Massimo Marconi

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  • in risposta a: Costruire un Cassegrain #12006
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    bene, avanti cosi ! 👍 Però c’è troppa luminososita , si vede l’andamento delle bande ma si perdono alcune informazioni come la rugosità, lo stato del bordo e piccoli difetti zonali, va diminuita fino a vedere bene e con un buon contrasto il passaggio luce-ombra sulle bande, che ora si intravede nella fascia celeste chiaro.

    in risposta a: Primario 400/F 3.2 #12004
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    È chiaro che un f3.2 Newton andrà utilizzato con un riduttore di coma, anche uno specchio “perfetto” con quella focale possiede un campo corretto piccolissimo.
    Giulio, perché dici che con la lavorazione manuale non si può raggiungere uno Strehl elevato ? :scratch:

    in risposta a: Specchio primario a menisco 600 F2.2 #12000
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    Giulio, Mirco grazie, troppo buoni :yes:
    In realtà credo che metodo e comprensione di tanti aspetti della lavorazione siano da approfondire e migliorare, mi sento ancora lontano da uno “standard” efficace e affidabile per quello che riguarda prevenzione e correzione di tutte le anomalie, degli imprevisti che si verificano lungo il percorso che porta ad un ottica finita, specialmente quando si esce dal territorio sicuro di uno specchio “classico” del fai-da-te, con la sua collaudata forma spessore e diametro. Spesso l’azione è legata all’intuizione del momento o alla scelta di migliore probabilità piuttosto che alla consapevolezza e certezza del risultato.

    Più vado avanti con queste improbabili lavorazioni da disadattato sociale :yahoo: e più mi sembra di aver “scoperto” solo la punta dell’iceberg… ed anche se in questo campo non ci si inventa niente, tutto è stato già visto e scritto, il trasferimento nozione-applicazione non è così immediato, teoria e procedure vanno adattate e personalizzate al caso specifico e si genera un percorso ricco di possibili varianti, che sembrano prometterti di portarti a destinazione in modo più comodo e veloce, fino a che non ti imbatti in altre anomalie di cui non supponevi nemmeno l’esistenza.

    Un esempio su tutti: non so se dipenda dalla forma del menisco, dal rapporto focale spinto, dallo spessore, dal supporto o da me stesso, sta di fatto che tecniche uguali con sub-diametro hanno efficacia diversa se fatte al bordo, al centro o nella zona media. In pratica viene meno il principio che mi ha accompagnato fin qui… Alla fine basta tenerne conto ( fortunatamente si verifica in modo costante e progressivo dal centro a bordo ) e tutto torna come prima, ma è esattamente quello che non ti aspetti possa succedere.

    Per fortuna me ne sono accorto in questa fase, il non saperlo durante la parabolizzazione avrebbe portato ad una lunga serie di correzioni dal risultato inaspettato.

    Perciò per non farmi mancare niente, ho iniziato anche un altro specchio di cui scriverò in un’altra discussione dedicata e un po’ “nostalgica” :yahoo: :yes:

    in risposta a: Costruire un Cassegrain #11996
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    Luca, tieni presente che io sto lavorando con sub’diametro al 30%, mentre tu con il pieno, è normale che le tempistiche siano diverse.
    In ogni caso, 1 ora senza bisogno di aggiungere altro cerio mi sembra un po’ troppo…
    A lungo andare i grani di abrasivo smussano i propri bordi durante le corse sul vetro. E se dapprima sono affilati e taglienti poi diventano arrotondati, perdendo efficaca e facendo una azione di cuscinetto tra i due materiali. Quando senti che l’utensile scivola via senza sforzo, quando durante le corse non viene più prodotta schiuma, quando non senti più il rumore dello strisciamento allora è il momento di sostituire il cerio perché a quel punto, continuare la lavorazuone non porta nessun ulteriore risultato.

