Lavorazione primario 300mm f/6

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Questo argomento contiene 170 risposte, ha 5 partecipanti, ed è stato aggiornato da Avatar Giulio Tiberini 1 anno, 2 mesi fa.

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  • #10290
    Stefanosky
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    Beh con la cordale è ovvio che il bordo non venga lavorato… in entrambi i casi lavorare con le passate 1/3D è d’obbligo, cosi com’è d’obbligo ottenere prima una buona sfera prima di passare a grane più fini. Mi chiedevo solamente se usare la cordale via via riducendo l’overhang e utilizzare quindi meno l’1/3D sia più rapido o “migliore” che utilizzare la cordale con overhang fisso fino al raggiungimento della freccia e poi lavorare molto di più di 1/3D per ottenere quello che alla fine è il solito risultato. Io ho utilizzato il secondo metodo, vedo che alcuni utilizzano il primo ma in entrambi i casi alla fine si ottiene la sfera. Con lo sferometro sto controllando continuamente e al momento posso continuare a lavorare con l’utensile sopra finchè il centro rimarrà non interessato dal lavoro. In questo modo i bordi si stanno via via rimpicciolendo. Se il centro verrà interessato prima di aver raggiunto i bordi allora inizierò ad alternare utensile e specchio per mantenere la freccia :good:
    Riguardo al problema delle due zone sto notando che andando avanti con le passate il problema si sta attenuando, quindi avanti!

    #10291
    Massimo Marconi
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    Bel lavoro Stefano, non sembri assolutamente al primo specchio, sicuramente hai un “feeling” naturale con l’arte del grattamento :yes:

    Riguardo la cordale considera, come hai potuto vedere, che è una tecnica molto aggressiva, che non va d’accordo con la precisione della forma. Tu l’hai resa un po’ più morbida, in quanto non hai applicato la pressione al centro, che si ottiene appoggiando il palmo della mano al centro dello specchio e concentrando su di esso il peso del corpo, ma il risultato sarebbe stato identico, solamente un po’ più veloce…

    Come diceva Gim la 1/3 COC è preferibile per regolarizzare la forma, anche perchè riducendo l’offset della cordale non fai altro che avvicinarti gradualmente alla 1/3D, diminuendo l’azione al centro ed aumentandola sul resto della superficie. tanto vale usarla da subito in modo che agisca immediatamente sulle zone dove c’è bisogno.

    #10293
    Stefanosky
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    Grazie Massimo, quel che è certo è che mi sta piacendo un sacco… In realtà la maggior parte del lavoro è stato fatto con una mano a premere sul centro e l’altra ad accompagnare ma in questo video ero quasi arrivato alla freccia e quindi andavo avanti cauto senza aggiungere troppo peso. Ho letto diversi articoli e ho capito perché venga usato il sistema dell’overhang variabile con la cordale. Le passate 1/3D portano via molto poco e con la cordale utilizzata come l’ho utilizzata io la depressione è piuttosto limitata alla zona centrale del vetro. In questo caso con le passate 1/3D si deve quindi portare via una maggiore quantità di materiale. Indicativamente si va a lavorare quasi tutta la metà esterna del vetro utilizzando solo le 1/3D. Utilizzando invece un overhang progressivo con le cordali non si va di certo a creare la sfera ma si fa per agevolare il lavoro delle passate 1/3D facendogli trovare meno materiale da abradere visto il loro scarso potere di asportazione. Questo è quello che riportano alcuni articoli, tuttavia io rimango dubbioso al riguardo perché nulla si crea e nulla si distrugge e mi viene quindi da pensare che comunque riducendo l’overhang si riduce anche la “forza” della cordale diventando via via più simile alla 1/3D quindi non vedo neppure io tutti questi benefici. Magari il prossimo lo proverò così B-)

    #10294
    Massimo Marconi
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    Stefano, secondo me la 1/3D non ha meno capacità di abrasione rispetto alla cordale, la differenza credo sia nel fatto che nella cordale la forza è concentrata al centro specchio/bordo utensile, il luogo dove si ha tra due superfici lo sforzo massimo, mentre nell’altra è “spalmata” su tutta la superficie.

    Io sono da sempre un “sostenitore” che la 1/3D non aggiunge nessuna profondità ( se non in piccolissime quantità ) proprio per questo motivo , mentre il consumo di materiale è analogo alle altre passate.

