ho eliminato quasi tutti i segni derivati dalle grane precedenti, alcuni righi sono ancora presenti, 2 o 3 i più brutti ingrandimento 100x:

    uno

    due

    ho usato questo microscopio:

    cinque

    per quanto riguarda invece la forma sferica i risultati ottenuti sono questi:

    tre

    questo test di Ronchi è stato eseguito utilizzando un reticolo di linee che io stesso ho realizzato usando un filo di nylon avvolto attorno ad un quadretto di legno

    quattro

    mi rendo conto che il Ronchi che vi presento non osserva perfettamente i canoni richiesti ma non riesco a fare di meglio, la luce utilizzata è quella Led dello smartphone, ho provato altre fonti di luce ma il risultato è stato davvero pessimo…

    Da quello che si evince dalla foto del test si capisce benissimo che non sono davanti ad una sfera, ci sono molte imperfezioni da correggere, per questo mi chiedevo se passando allo step successivo utilizzando l’utensile di pece quasi tutto diametro con l’ossido di cerio riesco a correggere la superficie sia per la sfericità che per i segni rimasti.

    Grazie

    :bye:

    #10664

    Giulio Tiberini
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    Ciao Geminimac.

    Nelle due immagini con le quali mostri i segni ancora presenti sullo specchio, vedo una maggioranza di rigature, la cui larghezza (considerando l’ingrandimento a 100x) sembrerebbe compatibile con la dimensione della grana 800.
    Il problema è che sono righe, e le righe sono assai più difficili da eliminare dei semplici crateri.

    Sono quindi andato a rileggere i tuoi post precedenti, e ho capito che avevo dimenticato che il tuo modo di scavo (quantomeno quello iniziale), non faceva uso dell’abrasivo in polvere, e da quelle immagini infatti sembrerebbe quasi che tu stia ancora usando carta abrasiva 800 forse appiccicata al tuo attuale utensile, invece della polvere di abrasivo.

    L’abrasivo in polvere scava il vetro molto più efficientemente perchè i chicchi taglienti rotolando scavano in una miriade di crateri puntiformi, proporzionali al diametro del chicco. Mentre la carta abrasiva ti complica la vita perchè non permette il rotolamento dell’abrasivo, e produce lo scavo molto più faticosamente e con infinite righe di profondità diversa assolutamente più difficili da far scomparire come lo sarebbero una miriade di crateri tutti ben allineati a formare una riga, e non dispersi casualmente.

    L’uso di un utensile a pieno diametro, o quasi pieno diametro è l’unico modo che garantisce di ottenere una sfera uniforme, a patto di utilizzare abrasivo in polvere. O quantomeno, questa è la strada che viene suggerita dai testi redatti da gente del mestiere.
    Mentre è l’effetto lucidante che è ottenuto dal bloccaggio dell’abrasivo nella pece; Ma si tratta di tutt’altra azione fisico-chimica a livello quasi molecolare, dovuta al calore sviluppato dall’attrito, dalla pece di giusta cedevolezza, dagli ossidi metallici del’agente lucidante, e dal fatto fondamentale che il vetro è un materiale di viscosità infinita… ma solo alla temperatura ambiente.

    L’immagine della intera superficie, al di là della sua forma non circolare, mi parrebbe di capire che mostri uno scavo con rialzi (cioè rilievi) lasciati impressi ripetutamente in posizioni diverse sul vetro, dalla sua cedevolezza che si mostra minore lungo dei probabili longheroni a forma di X (forse facenti parte del tuo piatto rotante), che in quella fase di lavorazione sostenevano lo specchio in quelle diverse zone, portando a scavare di più nelle zone adiacenti.

    Con tutto ciò non c’è mulla di irrimediabile nel tuo specchio al momento attuale. Ma a mio avviso dovresti trovare un metodo che non ti allontani troppo dalla ortodossia del modo di lavorare comune e convenzionale. Non c’è nulla di male a sperimentare. Salvo che la sperimentazione può diventare un “lavoro incerto dentro un lavoro non ben conosciuto”, allungandoti enormemente la strada per raggiungere la meta.

    #10666

    geminimac
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    Ciao Giulio,

    nella posizione attuale la strada più breve per procurarsi un utensile quasi tutto diametro quale potrebbe essere?
    Ovviamente fare un calco della lente con la pece senza aggiungere cera d’api o olio di lino usando l’abrasivo 800 non funziona vero?
    Da qualche parte ho letto che la sola pece risulta essere un composto molto duro.

