Costruire un Cassegrain

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Questo argomento contiene 178 risposte, ha 6 partecipanti, ed è stato aggiornato da Avatar Giulio Tiberini 1 mese, 3 settimane fa.

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  • #10676
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    geminimac
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    @Giulio
    Mi pare quindi di capire che non ho scelta,devo abiurare il mio modo di scavare il vetro?Il problema è che se torno alle grane precedenti tenderò nuovamente a segnare la superficie…questo comporterà altro tempo. :wacko:
    Sei sicuro che se procedo con la 800 non risolvo?
    Devo per forza tornare alla 500?
    La soluzione della pece Gugolz eviterebbe l’utensile in gesso/colla?
    Sicuramente non voglio rischiare la rottura del vetro quindi eviterò il calco in gesso…potrei provare la colla da piastrellista!

    @Massimo

    attualmente il vetro è nella fase 1, se il test fosse stato idoneo avrei sicuramente preparato l’utensile con la pece…a quanto pare devo tornare indietro.
    Per il test riprovo in questi giorni stando bene attento all’apertura della fessura!
    Perché sostieni che il test nella fase 1 non si possa fare? :scratch:
    Ti posso assicurare che la superficie è talmente liscia da riflettere anche una luce molto fioca. ;-)

    Grazie

    :bye: :bye:

    #10677
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    Giulio Tiberini
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    Cambiare non è obbligatotio, e potresti ben continuare così, per vedere sperimentalmente se nel prosieguo del lavoro riesci a migliorare la superficie multi astigmatica che ora hai al posto di una semplice sfera.
    Calcola che una sfera è facile da realizzare con le modalità di lavoro standard che fanno uso di un utensile rigido a pieno diametro, con abrasivi in polvere, usati a umido, mentre un lavoro a secco è pure pericoloso per il rischio silicosi causato da nociva inalazione di polverino di vetro.

    Se vedrai che non ce la fai a realizzare la semplice sfera col tuo metodo, avrai tempo e modo di cambiare, fabbricandoti un utensile a pieno diametro, per colata sulla curvatura del tuo attuale specchio.

    Ovvio che se tornerai sulla via realizzativa ortodossa e standard, percorsa da migliaia di persone negli ultimi duecento anni, sarai come loro facilitato a raggiungere l’obiettivo.

    In quel caso, per realizare la sfera, sull’utensile dovrai incollare le famose piastrelline di gres, oppure i pezzi di vetro, ed usare a umido l’abrasivo in polvere.

    La soluzione della pece Gugolz non eviterebbe la fabbricazione dell’utensile in gesso/colla, perchè la pece richiede comunque la sua unstallazione su un utensile, dopo che la sfera è stata prodotta, per lucidarla.

    #10679
    Massimo Marconi
    Massimo Marconi
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    Si Luca, il grado di levigatura generato dalla grana 800 purtroppo non è sufficiente per una corretta riflessione. Se osservi con il tuo microscopio la superficie vedrai comunque dei piccolissimi crateri i quali hanno ancora dimensioni superiori alla lunghezza d’onda della luce, questo significa che l’onda luminosa incidente sul vetro viene riflessa in più direzioni. Per questo motivo non è possibile fare il test di Ronchi, in quanto la luce riflessa è luce diffusa, mentre a noi serve che la riflessione avvenga nel piano focale per studiarne le caratteristiche.
    Quando il vetro sarà lucido a tal punto da poterci vedere la propria immagine riflessa, allora sarà possibile eseguire il test di Ronchi, ma questo non potrà avvenire prima del passaggio all’ossido di cerio con utensile di pece.

    #10755
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    geminimac
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    Hola foro,

    estos días me hicieron varios intentos para corregir el astigmatismo superficial múltiples que me encuentro después de meses de trabajo, por desgracia, el resultado no fue el mejor, Creo que depende de la herramienta en uso, demasiado pequeño!
    Así que decidí crear una nueva herramienta mucho más grande (diámetro 35 cm), casi tanto como el tamaño del espejo utilizando como materia prima la madera con un espesor de al menos 2 cm.

    utensile

    Traté de moldear este soporte de madera frotando sobre la superficie del espejo que he cubierto con el papel de lija (obviamente antes de realizar esta operación prefería pasta sobre el espejo una capa de tipo de papel de superficie que la impresora que tiene un espesor de aproximadamente 2 décimas de milímetro con el fin de evitar posibles arañazos), Empecé con el grano 40 hasta entonces para terminar con 400, la obtención de una superficie muy lisa y adherente como sea posible.
    La herramienta parece bien administrado, si se basa en el espejo es una especie de efecto de succión, se pega completamente a la copa.
    Traté entonces de atacar la herramienta con papel de lija de cola en spray para que se adhiera al soporte tanto como sea posible y tener una mayor precisión en el formulario.
    Gia desde los primeros minutos de trabajo se pueden ver piezas de vidrio más opacos en diferentes áreas, Probablemente el cristal en esa parte de ellos apareció más alto (Creo).
    Si lo hiciera un buen trabajo con la herramienta debe ser capaz de corregir el astigmatismo de la bola, No tengo ni idea de cuánto tiempo me sirva para enderezar la superficie, El punto delicado es que he vuelto a un grano grueso más (400)tal como había sido sugerido por Giulio.