    Chi si vuole togliere la curiosità, può provare a lavorare diverse ore di seguito con la passata ad 1/3 ( io l’ho fatto ) facendo decine di seccate con la grana 80 e si accorgerà che la profondità centro/bordo è aumentata di pochissimo, 1/10 di mm ad essere fortunati ) mentre il consumo di materiale è enorme, al punto che è facile ritrovarsi lo specchio con la stessa identica forma di partenza ma con uno-due millimetri in meno, di spessore al bordo specchio! in pratica la forma sferica rimane costante e la profondità viene aggiunta uniformemente a tutta la superficie.

    La 1/3 COC è la tecnica che permette di lavorare le due superfici in modo uniforme, tutte le zone sono raggiunte dall’abrasione nello stesso modo, se poi, consideriamo il fatto che la sfera è l’unica forma geometrica che permette a due superfici di restare sempre in contatto comunque le si muovano una sull’altra, si comprende perchè la 1/3COC genera una sfera “naturalmente”, proprio per questa sua proprietà di uniformità di lavorazione.
    La piccola profondità che comunque si aggiunge alla freccia anche con la 1/3 COC è dovuta all’interposizione dell’abrasivo tra le due superfici che genera un piccolo spessore, che tende a mantenere un diverso raggio di curvatura tra specchio ed utensile.

    Se può interessare avevo riassunto il discorso in questo articolo.

    In ogni caso il mio consiglio è sempre quello di prendere molta confidenza con la più classica delle tecniche, prima di provare soluzioni alternative, di studiarla e utilizzarla fino a conoscerla come le “proprie tasche” , in quanto è “lo standard”, sia nella sbozzatura che nella lucidatura, il riferimento al quale tutte le altre tecniche ( anche in parabolizzazione ) si devono confrontare per poterne stabilire capacità, possibilità, efficienza e rendimento. Non si sarebbe in grado di valutare correttamente un qualsiasi aspetto migliorativo od una funzionalità specifica di una tecnica se non si è compresa a fondo la 1/3 COC.

    #10295
    Stefanosky
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    Eccomi per un piccolo aggiornamento:
    Ho proseguito con la grana 80 fino ad arrivare al bordo ma senza insistere troppo… ho preferito utilizzare una grana più fine (180) per lavorare in tranquillità senza rischiare piccole scheggiature. Ho letto in alcuni report costruttivi che con le grane grosse come 60 e 80 c’è il rischio che forzando nella zona del bordo, nonostante questo sia stato smussato, si possano creare piccole scheggiature.
    Dopo aver minuziosamente pulito tutto mi sono però reso conto che l’utensile di gesso dentale presentava dei piccolissimi forellini, dovuti a micro bollicine d’aria nella colata, che avrebbero potuto trattenere grane di abrasivo. Sulla parte posteriore ho quindi steso uno strato di colla bicomponente Prochima 5 mentre sulla parte anteriore ho utilizzato una vernice plastificante Saratoga (Plasti Spray).
    Una volta essicati ho iniziato a lavorare con la grana 180 con l’utensile sopra.
    Dopo qualche seccata ho effettuato uno sharpie test disegnando la griglia con un pennarello indelebile ed effettuando un paio di giri completi di passate 1/3D ho notato che la zona esterna (circa 1/6 dal bordo) svaniva prima rispetto alla zona più centrale, chiaro segno che occorreva ancora lavorare un pò con l’utensile sopra (tenendo sempre d’occhio la freccia).
    Dopo un altro pò di lavoro con l’utensile sopra ho iniziato ad alternare TOT e MOT per mantenere la focale corretta.
    Effettuando nuovamente lo sharpie test il risultato sembrerebbe in linea con le aspettative:
    grana180_contatto
    Domani continuerò quindi ad alternare TOT e MOT con la grana 180 fin quando non risulteranno più visibili i piccoli crateri della grana precedente, che comunque risultano già essere relativamente pochi visto il lavoro di oggi.

    #10297
    Stefanosky
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    Siamo giunti alla grana 320, ho già fatto un’oretta di lavoro e la superficie mi sembra ben omogenea e priva di crateri:
    IMG_20170814_222714
    Mercoledì dovrebbe arrivarmi il microscopio usb per controllare la superficie con l’avanzare delle grane più fini… Adesso avrei un paio di domandine per voi.
    Qual è il miglior modo per valutare la sfera a questo stadio di lavorazione? Cioè, bisogna prendere per buono il test della matita/pennarello o ci sono altri metodi un più precisi? La distanza focale misurata bagnando lo specchio va bene, la freccia corrisponde ai calcoli (anche se in realtà, per pignoleria, ho voluto rivedere il valore perché con lo smusso degli angoli lo specchio misurava 298,5mm e la freccia è stata quindi diminuita di un paio di decimi per rimanere nella focale corretta), il test del pennarello continua a risultare omogeneo, tuttavia non ho la certezza della sfericità corretta. Conviene attendere una buona lucidatura e di conseguenza i test ottici veri e propri o c’è un modo attuabile in queste fasi? La mia paura è di arrivare più avanti con qualche errore non recuperabile se non tornando indietro con le grane :scratch:
    Teoricamente dovrebbe essere tutto apposto… Credo… Spero…
    Altra domanda, ho letto un articolo dove veniva suggerito di aggiungere una goccino di sapone nelle grane più fini da utilizzare in emulsione, cioè una parte di abrasiva, 3 parti di acqua e qualche goccia di sapone ed emulsionare il tutto. Riportavano il vantaggio di seccate più lunghe e gestibili. Avete mai provato? Secondo la vostra esperienza potrebbe essere un consiglio efficace?