    in risposta a: Specchio primario a menisco 600 F2.2 #11994
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    Ciao Luca, figurati, sei il benvenuto! :good:
    20 minuti per ognuna delle ultime sessioni di cui parlavo, ( con qualche spruzzatina di acqua ogni 5 min) che poi è il tempo limitite oltre il quale il cerio perde completamente efficacia abrasiva, o perlomeno a me succede così…
    A quel punto per continuare sulla stessa sessione, mi occorre un’altra “ricarica” ci ossido di cerio.
    Raramente, se non negli ultimi ritocchi finali, quando ci sono da togliere solo qualche impercettibile nanometro di vetro, ho fatto sessioni piu’ brevi. :yes:

    in risposta a: Specchio primario a menisco 600 F2.2 #11992
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    Grazie Giulio, soprattutto per avermi indicato ( come sempre ) la strategia giusta :good:
    In effetti correggere un astigmatismo non è per niente facile, i settori vanno lavorati indipendentemente e a lungo, senza toccare il centro specchio ed è perciò poco probabile eseguire una lavorazione perfettamente simmetrica…
    Queste le immagini di ieri sera, questa volta fatte con il tester “classico”:
    si vede come il bordo sul quadrante sud-ovest ( il settore oggetto di correzione insieme al nord-est ) sia ancora alto ma non solo, il corrispondente bordo sul versante opposto è alto anche lui ma leggermente di meno, sintomo di una lavorazione non simmetrica.

    perciò a questo punto, non credo sia conveniente insistere nella correzione a zone ma, data la lieve entità del difetto, sia preferibile lavorare ad uniformare la figura con i metodi classici, per evitare il sorgere di altri difetti locali, cosa probabilissima lavorando con un sub-diametro in piccole porzioni di superficie.

    Quindi ho fatto alcune sessioni ( un paio ) come se dovessi trattare un bordo rialzato su tutta la superficie, con corse un po’ più lunghe e con più debordo.
    Ed anche se questo potrà allontanarmi momentaneamente dalla sfera, permetterà di arrivare comunque ad una figura simmetrica, in quanto tutta la superficie viene lavorata in modo uguale, anche se con sub-diametro.
    Nel video che segue ( fatto poco fa ) si vede bene l’entità residua del difetto sul bordo sud-ovest nel momento in cui sono visibili solo tre bande.

    in risposta a: Specchio primario a menisco 600 F2.2 #11985
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    Bene, dopo qualche mese di pausa forzata ho ripreso a lavorare il menisco, il quale durante la lucidatura soffriva di un vistoso astigmatismo, ( oltretutto da me sottovalutato ) e che ha richiesto un bel po’ di lavoro per venirne ( quasi ) a capo.
    Ma andiamo con ordine e permettetevi di presentarvi il Ronchi-Telefono :yahoo: accessorio indispensabile per eseguire test in qualsiasi luogo e condizione, del tipo… siete ad un matrimonio e sentite l’urgente necessità di testare uno specchio ? :-) nessun problema! con il Ronchi-Telefono potete tranquillamente farlo e, finito il test, continuare a scattare foto e video agli sposi :yahoo: :good:

    Tornando allo specchio ed al suo astigmatismo, ecco come si presentava durante la lucidatura.
    Nel video sono evidenziate le disposizioni dei due raggi di curvatura che determinavano l’asimmetria della figura, (con “R+” il raggio di curvatura più corto). Lo specchio è stato perciò messo nella posizione di massima deformazione , con i raggi a 45° rispetto alla fenditura, perchè con il raggio “R+” o “R-” parallelo al reticolo-fenditura la figura risultante al Ronchi diventava regolare in tutti e due i casi.

    Oltre l’astigmatismo, diverse irregolarità locali che la fase di smerigliatura con utensile al 50% non era riuscita evidentemente ad uniformare.

    Ora lo specchio è in via di guarigione, ancora convalescente con un piccolo residuo di astigmatismo periferico ma che dovrebbe uniformarsi senza grandi difficoltà. E’ stata applicata la tecnica descritta da Jean Marc Le Cleire nell’estratto ottimamente tradotto in italiano da Giulio, che potete trovare alcuni post sopra. Alcune variazioni a questa metodologia si sono rese necessarie per adattarlo al caso specifico, il quale per alcuni aspetti era diverso da quello trattato da Le Cleire.

    Il reticolo è tenuto a mano, perciò perdonerete la scarsa fluidità e stabilità del movimento ( il ronchi-telefono è ancora sperimentale :-) ) ma è importante vederne l’azione avvicinandosi al fuoco per verificare che non ci siano cambi di inclinazione delle bande, perlomeno nella zona centrale, sempre nella posizione di massima deformazione.

    Si vede infatti che al bordo del raggio R+, c’è ancora una zona con raggio di curvatura minore ( che si allarga e fa a fuoco prima ) rispetto al raggio più lungo.