    pesi

    Dadas las dimensiones de la herramienta que necesito para utilizar el peso para ejercer una presión firme en el trabajo así coloqué los discos desde el gimnasio encima de la herramienta, carreras de realizar 1/3 COC que resulta ser la técnica más clásica para la obtención de una buena forma esférica y corregir los defectos.
    Veremos cómo evoluciona todo.

    Nos vemos luego
    :Adiós:

    #10756
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    Giulio Tiberini
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    Hello geminimac.
    I would say good. In the sense that the choice to carry out a full-diameter tool is the first step to ensure a spheroid sufficiently uniform.
    Secondo me sarebbe stato un poco meglio realizzare l’utensile veramente a pieno diametro e non più grande, (or once the difficulties of realization exceeded, resize it to the full diameter) because in achieve a greater diameter it is more difficult to get to have the same curve up to the edge, che fra l’altro è la zona con la tolleranza di lavorazione finale più ristretta, that is, 68,75 millionths of a millimeter.

    Comunque confido che il pluri astigmatismo scomparirà con l’uso del tuo utensile. If not you can always reduce its diameter to that of the mirror.

    Credo inoltre che uno dei tuoi problemi sarà quello dell’uso della carta abrasiva invece della polvere abrasiva. Perchè la carta abrasiva “fa le righe”, while the abrasive powder makes the craters, that are more than a million times easier to eliminate in order to obtain the smooth surface to the degree necessary.(…seen those crazy infinitesimal tolerances).
    Another problem is that the abrasive paper abrade only a surface at a time: That is, if the mirror is fixed, abrade solo l’utensile, e viceversa se è applicata all’utensile abrade solo lo specchio…Mentre per avvicinarsi alle tolleranze di quei pochi milionesimi di millimetro occorre usare l’abrasivo in polvere, che abrade l’una e l’altra superficie contemporameneamente rendendole una e l’altra complementari e identiche.

    As I said, the experimental road is not absolutely forbidden, but it is longer and absolutely insecure.

    If you decide, you can always “return to the fold” experienced the classic method and, cutting the tool to the mirror diameter; then paint it all epoxy, and finally glue on its work surface, always with epoxi, a lot of glass plate pieces, in a disorderly way and without large “holes”. And finally converting you to the use of wet abrasive powders, all that will securely uniforms the two surfaces, leaving on the mirror roughness but not rows of craters.

    (Always keep in mind that a “line” (ie a groove) long even if only one centimeter (that is 10000 microns), left on the glass from dragging of grit sandpaper 800 (which has an average diameter of 20 microns), creates a defect at least (10000/20)= 500 times more difficult to remove than the single crater left by an abrasive grain that affects disorderly. While a row instead makes one big injury comparable to a long and ordered sequence of craters).

    #10765
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    geminimac
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    Dunque l’utensile che ho realizzato (35 cm) e più piccolo del diametro specchio che conta 41 cm…forse ti sei confuso ma non fa niente (o forse ho capito male io).
    Intanto provo a correggere l’astigmatismo in questo modo poi vedrò se cambiare strada.

    Secondo te se utilizzassi l’ossido di cerio con l’utensile di pece consumerei più superficie di quanto farebbe la carta abrasiva 800?

    grazie

    a presto
    :bye:

    #10766
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    Giulio Tiberini
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    Ah giusto! Si scusami. Mi confondevo con un 300.

    No, credo che l’ossido di cerio gratti comunque molto poco perchè ha una grana di pochi micron, mentre la 800 è più grossolana, e quindi scava meglio.

    #10768
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    geminimac
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    Thanks
    :bye:

    #11497
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    Giulio Tiberini
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    6/8/19, Rimesso in visibilità tutte le immagini cui era variato il server di postimage

    #11501
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    geminimac
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    Bene grazie :good: :bye:

    #11679
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    geminimac
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    Ciao Forum!
    Dopo svariati mesi di duro lavoro faccio il punto della situazione.
    Come scritto in post precedenti ho creato un utensile (35 cm di diametro)plasmato a forma dello specchio in questione(41 cm).
    Ho provato a cancellare dalla superficie le zone multi astigmatiche come mostrato in foto precedenti con corse 1/3D centro su centro.
    Il lavoro di smerigliatura non è stato fatto esattamente con i metodi tradizionali richiesti (cioè polvere abrasiva corindone), bensì usando della carta abrasiva attaccata all’utensile, sono arrivato a lavorare la superficie con grana 1000.
    Adesso lo specchio si presenta molto opaco, invece prima durante la lavorazione grana 800 era molto lucido, la superficie rifletteva sufficiente luce da farmi accennare un test di Ronchi.
    Quindi ho bisogno di passare alla lucidatura sperando di non dover poi tornare nuovamente alla smerigliatura.
    Per il passo riguardante l’utensile di pece ho provato a crearne uno colando la pece su un supporto in alluminio da 1 cm di spessore, dovrebbe essere sufficiente a non farlo deformare durante la lavorazione (anche se non sono sicuro che vada bene visto che l’alluminio è un metallo che risente facilmente dei cambi di temperatura).

    utensile

    Comunque sia devo ancora decidere per la durezza finale da dare alla pece.
    Ho fatto un mix di colofonia + trementina(per provare), non ho preso in considerazione la cera d’api.
    Risulta indispensabile aggiungere la cera d’api al mix o va bene anche solo la trementina per dare la giusta consistenza all’impasto?
    Mi sono letto un post dove viene indicato il test dell’unghia per stabilire la durezza dell’impasto ma non ho capito bene di cosa si tratta. (Suppongo si debba segnare la superficie della pece con l’unghia?)
    Qui alcune foto con ingrandimenti 100X che fanno vedere la superficie nella parte centrale e sui lati.

    centro

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    #11681
    Massimo Marconi
    Massimo Marconi
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    Ciao Luca, bentornato ! Riguardo alla carta abrasiva al posto del Carburo di silicio non saprei che dire, non l’ho mai usata ma le perplessità che diceva Giulio qualche post fa sono un po’ anche le mie… :unsure:
    Per la patina di pece invece, credo che noterai subito la mancanza della cera d’api in quanto l’attrito che si svilupperà a contatto con il vetro sarà con ogni probabilità eccessivo.
    Il giusto Mix di componenti è una ricetta delicata, che funziona in un determinato range di temperature.

    Però ti capisco, anche io ho sempre avuto un approccio un po’ “sovversivo”, per non dire ” talebano” alle tecniche consolidate di lavorazione, in qualche caso mi ha portato ad intuire nuove strade che poi si sono rivelate efficaci, ma nella maggior parte delle situazioni, avrei fatto meglio a dare ascolto ai testi che tutti conosciamo :yes:

    Perciò il mio consiglio è di provare ( in inverno ) una patina con c’era d’api (35-40 %), colofonia (60-65%) , trementina (poca, meno di un cucchiaio ) e anche olio di lino ( un tappino scarso della confezione ), vedrai che lavora molto meglio ed in tempi più rapidi !

    #11682
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    geminimac
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    Ciao Massimo,

    per quanto riguarda la patina di pece le percentuali che mi consigli potrebbero andare bene anche se la temperatura ambientale fosse intorno ai 20°/23°?
    Penso di lucidare lo specchio in un ambiente con queste caratteristiche.

    Non ne vado particolarmente fiero del metodo scelto. :negative:
    Inizialmente credevo fosse una strada rapida quella scelta da me ma invece mi sono dovuto ricredere anche perché ho incontrato svariati problemi un po’ per la mia disattenzione al lavoro svolto e un po’ per mancanza di esperienza.
    Sicuramente in futuro adotterò delle pratiche più convenzionali.

    P.S.
    In bocca al lupo per lo sviluppo del tuo nuovo progetto! :good:

    #11683
    Massimo Marconi
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    Grazie Luca :good:
    La temperatura che avrai nel tuo ambiente di lavoro è ottimale, credo che puoi provare con le quantità 65-35 per pece e cera d’api, sempre con le quantità minime di trementina e olio di lino.
    Comunque io farei una prova prima di colare la fusione sull’utensile.
    La “prova dell’unghia” è molto immediata, si può fare anche su un piccolo campione della fusione senza dover per forza costruire prima l’utensile.
    Basta riuscire a lasciare il solco dell’unghia sulla patina, facendo un po’ di pressione per alcuni secondi.
    Si deve vedere il solco generato ma allo stesso tempo la superficie della patina non si deve deformare o cedere sotto la pressione.
    Se oltre all’impronta dell’unghia, c’è un cedimento è ovviamente troppo morbida, va ridotto il quantitativo di trementina ed in seconda battuta, quello della cera d’api ( oppure si aggiunge più colofonia )
    Se invece ci si spezza l’unghia, ma del solco nemmeno a parlarne :-) allora si aggiunge trementina e c’era d’api.

    L’olio di lino aumenta e uniforma la scorrevolezza su tutta la patina senza limitare troppo l’attrito che è necessario, ma va usato con cautela.

    #11684
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    geminimac
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    Bene Massimo,

    non mi resta che provare e poi decidere sul da farsi.
    In questi giorni proverò le percentuali consigliate e poi ti faccio sapere.

    Grazie :good:

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