    #10298
    Massimo Marconi
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    Grande Stefano ! :good: mi piace come lavori, non trascuri nessun dettaglio e dalle tue riflessioni si percepisce l’attenzione e la passione che metti in ciò che fai.. “l’aggiustamento” della freccia in funzione dello smusso al bordo è per me qualcosa di commovente :yahoo: pensavo di essere l’unico a ritenerlo fondamentale !

    Riguardo la sfera è difficile darti qualche opinione in quanto non ho sottomano l’utensile che stai utilizzando, se fosse stato in vetro oppure meno “canalizzato” ti avrei detto il test delle “bollicine” ma in questo caso non saprei…

    L’utilizzo di lubrificanti è cosa nota, anche se personalmente non ne ho mai utilizzati. A tal proposito so che Giulio ( se non ricordo male ) ha più di una volta consigliato di usare detersivi per piatti o similari…

    In ogni caso continua così, questo è l’approccio giusto che non tarderà a darti tutte le risposte che cerchi e ti tornerà molto utile nelle più complesse fasi di lucidatura e parabolizzazione… sono sicuro che se manterrai questa metodologia, farai un eccellente specchio ! :good:

    #10299
    Stefanosky
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    Grazie mille Massimo, fa piacere sapere di non essere l’unico psicopatico in giro :yahoo:
    No a parte gli scherzi, ritengo siano i dettagli a fare la differenza tra un lavoro soddisfacente e uno che “si sarebbe potuto fare meglio” (che poi si può sempre fare meglio in ogni caso), quindi mi diverto a stare attento alle piccole cose.
    Oggi mi è arrivato il microscopio usb, pagato 29€ risulta essere davvero formidabile.
    IMG_20170816_134659
    Ho cercato quindi sulla superfice la presenza di crateri e l’unico presente degno di nota è questo, comparato alla dimensione di un mio capello:
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    Lavorerò ancora un pò con la 320 e poi passerò alla 25my :good:

    #10305
    Stefanosky
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    Allora ragazzi, dopo qualche giorno di vacanza mi sono rimesso sotto. Sono alla grana da 15 micron e la superficie inizia a diventare sempre più vellutata e piacevole :good:
    La freccia continua ad essere stabile e io continuo ad alternare Mot e Tot, ho misurato la focale con un laser bagnando lo specchio e misura 1805 mm quindi ci siamo. Quello che mi da un pò da pensare ora come ora sono i 3 o 4 crateri che ho trovato con il microscopio (che sembrano molto grossi perchè ingranditi molto ma quasi invisibili ad occhio nudo). Sono solo 3 o 4, di cui vi allego foto del più grande, e la domanda è: secondo voi, andranno a posto da soli nonostante stia già usando grane piuttosto fini? E in caso non andassero a posto che si fa? Si lasciano li o si torna indietro con il lavoro? Quanto incidono sul prodotto finale? Nei vostri specchi ne avete lasciati? Per precisione due sono quasi al centro quindi vista l’ostruzione del secondario non dovrebbero dare alcun fastidio, gli altri due uno a metà e uno a un paio di cm dal bordo. Comunque spero che vadano a posto…Scusate le domande a raffica ma pignolo come sono vado in paranoia :wacko:
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    #10308
    Stefanosky
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    Questo è come si è ridotta la scaglia con una ventina di minuti di lavoro… sembrerebbe recuperabile.
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    #10309
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    Giulio Tiberini
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    Ciao Stefano. Complimentj per il lavoro e il buon senso critico.
    L’uso delle goccie di detersivo è stato necessario per me con l’uso in lucidatura dell’ossido di zirconio al posto di quello di cerio.
    Quest’ultimo andava meglio del primo perchè dopo mezz’ora di lavoro, quando la pece per attrito si scalda ed emette il carattetistico odore di conifera, a differenza dello zirconio, prmetteva contemporaneamente la formazione di quella schiumetta dell’abrasivo che favorisce la sua circolazione e ricambo sui quadretti di pece, migliorando la lucidatura e portando l’utensile persino a fischiare, dal suo gran lavoro. (ma io non insistevo nel fischio, lubrificando, perchè, a differenza di come diceva il Texereau, per me un fischio è sinonimo di vibrazione meccanica potenzialmente imprimibile nel vetro dello specchio).

