Primario Cassegrain RC 300

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Questo argomento contiene 142 risposte, ha 6 partecipanti, ed è stato aggiornato da Avatar Giulio Tiberini 5 anni fa.

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  • #5743
    Massimo Marconi
    Massimo Marconi
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    Grazie Giulio, speriamo di arrivare in fondo anche se non in modo memorabile, almeno in modo soddisfacente.

    Problema Foucault, chi meglio di te può aiutarmi a risolvere questo dubbio:

    Abbiamo una focale molto corta, modificando il tester in slitless avremo sicuramente dei vantaggi ma non tali da permettere una lettura certa delle zone d’ombra.
    Come già era successo sul f3.8, anche se non in modo predominante, le zone (7 in questo caso, equivalenti a 9 di uno specchio non ostruito con 110 mm di secondario) nella maschera non avranno, a causa della curvatura elevata, un oscuramento uniforme, la parte esterna di una stessa finestra non si oscura in simultanea con la parte interna.
    Questo aspetto sarà sicuramente più accentuato in questo f2.6, la domanda è: come ci si comporta ?
    In altre parole, si cerca di valutare l’oscuramento in contemporanea nella zona intermedia delle finestre ?

    Va bene che dobbiamo cercare di avvicinarci ad una superficie corretta di lambda/4 per poi procedere con il test della caustica, ma il rischio di non riuscire ad interpretare foucault è reale…

    #5746
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    Giulio Tiberini
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    Bene Massimo. In effetti uno specchio F2,6 credo che col Foucault dia del filo da torcere, visto che ne dà già un “normale” F5. Sicuramente la valutazione delle zone centrali delle finestre è già quel che è consigliabile in pratica fare in modo molto critico, per valutare col Foucault.

    In questi giorni, volendo capire meglio il funzionameno del test della caustica, che dovrebbe essere l’ideale per le focali cortissime, ho usato come cavia il mio 250F5, dopo aver modificato (assai arditamente) il mio tester.
    L’ardimento è dovuto alla costruzione di una nuova slitta ortogonale aggiunta sopra il carrello con la lama di Foucault.
    La nuova slitta ha il grande vantaggio di essere a costo zero, e meccanicamente per sua natura leggerissima affidabile, scorrevolissima e assolutamene priva di giochi, e permette una corsa di 35mm (tanto è larga la superficie scrivibile di un CD-ROM), cioè tanti mm come è richiesto muoversi al diodo laser che deve “scrivere” con precisione micrometrica le microscopiche tracce di un CD-ROM.

    Infatti la qualità della slitta è adeguata, avendola io smontata da un CD-ROM driver prelevato da uno dei tre raccattati gratuitamente alla discarica tecnologica dell’area ecologica dei rifiuti del mio paese.
    Il carrello è spinto da un micrometro ed è dotato di colonnina con all’apice l’unico oculare con reticolo che possiedo (è un oculare ex microscopio), ma che ha una focale di ben 31mm (fornisce solo 8 ingrandimenti) quando invece servirebbe che ingrandisca 28 volte, con la focale consigliata di 9mm.

    La colonnina porta oculare è dotata di nuova fenditura tagliata al laser e di qualià “scientifica” da 10 micron solidale al carrello. (anni fa mi ero fatto regalare alcune fenditure ricambio da 10 micron dal tecnico di manutenzione del quantomero col quale facevo le alisi chimiche spettrometriche dei coils di acciaio materia prima per la fabbricazione di tubi saldati che sono stati il mio “mondo” per oltre trent’anni)
    Con questo Amba-aradàm ho giocato un poco con il 250F5 a la maschera di Couder a 7 zone, e con una pseudo caustica da 9 zone.

    La maschera di Couder mostra all’oculare posto in posizione volutamente fuori fuoco, tante fenditure quante sono le finestre.
    Fenditure che con lo spestamento longiudinale del carrello del tester, si avvicinano reciprocamente per sovrapporsi tutte fondendosi in una unica perfetta immagine nel fuoco della parabola. (La fregatura sta proprio nel fatto che io ho testato uno specchio finito e assai buono, cioè con tutte le immagini sovrapponentisi all’unico fuoco).

    Non ho provato quindi a “misurare” gli spostamenti laterali di ciascuna finestra presa singolarmente come si deve fare col test della caustica. Ma ho capito che anche con questo test sarà difficile identificare la perfetta messa a fuoco della fenditura riflessa da quella che costituisce la importantissima zona centrale, il cui malaugurato errore di valutazione si estenderebbe a tutte le misure (…come nel Foucault).

    In quel punto siamo alle solite che (almeno col mio ocuolare che fornisce 8 ingrandimenti contro i 28 consigliati) uno spostamento qualunque in zona centrale, non ti fa apprezzare differenza (a meno di non fare una riga sulla testa del led, oppure …altra cosa molto migliore (ho pensato) sarebbe inserire fra il led e la fenditura un reticolo cannibalizzato da un microscopio da 8 euro in plastica, che presenta un millimetro diviso in decimi, badando di fare un modo che almeno un lineetta di tale reicolo sia visibile dall’oculare attraverso la fenditura (anche solo trasversalmente, cioè a dividere la fendditura in due tratti netti), e facilitare così la individuazione univoca della messa a fuoco della testa del led o del trattino, attraverso la visione all’oculare..

