Baffle e setti interni (2/3)

POSIZIONAMENTO DEI SETTI

Setti nel tubo principale:

Una volta stabilita la lunghezza del tubo, si può iniziare a determinare dove dovranno essere collocati i setti interni, per riuscire a bloccare la luce off-axis entrante nel telescopio, e riflessa o diffusa dalle superfici interne, prima che questa posso arrivare sullo specchio primario o sul piano focale.

Quando un raggio di luce colpisce la superficie di un oggetto, questo la riflette sia in maniera diffusa che speculare, e il rapporto tra le due dipende molto delle caratteristiche geometriche e fisiche stesse della superficie. Esistono vari modelli per descrivere come la luce viene riflessa nelle varie direzioni, e scegliere quale sia quello che rispecchia il più fedelmente la realtà non è per nulla semplice. Questo però, è importante qualora si volgiano fare delle analisi numeriche di dettaglio tramite appositi software delle prestazioni del baffle, mentre per quanto riguarda la determinazione del posizionamento dei setti, che è l’aspetto che a noi interessa maggiormente, può essere in prima approssimazione ignorato.

Nel video seguente è mostrata la procedura per determinare la posizione dei setti all’interno del tubo del telescopio. Come sarà possibile vedere, la procedura è molto semplice e risulta sicuramente più comprensibile tramite l’esempio visivo che non con l’ausilio di mille parole:

 

Come si è visto nel video la posizione e l’estensione dei setti dipende molto dal diametro interno del tubo, ovvero dal parametro “a”. Al variare di questo parametro cambierà, oltre che la posizione dei setti e la loro estensione radiale, anche il loro numero. Come si può vedere dall’immagine sottostante, un tubo di diametro minore, parte sopra (quindi con “a” minore), necessita di un numero più elevato di setti per poter rigettare la prima riflessione, rispetto a una soluzione con tubo di dimetro maggiore.

Però un numero elevato di setti, oltre ad essere dispendioso dal punto di vista della realizzazione, non rappresenta una soluzione ottimale, in quanto i bordi dei setti rappresentano essi stessi una sorgente di luce diffusa, che non può essere in alcun modo schermata. Dunque è bene ridurne il numero al minimo possibile.

Come sempre accade quindi, bisogna ricercare una soluzione di compromesso, tra numero di setti e contenimento delle dimensioni del tubo, che non possono essere esageratamente grandi in relazione al diametro dell’ottica, per ovvie ragioni di ingombri e trasportabilità.

Setti nel barilotto del focheggiatore:

Lo stesso ragionamento fatto per il tubo principale, lo si può estendere anche per il tubo del focheffiatore.
Infatti della luce indesiderata, può arrivare a colpire la parete interna del barilotto, venendo così riflessa o diffusa verso il piano focale. E’ bene quindi prevedere dei piccoli setti anche qui, con le stesse modalità descritte nel video precedente.
Si parte posizionando il setto più esterno in corrispondenza dell’estremità del barilotto, in modo tale che vada a lambire il cono di luce del campo di vista desiderato. Da qui si può iniziare il processo di posizionamento degli altri setti.
Il limite oltre il quale non dovranno essere posizionati altri setti, sarà quello dato dal fatto che, nessuno degli oculari dovrà andare a sbattere sull’ultimo setto, quando ci si presta ad inserirlo nel focheggiatore.

E importante notare come l’aver inserito dei setti anche all’interno del barilotto del focheggiatore, potrebbe consentire di ridurre l’altezza minima del tubo (spiegato in precedenza nell’articolo 1/1), e quindi gli ingombri massimi del telescopio.

SETTI

Poiché i bordi dei setti rappresentano essi stessi delle fonti di luce diffusa, bisogna porre particolare cura nella realizzazione degli stessi, facendoli il più fini e affilati possibili. Per ragioni di rigidezza, non è semplice realizzare dei setti molto fini e in grado di non deformarsi, quindi in alternativa, si possono realizzare con un certo spessore e poi smussarne i bordi interni a cuneo, ponendo poi la faccia piana verso l’esterno del tubo e la parte obliqua verso lo specchio (come mostrato in figura):

Un setto spesso, con il bordo piatto, possiede una superficie circolare su cui la luce off-axis può rimbalzare senza essere in alcun modo intercettata o schermata, riuscendo quindi ad arrivare sullo specchio primario. A differenza di questi, i setti con il bordo affilato non possiedono tale superficie, e la luce, che prima veniva riflessa verso lo specchio, ora prosegue il suo cammino fino ad incontrare la parete del setto successivo, venendo dunque schermata adeguatamente.

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