    Quanto ai crateri, non preoccuparti prchè è normale che ne rimanga qualcuno non recuperabile con le grane fini molto più piccole della loro dimensione.
    Il raporto fra le dimensioni della grana attuale e quele del cratere le vedi al microscopio, e potresti eliminarli agevolmente solo con grane di dimensioni pari a mezzo cratere, o a 1/4 con esponenziale maggior lavoro…..
    Tieni conto che tutti gli specchi ne hanno perchè spesso si formano a tradimento per salto di invisibili scheggiature di vetro a forma di penisola, cioè tenute assieme da una sola estremitá, e sono quindi per forza di dimensioni non più convenientemente recuperabili.

    #10312
    Stefanosky
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    Da un errore è nata la soluzione al problema. Praticamente avevo sbagliato la sequenza degli abrasivi saltando il 25 micron. Mi sono reso conto solo stasera di esser passato dalla grana 320 alla 15 (errore di cassettini invertiti) e cosi, nonostante avessi cumunque ormai ben lavorato la superficie, ho deciso di tornare alla 25 e i crateri sono piano piano spariti! :yahoo:
    Avanti!

    #10313
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    Giulio Tiberini
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    …Infatti, dalla tessitura molto fine del sottofondo del cratere visibile nella immagine (per quel che posso vedere senza ingrandimenti, dal telefonino), rispetto alle dimensoni del cratere che appaiono forse, non solo due o tre, ma dieci volte maggiori, hai fatto bene a tornare alla 28 micron…(che giá restano pochi “e faticosi” rispetto alle dimensioni del cratere incriminato).
    Altrimenti avresti dovuto lasciarli… comunque a testimonianza di un buon lavoro.

    Ti posso solo suggerire di segnare a pennarelo indelebile il retro specchio in concomitanza di ciascun “alieno”
    ..per tenerli d’occhio prima di affinare molto ed entrare in lucidatura, per doverne abbandonare il recupero.

    #10315
    Stefanosky
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    Oggi ho lavorato lo specchio un’oretta con la grana da 5 micron. Al momento non rilevo nessun cratere e la superficie risulta soddisfacente in ogni zona. Sono partito controllando con il microscopio il centro e via via verso le zone periferiche non riscontrando variazioni. Ho riscontrato con piacere che le grane più fini richiedono molto meno lavoro e soprattutto molto meno fatica. Dalla 15 micron in poi (15-9-5-3) ho optato per un’emulsione composta da 1 parte di abrasivo 4 parti di acqua e due o tre gocce di sapone neutro riscontrando una buona durata delle seccate che non ho mai lasciato “tirare” troppo… come cambiava leggermente il suono della passata aggiungevo una spruzzatina di miscela.
    Ho alternato mot e tot mantenendo una passata di 1/3D che si è dimostrata ideale per mantenere la sfera e controllare con precisione e leggerezza specchio ed utensile.
    Domani utilizzerò la grana da 3 micron nonostante molti non usino queste grane cosi fini passando subito alla fase di lucidatura semplicemente mantenendola per una durata maggiore. Io ho preferito portarmi ben avanti con gli abrasivi per gestire in maniera meno impegnativa la già di per se tosta fase di lucidatura.
    Ecco l’immagine di un capello rapportato alla finitura da 5 micron:

    Snap_020

    Per la lucidatura opterò per un utensile completamente nuovo, sempre in gesso dentale, che molto probabilmente creerò con la tecnica delle “caramelle” di pece.
    Altra cosa da fare in settimana sarà un reticolo di ronchi con filo da pesca da 0,125mm e il setup di un test di foucault.
    Buona serata a tutti!

    #10316
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    Giulio Tiberini
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    Bella e nitida la foto rapportata al capello!
    Dalla scalatura sommaria fatta su di esso, presupponendo un suo diametro ~5 centesimi di mm, i crateri proporzionalmente sembrerebbero proprio attorno ai 6 micron.

    Vedo che il microscopio USB è molto meglio di quello manuale nonostante questo avesse il comodo reticolo con divisione 2 centesimi di mm.

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