    C’è quindi da provare e meditare, ma credo che alla fine se ne verrà a capo, come succede sempre lavorandoci sopra.

    #5756
    Massimo Marconi
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    Si, le tribolazioni erano previste e sicuramente non si faranno attendere, quindi tutto ciò che stai sperimentando ora con la caustica tornerà molto utile, quindi metti pure in preventivo il mio fiume di richieste di spiegazioni/supporto, come feci tempo fa per Foucault :yahoo:

    Anche io sto organizzando il tester per la caustica e utilizzerò un vecchio mini-tornio , togliendo le parti “superflue” :wacko: rimane il sistema per i movimenti che è precisissimo oltre che stabile, almeno dopo oltre venti anni inizierò ad usarlo :-)

    Guardando il bicchiere mezzo pieno, il lato positivo è che non ho una zona centrale da valutare, oltretutto le mie misure partiranno dal bordo, la periferia è di gran lunga la parte più importante in questo schema, infatti oltre l’ostruzione del secondario c’è da considerare quella del paraluce di ben 135 mm , che in questa configurazione è essenziale. Significa che le misure e la correzione “garantita e certificata” deve essere eseguita sulla superficie di effettivo utilizzo, cioè da quasi “metà specchio” fino al bordo, almeno ci eliminiamo il problema della famigerata valutazione della prima zona centrale :yes:

    #5757
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    Giulio Tiberini
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    Qualche foto degli esperimenti fatti sull’approccio (..from afar ..) to the caustic test without pretension precision, ma tanto per “rendermi conto se mi rendevo conto” :-( what does not work, or what I did not understand, e quali sorprese riserva l’insieme.
    tester views 1
    tester views 2
    tester views 3
    Setup generale
    A Pseudo Couder 6 zones
    B Pseudo Couder 6 zones
    zones 4 in eame
    zones 4 split because out of focus
    zones 4 unique because it focuses (..not in the picture)
    A-Mask 9 zones
    B-mask 9 zones

    Add the filmatino of how moving the cart longitudinal images of 6 fenditire dates from 6 zones, flow from posiz.extrafocale, to a single image to the mirror fire, and more than slightly intrafocale (It spoiled by the fact that the camera mounted on a tripod apart, non seguiva l’allontanamento del carrello dall’obiettivo).

    #5763
    Massimo Marconi
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    Bellissimo ! quel tester lo voglio anch’io :yahoo: . Giulio dove li prendi quei distanziatori ?
    C’è una cosa che non mi torna e che vorrei capire:
    siamo con la sorgente sul raggio di curvatura e non sul fuoco con sorgente all’infinito, quindi in questa impostazione le zone dello specchio ( se parabolico ), che hanno raggi di curvatura diversi, vanno a fuoco a distanze diverse . Se mi è chiaro che le opposte finestre di una stessa zona condividono il medesimo raggio di curvatura e quindi il fuoco, non capisco perché nel video tutte e sei zone convergono in un unico fuoco come in uno sferico, cosa mi sta sfuggendo ?

    #5764
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    Giulio Tiberini
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    Il tester è assai raffazzonato, ed è ancora tutto da vedere se per le sue flessioni meccaniche potrebbe essere utilizzato con la precisione minima richiesta dei 10 micron (ne dubito fortemente).

    Quali distanziali? Quelli sotto il carrello sono 4 viti/rondelle/dadi autobloccanti.

    Lo specchio è il mio 250F5, Mi cogli impreparato e non saprei. Ma azzarderei che un conto credo sia la apparente sovrapposizione delle zone, ed un conto l’esatta messa a fuoco della caustica di ogni zona componente, che dal mio terribile filmato non è minimamente individuabile.

    Comunque è un a bella domanda !!

    #5765
    Massimo Marconi
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    “distanziatori” :wacko: Ho sicuramente usato un brutto termine improprio per indicare i comparatori centesimali ( si chiamano cosi ? ) per le misure. :-)

    Credo anche io che sia l’apparente sovrapposizione delle zone e non il fuoco, in forza del fatto che la caustica di un F5 non è molto estesa.
    Ero rimasto un po’ perplesso dal video, in cui sembrano andare perfettamente a fuoco, e quindi mi chiedevo dove fosse la caustica.

    A proposito di questo è interessante notare che la caustica dell’equivalente specchio sferico ( con sorgente all’infinito e quindi raggi paralleli) si calcola semplicemente con l’applicazione delle fondamentali leggi della riflessione, basta un normalissimo CAD per avere le misure precise del fuoco di ogni zona.
    ( al contrario la particolarità della riflessione geometrica in una sfera con sorgente nel centro di curvatura è che ogni raggio incidente è perpendicolare alla superficie e quindi ritorna un “fuoco perfetto” )
    Sarebbe perciò interessante come verifica, comparare i valori ottenuti delle due caustiche, con specchio sferico su stella artificiale ( o calcolato con il CAD ) e specchio parabolizzato con sorgente nel raggio di curvatura, i quali (credo) dovrebbero annullarsi nei valori longitudinali sull’asse ottico, proprio perchè con la parabolizzazione andiamo ad eliminare il “peccato originale” della aberrazione sferica che come è noto converge i raggi riflessi dall’infinito non in un punto ma in una caustica di riflessione.