    Successivamente a questo video sono state fatte altre due sessioni con semplici corse a W con utensile da 21 cm, dato che a questo punto non è consigliabile intervenire sull’intero quadrante, in quanto la deformazione è contenuta su di una porzione di superficie limitata e non lungo tutto il raggio, come si vede bene nel prossimo video quando sono visibili solo due-tre bande.
    Il difetto si va riducendo, anche se si verifica un conseguente e prevedibile approfondimento del centro che dovrà perciò essere uniformato.

    Credo che nel giro di poche sessioni si potrà arrivare ad una sfera uniforme e regolare ed iniziare la parabolizzazione. :yes:

    in risposta a: Costruire un Cassegrain #11975
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    Per verificare e ottimizzare intendi far uso delle corse a W giusto?

    Mi riferivo all’adattamento della patina, un paio di minuti con una buona pressione o peso sull’utensile ad ogni sessione prima di iniziare le corse.

    in risposta a: Presentazione e Laboratorio #11972
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    Ciao Carlo e benvenuto !
    Un 300 F5 credo sia una delle scelte migliori per cimentarsi nell’autocostruzione di uno specchio, perché è abbastanza complesso, quanto basta per sperimentare con mano la maggior parte degli aspetti costruttivi di un’ottica a riflessione, senza mai mettere a rischio la riuscita del progetto, che rimane alla portata anche di chi si avvicina per la prima volta a queste realizzazioni.
    Sulle macchine invece non mi trovo molto d’accordo, la mia opinione è che le macchine per la costruzione di ottiche siano un punto di arrivo e non si partenza..
    Voglio dire, ci sono talmente tante variabili da tenere sotto controllo durante la lavorazione che, senza una adeguata esperienza manuale ( con minori variabili) , non si sarebbe in grado di stabilire se un qualsiasi errore di lavorazione dipenda dalla tecnica, dalla strategia pensata, o dalla macchina che non lavora a dovere.
    Ma ripeto, è solo la mia opinione e nel campo di applicazione delle mirror-machine sia Giulio che Mirco potranno essere molto più precisi di me!

    in risposta a: Costruire un Cassegrain #11971
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    io a questo punto punterei dritto alla sfera, con specchio sotto, corse 1/3 COC e leggero debordo destra-sinistra ( tre-quattro cm ) fino alla regolarizzazipne, sempre con l’accortezza di verificare e ottimizzare l’adattamento ad ogni sessione.
    Per il Ronchi prova a diminuire l’intensità del led con una fessura più stretta, oppure ad agire sulle regolazioni di intensità, esposizione e contrasto della fotocamera/webcam che stai utilizzando.

    in risposta a: Iniziare con un 500/F3 : è fattibile ? #11949
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    Ciao Alberto e di nuovo benvenuto !
    Ho spostato il tuo messaggio creando una nuova discussione dedicata, ho inserito questo titolo perché mi sembra essere la sintesi del discorso,( ma potrai cambiarlo se non è quello che avevi in mente) ed è sicuramente un argomento che interessa la maggior parte di coloro che si apprestano ad iniziare la “carriera” da Grattavetro.

    Detto questo è difficile dare una risposta in sintesi a tutte le tue domande, su ognuno dei punti che hai evidenziato ci si potrebbe scrivere un trattato :-)
    La mia opinione è che è sconsigliatissimo iniziare una lavorazione su quei diametri, per non parlare delle focali corte, il rischio , anzi la probabilità maggiore è che ci si fermi dopo poco e si abbandoni il progetto, non perchè non si hanno le capacità o non si sarebbe in grado di farlo, ma perchè manca quel percorso di formazione ed esperienza che permette di comprendere le cose e gli strumenti più semplici per applicarli gradualmente a cose più complesse. Con i piccoli diametri tutto diventa più semplice e veloce, si apprendono gli stessi concetti e le stesse tecniche in un tempo molto minore ed ogni errore è facilmente e velocemente risolvibile. Una volta fatto un piccolo “specchio scuola” si è in grado di decidere in autonomia quale sia il passo successivo da compiere, avendo sperimentato con mano le difficoltà , problematiche e tempi che, con il crescere del diametro, aumentano esponenzialmente.
    Però, più degli specchi, è molto più complesso l’animo umano che spesso ci porta ad iniziare delle “mission impossible” per il semplice gusto delle sfide al limite della logica e, quando ci mettiamo in testa una cosa, a poco servono tutti i suggerimenti ed i consigli di prudenza. :-)
    Per dare una velocissima e non approfondita mia opinione alle tue domande;

    1A – potrebbero bastare con un adeguata cella di supporto per lo specchio.
    1B – la sfera per i grattavetro, la conica che si sta progettando per i software di optical design. In ogni caso la differenza è di pochi micron e non c’è una necessità di una simile precisione per la focale, a meno che non si debbano produrre telescopi in serie.
    1C – si

    2 – Non saprei, non ci ho mai provato e non ho letto di studi fatti su vetri incollati per problematiche e comportamento a livello ottico e meccanico.

