Tubo paraluce pieghevole per telescopi Dobson

Gli accorgimenti indispensabili da adottare nelle serate di osservazione astronomica sono notoriamente due:

  1. La schermatura di ogni eventuale luce parassita che potrebbe inserirsi nel percorso ottico di osservazione,
  2. L’isolamento della parte interna del telescopio rispetto alle correnti d’aria esterna che favorirebbero la formazione di condensa sugli specchi primario e secondario.

 Esiste pure un terzo accorgimento, ma è da prendere in considerazione solo quando si installa il telescopio sull’erba di un prato, o sulla neve,  dove l’umidità del terreno portatrice di condensa, potrebbe risalire da dietro il primario all’interno del tubo di un telescopio non chiuso sul retro.

E in questo caso la soluzione è quella di stendere a terra un buon tappeto da campeggio. Poco costoso, di grande estensione, facilmente lavabile e confortevole.

 Sia il primo che il secondo accorgimento sono soddisfatti in gran parte, ma non in toto, dalla presenza del tubo del telescopio, oppure,   per i telescopi a traliccio, di un telo che simuli il tubo.

Ma data la piccola distanza che in genere corre fra l’apice del tubo e il gruppo “specchio secondario + focheggiatore”, rimane da completare l’opera di schermatura da luce e umidità sul secondario, installando oltre l’apertura del telescopio, una ulteriore protezione, che funziona meglio se non è parziale ma tubolare.

LA REALIZZAZIONE

Si presta ad essere facilmente adattabile a molti tipi di telescopi dobson.

Un tale tubo paraluce di stoffa pieghevole non è cosa difficile da realizzare, e fa uso del seguente materiale:

  • Due o più barre (ovviamente in funzione del diametro da realizzare) di tondino Ø 3mm in fibra di vetro o fibra di carbonio (o barra filettata metallica M3). I primi due acquistabili da Decathlon utilizzati per gli aquiloni; le barre filettate in ferramenta.
  • Servono poi un certo numero (col minimo di quattro) di raccordi a T con luce 3mm (Claber o simili, vedi foto in galleria) per impianti di irrigazione goccia a goccia, venduti in blisters nei fai da te.  (Occorre ripassarne il foro da 3mm col trapano e punta da 3mm, per adeguarlo bene al passaggio libero delle bacchette di tondino).
  • Un telo nero cucito a tubo di diametro opportuno, le cui due circonferenze estreme hanno entrambe un risvolto cucito per due tratti, che una volta realizzato il tubo di stoffa, saranno tratti di circonferenza affacciati. Le cuciture vanno quindi lunghe un poco meno di 180 gradi  di circonferenza. Questa cucitura non completa lascerà in quattro punti, lo spazio per l’uscita dei quattro raccordi a T, reciprocamente affacciati, per permettere l’estensione o la piega dell’oggetto (vedere schizzo nella galleria di immagini).

Dalle stesse aperture lasciate dalla cucitura sarà possibile infilare i tondini per realizzare i due anelli portanti della struttura, chiusi da uno dei T.

Il montaggio e lo smontaggio con appiattimento del paraluce, avvengono solo rispettivamente per inserimento o estrazione dei due tondini distanziatori che uniscono le due circonferenze tendendo la stoffa.

 

Brevissimo filmato sul velocissimo montaggio e smontaggio del paraluce.

 

Alcune immagini che spiegano meglio di mille parole:

 

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