    #5769
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    Giulio Tiberini
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    Cncordo col tuo ragionamento.

    Per quanto riguarda i due Micrometri centesimali sono la cannibalzzazione da smontaggio della vite a frizione di normali Palmer elettronici della Mytutoyo, che in stabilimento si danneggiavano spesso e venivano sostituiti per ragioni di qualità ISO9002, altro mio “cappello” professionale.

    #5770
    Massimo Marconi
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    Giulio ma… il “bicchierino” nella foto 3… fa parte del setup ? ;-)

    #5771
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    Giulio Tiberini
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    ..Azz! Hem. Si tratta di un utensile che “migliora” la visione delle cose. Ma non bisogna esagerare! :wacko:
    (inoltre io sono ASTIgiano di adozione…non quindi ASTEmio!

    #5772
    Massimo Marconi
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    Questo test della caustica mi piace sempre di più… :yes: anche io utilizzavo un utensile analogo, solo che il mio era di colore rosso e dal profumo fruttato :yahoo:

    Immagino che l’aiuto visivo sia in particolare nello “sdoppiamento” delle immagini della fenditura…

    (Ora capisco anche perché da più parti si consiglia di effettuare i test successivi a distanza di tempo ) :whistle:

    #5773
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    Giulio Tiberini
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    Eh!…Anche le fenditure hanno un loro bel perchè ;-)

    #5774
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    BARTolomei Mirco
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    Ciao, molto bello il tuo tester Giulio, sembra bello preciso e solido… :good:
    E anche questo test della caustica sembra molto interessante e promettente.
    In effetti ho visto anche io in alcune prove che ho fatto (anche se non per la caustica) che non è così semplice trovare l’esatto punto in cui la fenditura viene messa a fuoco, ma presumo che come in tutte le cose con un po di allenamento l’operazione dovrebbe risultare più semplice.
    A questo proposito ho trovato in rete questo:

    http://bobmay.astronomy.net/DAFTtest/dafttest.htm

    Anche se qui si parla di una variante del test di Foucault per cercare di migliorare la lettura delle zone, penso si possa estendere lo stesso principio anche per il test della caustica. In sostanza utilizzano lo stesso principio che si usa con la maschera di Batinov quando si vuole trovare l’esatto fuoco del telescopio per far fotografia…non so se puo essere utile…

    #5780
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    Giulio Tiberini
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    Si il principio della perfetta messa a fuoco è simile a quello che si applica utilizzando la semplice maschera di Hartmann con tre fori a 120°; oppure quella più complicata di Batinov.

    Lo scopo di tutte e due è quello di creare un certo numero di raggi di diffrazione (spykes), che quando nascono sono segnale di una più precisa sovrapposizione delle finestre di cui le maschere sono dotate.

    Il discorso infatti è piuttosto interessante.

    Molti anni fa, di maschera ne costruii una di Hartmann, a tre fori a 120° per il mio antico “ottantino”, intagliando un coperchio in plastica dell’orzo solubile.

    Seguendo certe istruzioni avevo praticato i tre fori triangolari appunto per far nascere quegli spykes che non nascono se i fori sono tondi.

    Però credo che ci sia differenza fra la messa a fuoco di un oggetto all’infinito e la messa a fuoco della fenditura ingrandita guardando dal centro di curvatura di una corona circolare di superficie riflettente.

    Quest’attività richiede una maggiore precisione che reputo “a naso”, difficilmente derivante dal giudicare la messa a fuoco di una fenditura scura in forte controluce, e con una piccolissima profondità di campo (constatata nel mio esperimento).

    nel mio esperimento la fenditura è professionale ed ha larghezza di 10 micron.
    L’oculare che ho utilizzato ha una focale di 31mm e non 9 come richiederebbe la descrizione del test della caustica sul libro di Lecleire.
    L’ingrandimento del mio 31mm è di 8x, mentre con un oculare da 9mm balzerebbe a circa 28.

    Ragione per cui, coi miei 8x ulteriormente ingranditi dal display della macchina fotografica, vedo che una lineetta microscopica che attraversi la fenditura sarebbe ben individuabile e forse ben focalizzabile nel suo bel campo uniformemente illuminato.

    Per questo che probabilmente in futuro vorrei provare in qualche modo a mettere davanti al Led ma subito dietro alla fenditura, un qualche pezzettino di microfilm (che ora non saprei nemmeno dove trovare, se non cannibalizzando un reticolo da microscopio), in modo tale che almeno una lineetta impressa su di esso ed attraversante la luce della fenditura, possa essere messa a fuoco in modo oggettivamente perfetto.

    #5781
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    BARTolomei Mirco
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    E se incolli un capello appena dietro alla fenditura? Avresti al una linea molto fine da mettere a fuoco… :scratch:

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