    3 – spero vivamente di si, perchè è esattamente quello che sto facendo adesso :yes:

    Grazie per gli apprezzamenti al Blog, ci fa molto piacere sapere che quello che facciamo contribuisce a stimolare la curiosità e l’interesse degli appassionati.

    in risposta a: TOT e MOT #11943
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    la distanza tra gli specchi in un Newton è arbitraria, viene scelta dal progettista in funzione dell’estrazione del piano focale dal tubo ottico che si desidera ottenere.
    Nell’esempio sopra, ho impostato il valore per “E” (Optical Axis focal plane distance ) di 200 mm dall’asse ottico, per avere una estrazione del piano focale di 50 mm da un ipotetico tubo di 300 mm di diam. ( forse è un po’ poco :-) )
    Da tener presente che l’asse del secondario va decentrato rispetto al primario ( valore “Dx” in tabella) , più ci si avvicina al primario, maggiore sarà l’offset del secondario.

    in risposta a: TOT e MOT #11941
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    Ciao Frank, questo succede perchè Stefanosky si fida poco del Grattavetro :yes: ed allora va a leggere i siti/forum americani dove per ogni cosa dispongono di un acronimo.
    In questo caso ci si riferisce, come da te intuito, alla posizione di specchio ed utensile durante la lavorazione, da cui MOT =”Mirror On Top” oppure TOT=”Tool On Top”… ma secondo me, “specchio sopra” e “specchio sotto”, funziona altrettanto bene :-)

    Atmos è un bellissimo software realizzato da Massimo Riccardi, uno dei migliori ottici italiani ( progettista di sistemi ottici anche per Officina Stellare ) ed è disponibile sia nella versione Demo ( gratuita e più che sufficiente per le esigenze dei grattavetro non professionisti ) che nella versione completa. La versione demo è limitata alla progettazione ed analisi di un sistema al massimo di tre superfici ottiche.

    Per ricavare la freccia di uno specchio parabolico, basta simulare un newton attraverso le schede preconfigurate di Atmos e ricavare il valore “Mirror Sagitta”

    I più attenti e scrupolosi noteranno (tempo fa Giulio se ne accorse immediatamente) che il valore della freccia differisce di qualche centesimo di mm ( in difetto ) rispetto a quello calcolato matematicamente sul raggio della sfera equivalente.
    Questo succede perchè Atmos calcola il valore della freccia riferito non alla sfera ma alla Parabola finale, ottenuta abbassando i bordi e lasciando inalterato il centro rispetto alla sfera di origine.

    in risposta a: Costruire un Cassegrain #11933
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    Ah ecco ! :-) chissà perché ero convinto che l’utensile era più piccolo… inizio a perdere colpi :yahoo:
    Comunque il sub-diametro ti servirà, non subito ma ti servirà eccome ! B-) :yes:

    in risposta a: Costruire un Cassegrain #11931
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    quindi dovrei ridurre il debordo frontale giusto?

    Se fosse un utensile a pieno diametro si, fare corse a W “strette”, significa ridurre il debordo e aumentare la frequenza dei segmenti di “vai e vieni”.
    Nel caso di un utensile più piccolo bisogna sempre mantenere un offset lungo tutto il bordo, altrimenti si torna a lavorare maggiormente il centro.
    Indicativamente in questo modo:

    Vorrei aprire anche una piccola parentesi sull’ossido di cerio impiegato nelle sessioni di lavoro.
    Visto che una buona parte del prodotto finisce sul bordo vetro o addirittura sul supporto dove poggia il vetro per via del dilavamento, è controproducente recuperarlo ed usarlo nuovamente?

    Su questo non saprei risponderti in modo esauriente, bisognerebbe sentire Giulio o Mirco, che conoscono vita morte e miracoli ( soprattutto miracoli ) sui materiali e la loro applicazione in campo ottico.
    Io posso dire che ho sempre evitato di riciclare il cerio per vari motivi, tra cui la possibile contaminazione con impurità ( polveri , residui vari ) ma anche perché credo che il Cerio perda efficacia abrasiva abbastanza velocemente mentre lo si usa, o perlomeno questa è la mia sensazione…

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