    Per quanto riguarda il test di Ronchi come posso realizzarne uno fatto bene?
    Quello fatto da me fa davvero schifo…il più brutto Ronchi della storia!
    Forse potrei riprovare il test usando la luce Led del microscopio 100x…
    Appena ho tempo in questi giorni riprovo :yes:

    Grazie

    :bye:

    #10667

    Giulio Tiberini
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    Per quanto riguarda il test di Ronchi non ti so consigliare bene per condividerne immagini, perchè io l’ho usato in visuale ma molto raramente perchè preferisco il Foucault.

    Quanto all’utensile: Potresti colarne uno classico in gesso da dentista, sullo specchio coperto da stagnola e bordato con una striscia di cartone per fare da contenutore. Oppure porvare a colarlo in colla da piatrellista (che se è di marca dovrebbe avere la stessa robustezza, ma è da verificare perchè è una mia idea di prova futura ma non ancora sperimentata, col vantaggio rispetto al cemento di avere una granulometria molto più fine e simile a quella di quel gesso speciale).

    Poi si incollano con epossidica sulla faccia che copia la curvatura dello specchio, delle piastrelle di gres, badando a non creare simmetrie (cioè nel centro dell’utensile non deve trovarsi il centro di una piastrella quadra, oppure un canale fra file di piastrelle). Per l’asimmetria vanno anche bene pezzi di vetro irregolari ma separati da non troppo spazio (5 o 10mm), però il vetro si consuma molto più velocemente del gres.

    Nel caso del gesso (ogni marca ne ha due o tre di diversa durezza e di solito di diverso colore) occorre stare attenti perchè più è duro il gesso prodotto, più alta è la temperatura che raggiunge in fase di indurimento nei 30 minuti che seguono la colata, e potrebbe rompere lo specchio. (Certi gessi vanno anche oltre i catastrofici 100° se non si preriscalda lo specchio…ma si tratta sempre di operazioni pericolose)
    Il gesso che ho usato io non mi ha creato problemi, ma altri con altri gessi molto duri hanno subìto la rottura del vetro.

    L’utensile in gres o in vetro può poi essere guarnito con la pece per la lucidatura e parabolizzazione.

    Quanto all’utensile di pece, serve solo per lucidare e parabolizzare dopo che la superficie è già sferica, perchè l’abrasivo intrappolato e non in grana libera, non asporta che nanometri e non riusciresti a correggere la curvatura per realizzare la sfera.
    Devo dire che anche la grana 800 è già troppo fine e potresti dover tornare alla 500 (ovviamente senza pece) o qualcosa meno.

    La pece greca (Colofonia) è dura e rammollisce ma a temperature oltre i 100°, che non puoi mai raggiungere per attrito in fase di lavorazione. E la pece serve proprio perchè deve cedere leggermente e con continuità in fase di lavorazione, perchè se troppo molle non lavora e se troppo dura imprime errori zonali.

    Quindi essendo la pece un prodotto naturale è sempre diversa di caratteristiche, e deve essere trovata una ricetta per la giusta cedevolezza alla temperatura ambiente, che ottieni sperimentalmente aggiungendo olio di lino e/o cera d’api, e/o trementina.

    Una soluzione alterantiva più tranquilla è acquistare un pane di pece nera Gugolz gradazione 55 (per temperature di ambiente di lavoro di 20°) o gradazione 63, per temperature si ambiente di lavoro di 25°.

    #10669
    Massimo Marconi
    Massimo Marconi
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    Ciao Luca, non ho capito cosa intendi con “La superficie dello specchio è stata lucidata con grana 800″…
    Voglio dire se:
    1- la superficie è ancora in fase di smerigliatura con la grana 800 ed utensile “rigido”
    2- la superficie è in fase di lucidatura con ossido di cerio ed utensile di pece.

    -nel primo caso il test di Ronchi non può essere eseguito in quanto la superficie non è riflettente.
    -nel secondo caso il problema è nella corretta realizzazione del tester.

    se ( e solo se ) la superficie è lucida e riflettente, allora bisogna ottimizzare il tester, trovando prima di tutto l’esatto dimensionamento della fessura davanti alla sorgente luminosa, senza la quale il test non può produrre risultati leggibili.
    Una regola empirica dice che la dimensione della fessura non deve superare la distanza tra due linee del reticolo, vale a dire per un reticolo da 4 linee/mm, la dim. massima della fessura è di 0.125 mm

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